YA di Ylenia Cancelli

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- Visual Storyteller YA! è Ylenia Cancelli. Dal wedding ai family portrait.

Laureata in grafica e fotografia nel 2011, fa parte di una giovane realtà specializzata in tutto ciò che è grafica, foto e video; dalla comunicazione aziendale alle pubblicità su volantino. Amo la ricerca della spontaneità, e dell'attimo rubato...
ogni lavoro è una "storia da raccontare", per me è importante seguire ogni progetto dalla consulenza fino alla sua realizzazione su supporto. Il mio intento è poter rispondere "si!" alle vostre richieste.

Capitolo 529, 30 settembre, 1º ottobre Stiamo per salutare la Cambogia: sono pronta?!No, non direi!Dopo la visita all’en...
06/10/2026

Capitolo 5

29, 30 settembre, 1º ottobre

Stiamo per salutare la Cambogia: sono pronta?!
No, non direi!
Dopo la visita all’ennesimo vecchio mercato — molto impegnativo per caos e odori (ma a suo modo affascinante) — visitiamo la scuola della seta e della scultura.
Quello che mi ha lasciato la Cambogia è qualcosa che non riesco bene a descrivere: volti, sorrisi e semplicità. Mi è capitato di leggere l’anima di persone che non si nascondevano davanti all’obiettivo, questa esperienza mi ha dato veramente tanto, torno sicuramente più ricca dentro.
È il momento di tornare in Vietnam e, con qualche ritardo e piccolo disagio che contraddistingue sempre i miei viaggi, arriviamo cotti a puntino in hotel.
(Non sto a entrare nel dettaglio, però lo farò: immaginate di essere in fila per passare il controllo passaporti, con una coda non indifferente, e di scegliere la fila dove il poliziotto si tira su all’improvviso per un probabile attacco di mal di pancia e scappa in bagno e sparisce, sotto gli occhi increduli del tipo che aspettava la fine del controllo… e ovviamente i nostri, che rimaniamo impalati lì in attesa… Niente di rilevante, ma pur sempre un piccolo disagio, no?)
Siamo tornati al punto di partenza, ad Hanoi, ma solo come base per la notte, perché è già il momento di ripartire per andare al Nord: visiteremo Long Coc e dormiremo in un lodge sulle piantagioni di tè.
Spostandosi a nord l’architettura comincia a cambiare: si vedono case bianche a sé stanti di ispirazione francese, alcune davvero molto, molto belle, mucche lungo la strada e qualche lavoratore.
Presto fatto: dopo circa 2 ore di pullman arriviamo a destinazione. Siamo circondati da immense cupoline verde brillante, come siepi ben curate (un po’ alla Mani di forbice, per capirsi!) passatemi il termine dei bei "baconi concentrici", molto caratteristici e decisamente scenografici.
Ci avviamo per una bella camminata nei campi… ALT!, riformulo: ci avviamo per una bella salita per scalare la collina di "baconi". La fotograferemo al tramonto. Incrociamo una donna che fa avanzare le mucche portando sulle spalle chili e chili di legname: è schiva, una donna di campagna di quelle che non amano perdere tempo; grida qualcosa alle bestie e riparte a capo basso.
Ed eccola lì: la golden hour illumina i cerchi concentrici delle piante di tè. È tutto così rilassante. Riprendiamo il cammino, ci godiamo il momento e torniamo giù. Sul nostro cammino incrociamo dei lavoratori, dei ragazzi con un giubbotto futuristico!
Avete presente Iron Man?! Ecco, immaginate che il ventolone che ha sul petto, messo al punto giusto, sia un ottimo ventilatore. Sono seria: sul retro del piumino dei ragazzi c’era una ventola in funzione per tenerli freschi. Geniale!!
Scendiamo al lodge per la cena: ci hanno preparato piatti tipici molto particolari. C’è un riso viola molto glutinoso e appiccicoso che, dice Nerina, viene fatto con un colorante naturale. Poi paranza, pollo fritto e manzo con verdure… Mangiamo tutto, del resto siamo di bocca buona!
Scappiamo a letto, ci aspetta l’alba!
Sono le 4:30 e tutto va bene… mah, insomma! “L’è un gran buione!”
Oggi proveremo l’esperienza dei mototaxi: scendiamo dalla camera e, uno alla volta, veniamo catapultati su un motorino sgangherato che ci carica al buio e al volo e ci porta su per la collina… Il casco?! Questo sconosciuto, ormai l’abbiamo imparato!!
Mi tengo bene, ma il mio autista in ciabatte va come una bomba e schizza sulla strada sterrata: in pochi balzi sono sulla vetta!
È ancora presto e dobbiamo prendere il posto. Dei turisti orientali ci hanno preceduto, ma siamo in seconda fila: non male!
C’è nebbia e, tra una chiacchiera e l’altra, comincia a vedersi qualcosa. Ci alterniamo per tenere il posto e andiamo su e giù in cerca dell’angolazione giusta… Albeggia, facciamo le nostre foto e nel frattempo arrivano i lavoratori dei campi che, con un attrezzo stranissimo, danno una potata alla siepe di tè, raccolgono tutto in un sacco di circa 60 kg e caricano tutto sui motorini! Sì, sui motorini!!
Pensate che abbiamo visto persino motorini con 3 sacchi di carico: fate i conti voi!!
Si riparte: scendiamo a piedi, incrociamo qualche altro lavoratore che velocissimo impacchetta il raccolto e sfreccia sul suo mezzo.

Andiamo a cambiarci: è il momento di spostarsi. Cercheremo un posto meno turistico del Sa Pa e andremo a 4 ore di distanza per fotografare i campi di riso.
Partiamo! c’è molta strada che ci aspetta!

Capitolo 4 28 SettembreFlying to Cambodiaaaa tu ru-ru tu-ru tu-ru tu-ru ru ru ru...Sulle note degli Apoptygma Berzerk (n...
01/10/2026

Capitolo 4
28 Settembre

Flying to Cambodiaaaa tu ru-ru tu-ru tu-ru tu-ru ru ru ru...
Sulle note degli Apoptygma Berzerk (nome impronunciabile, lo so), apro gli occhi e realizzo che tutto quello che ho visto ieri non era un sogno...
Ragazzi, sono davvero in Cambogia (che insieme al Vietnam era una delle mie top 5! Grazie Franci!❤️).

Dalla nostra finestra vediamo un terrazzino in pietra con due seggioline in legno che guardano un’immensa pianta di bambù. Apro la finestra e... la musica rilassante con i campanellini di ieri ci accompagna nuovamente. Fa caldo ma devo dirlo: è proprio un buon... giorno!
Ci prepariamo e partiamo in pullman.

Oggi ci aspetta una giornata molto emozionante: scopriremo il quotidiano di questo meraviglioso popolo, prima andando al mercato e poi visitando il fiume Tonlé Sap.
Ci sono vari mercati in Cambogia nella stessa zona; luogo principale di scambio e convivialità, possiamo trovarvi persino quello notturno. Ci infiliamo tra i banchi: le persone ci osservano senza paura e continuano a lavorare tra silenzi e risate con i vicini. I bambini partecipano alla vita del mercato facendo compagnia ai genitori o accompagnandoli semplicemente in motorino (casco: questa parola sconosciuta; ho visto bimbi anche più piccoli di Noah sul motorino, aiuto!).

Si eviscerano gli animali sui banchi, si sistemano i pesci ad essiccare, si vendono frutti mai visti dai colori più sgargianti. Ci sono dei negozi con gioiellini messi in una piccola vetrina da pasticceria, e in prima fila si notano mazzi e mazzi di d**g (chiamati amichevolmente “Pippi”, che i miei compagni di viaggio conoscono bene). Non c’è paura di furti, è come se si conoscessero tutti: anche se la negoziante si assenta, tutto rimane lì.

Il fiume Tonlé Sap ha la particolarità di invertire il senso del flusso a seconda della stagione. Navigheremo sul fiume per arrivare al lago; sul nostro cammino troveremo case galleggianti e palafitte. Molti abitanti spostano le proprie case galleggianti vicino alla foresta di mangrovie durante il periodo delle piogge, perché il fiume diventa pericoloso e si alza molto.

Il governo cambogiano ha vietato lo stazionamento delle case lungo il lago vero e proprio perché è pericoloso a causa delle alluvioni; l'acqua, infatti, capita che si alzi fino a 15 metri.
Visiteremo un villaggio palafitta khmer; sono molto curiosa, saliamo a bordo!

Fa caldo e notiamo che le case hanno il tetto di lamiera: non oso pensare alla temperatura che ci possa essere lì dentro. Il villaggio è però molto organizzato: c’è la scuola, c’è la polizia e persino un piccolo ospedale palafitta.
La scuola, per esempio, ha due turni: i bambini possono frequentare la mattina o il pomeriggio, dalle 7 alle 13 oppure dalle 13 alle 17.
Saliamo su una barca in legno (voglio chiamarla "piccolo traghetto") e comincio a osservare questo piccolo mondo parallelo stupita e in silenzio. Mi sento spettatrice di uno spaccato di quotidianità così distante dalla nostra realtà, ma così affascinante.
C’è tranquillità. Passando con la nostra barca si vede quello che succede in ogni casa: i bimbi che giocano, chi cucina, chi pettina la propria bambina. Mi sento quasi in colpa, come se violassi la loro privacy, ma loro ci guardano tranquilli e sorridenti e ci salutano... non si sentono in vetrina, questa è la loro normalità.
C’è pace e quiete. Continuo a scattare foto cercando di immaginare la storia di ognuno di loro. Sono tutti così felici ed è assurdo, perché nella nostra realtà non ci riesce mai nessuno. Siamo fortunati, sì: siamo nati nella parte più facile del mondo, decisamente.
Cominciamo a discuterne tra noi. Una ragazza stupenda e giovanissima ci guarda e pensiamo: "Se fosse nata dalla nostra parte del mondo, che cosa farebbe adesso? L'attrice, la modella?".
Qui se rimani in casa, rimani bloccato finché non torna tuo padre con la barca.
Ha lo smartphone, però: che cosa penserà di quello che vede? Ma nonostante tutto è così felice... non sappiamo cosa risponderci.

Forse è proprio questo il bello e l'affascinante di questa storia: ci sono cose che non hanno risposta e che non possiamo capire. Voglio pensare che sia un segreto che custodiscono gli abitanti di qui... voglio sperare che sia una bella favola che siamo troppo stupidi per comprendere.

Ci fermiamo e attracchiamo su una palafitta; decidiamo di salire su delle piccole canoe per attraversare la foresta di mangrovie. La guida ci dice che abbiamo appena sostenuto le donne locali, perché solo le donne accompagnano i turisti nella foresta... Pace e silenzio regnano sovrani tra i raggi che filtrano tra gli alberi. Una delle donne comincia a cantare una cantilena bellissima: ci godiamo il momento. Ormai Tomb Raider è lontana, qui siamo palesemente da Nonna Salice: Pocahontas, spostati più in là!
Provo a rendere l’idea: pensate allo screensaver di un computer... ecco, io c’ero dentro!
Concludiamo la giornata visitando via terra un altro villaggino sul fiume. C’è un’enorme pagoda per pregare, e notiamo subito dei bimbi che giocano con i sassolini. Tutti salutano. I bambini sono a scuola, il maestro fa ripetere qualcosa e parte un coro; ci sono polletti che vagano qua e là. Ci sentiamo ancora una volta al “cinema”, per così dire, mentre scorre un film d’altri tempi.

Capitolo 326 e 27 settembreAppena scesi dall’aereo ci troviamo spettinati da un’altra sferzata di umidità... Vabbè dai, ...
29/09/2026

Capitolo 3

26 e 27 settembre
Appena scesi dall’aereo ci troviamo spettinati da un’altra sferzata di umidità... Vabbè dai, ormai siamo abituati!
È buio — il sole tramonta verso le 18 — ma lungo la strada riusciamo a intravedere piccoli chioschi e qualche amaca con qualcuno che si riposa. È tutto molto verde e ci sono decorazioni luminose sugli alberi perché è il periodo della Festa degli Antenati.
Attraversiamo un tratto di strada allagato (speriamo bene!), ma l’autista del pulmino va sicuro... Arriviamo in hotel a Siem Reap. È tardi e vorremmo cenare lì, ma i nostri sogni si infrangono quando scopriamo che non c’è posto. È il momento di procacciarci qualcosa da mettere sotto i denti, quindi usciamo in cerca di qualsiasi cosa!
Prendiamo un tuk-tuk per provare l'esperienza: bellissima!! Il nostro autista sgomma un po' — che ridere — e in pochi minuti siamo in centro.
Come vi dicevo la fame era tanta: ci sediamo nel primo ristorante che vediamo, apro il menu e...
“MOMENTO, MOMENTO, MOMENTO!” Ma quella è la testa di un coccodrillo?!
Sì, ho fame, ma io passo!
Per vostra cultura generale, sappiate che si possono assaggiare anche la coda e la zampa al forno... Io mi “accontento” di un risottino fatto bene!
Sarà per la prossima... forse!
Ci aspettano quattro ore di sonno e una sveglia all’alba per visitare il complesso dei templi di Angkor.
Comincia ad albeggiare e inizio ad accelerare il passo: non voglio perdermi niente! Riusciamo a posizionarci davanti al laghetto di fronte ad Angkor Wat. Siamo in attesa; c’è silenzio e in sottofondo si sente soltanto una musica molto suggestiva di campane e xilofoni in bambù. Si tratta della musica Pinpeat, la forma d’orchestra più sacra e antica della Cambogia.
I minuti passano e le persone stanno lì, immobili, a godersi lo spettacolo. L’emozione si fonde con la trepidazione... Comincio a scattare: non voglio perdere un singolo attimo di questa alba che illumina Angkor Wat e lo riflette nell'acqua. Il cuore va a mille, sorge il sole, è tutto perfetto... Tutti mi prendono in giro per quante foto sto facendo: sarà comunque difficile sceglierne una!
Adesso siamo pronti per l’esplorazione. I templi di Angkor costituiscono il cuore spirituale dell'antico Impero Khmer e rappresentano il più grande complesso monumentale religioso al mondo. Sono stati costruiti prima per l’Induismo e poi per il Buddismo; all’interno troveremo sicuramente anche qualche altare votivo.
Cominciamo! Ci separiamo... Metto le cuffie con la mia musica e parto. Mi sento una bambina sulle giostre: non riesco a star ferma, è tutto troppo bello e devo per forza immortalarlo!
Ci spostiamo ed entriamo a Ta Prohm (forse lo ricorderete perché vi hanno girato Tomb Raider). Se Angkor Wat era bello, questo posto non si riesce proprio a descriverlo! Immaginate questo complesso della fine del XII secolo, in pietra arenaria, completamente avvolto dalle radici gigantesche degli alberi di Ficus albipila. La natura si riprende il suo spazio e decide di coesistere con l’opera dell’uomo, creando qualcosa di unico e inimitabile.
Osservo e parto: sono davvero all’interno del videogioco. Eccezionale! È tutto troppo bello e mi dispiace ripetermi, ma non riesco a fare altrimenti! Giochiamo a fare Lara e in effetti, quando ero “giovine e nei miei cenci” — come si dice a Firenze —, mi ero travestita proprio da Lara Croft. Gli altri turisti ci guardano sorridendo: ovvia giù, ci siamo fatti riconoscere pure qui!
È il momento di visitare il tempio di Bayon, famosissimo perché le sue torri sono scolpite con centinaia di volti sorridenti. Fotografo dei bassorilievi bellissimi che mostrano scene di vita quotidiana e di battaglia. I templi sono stati decorati con quattro volti che rappresentano le quattro virtù: amore, compassione, simpatia ed equanimità. La sua architettura è unica. Ci rendiamo conto che abbiamo scattato foto per nove ore filate!!
Torniamo in hotel e ci prepariamo per la cena-spettacolo, dove assistiamo a danze tipiche cambogiane. I costumi tradizionali sono eccezionali e la grazia dei ballerini è unica. Una piccola orchestra seduta a terra accompagna l'esibizione: tutto molto affascinante!

Capitolo 225 settembre Villaggio dell’incenso e Train StreetBuongiorno Hanoi!!!Posso dirlo!? Finalmente mi sento stra-ca...
26/09/2026

Capitolo 2
25 settembre

Villaggio dell’incenso e Train Street

Buongiorno Hanoi!!!
Posso dirlo!? Finalmente mi sento stra-carica per godermi questa avventura… dopo 9 ore di sonno filate… (ma quando mai in vita mia?!).
Il cielo è plumbeo e… come si dice a Firenze:
“Fa un cardo boia!”.
Si parte!

A circa un’ora da Hanoi si trova il villaggio dell’incenso, un paesino molto tranquillo dove viene lavorato il bambù e si possono seguire tutte le fasi che portano alla realizzazione del classico stecchino d’incenso a cui siamo abituati.
Fa caldissimo e gli artigiani lavorano davanti a un mega ventilatore: ognuno ha il suo compito e non alza mai la testa.
È un lavoro a ore, pagato circa 1 euro l’ora… Lo stipendio base mensile di un vietnamita è di circa 500 € e sebbene sia bilanciato con il costo della vita qui (da quello che dice Nerina), non è certo un lavoro semplice.

Sono miliardi i bastoncini colorati di rosso che vengono disposti sul pavimento a mazzi ad essiccare, la scelta del colore non è casuale infatti, perché è di buon auspicio e porta fortuna, l’effetto finale è meraviglioso!
Facciamo le nostre foto osservando i sorrisi dei locali che lavorano; una bimba appena tornata da scuola saluta la mamma negoziante, si affaccia e si fa fotografare con timidezza…Si respira un’aria di tranquillità.

Rientriamo in città e dopo aver giocato anche oggi a “schiva il pedone”… la Nerina ci porta a bere il famoso caffè all’uovo in un posto direi “ fuori dalla comprensione umana “. Entriamo in un negozio di abbigliamento, ci troviamo davanti a un piccolo parcheggio di motorini (che, per entrare nel cortile, saranno passati anche loro dal negozio) e poi, via, quattro rampe di scale strette strette che manco la soffitta di mia madre, un tempietto ed eccoci lì: dopo questo assurdo “Jumanji” arriviamo in cima a una terrazza vista lago!
Ma insomma, sto caffè all’uovo, mi chiederete? Detto da una che non beve caffè… bono!
Un tiramisù senza biscotti in tazza grande, con una crema consistente di 4 cm… esperienza da provare! Adesso posso dire di aver bevuto 35 caffè in tutta la mia vita! Zan zan!

La parte vecchia della città, sebbene sia caotica, ha tutto un suo fascino. Si alternano “case-pagoda” con influenze francesi a negozini con insegne smontate… e, diciamolo affettuosamente, un po’ “marci”!
Passiamo da telespettatori da una saracinesca all’altra: sarà la casa di qualcuno o un negozio? E lui sta lavando i piatti di casa sua sul marciapiede o i piatti del ristorante dove ho appena mangiato?! Chissà… quel che è certo è che lo scopriremo solo vivendo!

Ormai siamo dei perfetti cittadini, ci lanciamo tra i motorini camminando spediti, i clacson scandiscono i nostri passi… tutto ok, anche stavolta! Attraversando ci troviamo davanti a due imponenti colonne: siamo su un “Ponte Rosso” che passa sul Lago della Spada Restituita.
Nel XV secolo, l'imperatore Lê Lợi ricevette una spada da una tartaruga divina per sconfiggere gli invasori cinesi della dinastia Ming (in Vietnam sono quattro gli animali sacri e la tartaruga è uno di questi).
Quando ci riuscì, una tartaruga dorata emerse dalle acque per riprendersi la spada e riconsegnarla agli dèi. Poteva lasciargliela, no?!
Vabbè!

Fatto sta che, visitato il tempio al di là del ponte, si trovano anche due tartarughe giganti imbalsamate. Un po’ inquietanti, eh?!

Direi che è arrivato il momento di “prendere” un treno, ragazzi! Sotto consiglio di Nerina andiamo sulla “Train Street”, ma in una parte meno turistica, per fotografare il treno che passa a ridosso dei negozi. In effetti c’eravamo solo noi!

Ci sediamo — perché non è possibile fare altrimenti se vuoi vederlo passare — e prendiamo posto per la cena. Eccolo, velocissimo! Un ragazzo del luogo ci urla di non sporgerci troppo: p***a miseria, passa veramente vicino, impressionante e adrenalinico!
È il momento di tornare in hotel e toglierci di dosso l’ennesima maglietta sudata della giornata, e di un’altra meritata doccia!!

Capitolo 3

26 settembre

La giornata di oggi è una giornata libera e dedicata allo spostamento in Cambogia, la mattina passa velocemente e dopo un breve giretto proviamo ad andare nella train street turistica… cerchiamo di ambientarci ma niente, è tardi e i locali ci spingono fuori dai binari.. è una giungla anche da queste parti!

Sapete che il souvenir più pericoloso del mondo è il tappo di una bottiglia di birra posto sul binario della train street?!
Secondo voi potevamo perdere l’occasione di portare a casa sta “lamierina” schiacciata?!
Anche solo per ricordare lo spostamento violento di aria sul nostro volto dato dal passaggio del treno?!

Due scatti veloci e decidiamo di fare un po’ di shopping i negozi hanno veramente di tutto e le cifre sono molto vantaggiose.. cerchiamo dell’artigianato locale, bisogna trattare il prezzo e ho la giusta spalla al mio fianco, tutto veramente bello!

Gli highlights di Hanoi per me restano sicuramente gli slalom tra i motorini, i bei colori al villaggio delle spezie (come direbbe la mia Socerina), l’espressione sempre felice dei suoi abitanti (fuori dal traffico ahahah) e quella dei miei compagni di viaggio che assaggiano il durian (scusate ragazzi e grazie per esservi sacrificati per noi! )😬👀

È il momento di recarci in aeroporto, e con qualche ritardo ci aspetta il volo breve, fortunatamente, per la Cambogia.

Non vedo l’ora, dai che arriviamo!

23-24 settembreMilano-ShanghaiShanghai-HanoiÈ da un po’ che non vi racconto le mie avventure in viaggio... È sempre più ...
25/09/2026

23-24 settembre
Milano-Shanghai
Shanghai-Hanoi
È da un po’ che non vi racconto le mie avventure in viaggio... È sempre più complicato provare a scrivere qualcosa da quando è nato il piccolo e agitatissimo Noah, ma eccomi qua in questa parentesi speciale regalatami dall’“Ammmore” della vita. Per il nostro decimo anniversario ha pensato bene di sbarazzarsi di me e mandarmi per 12 giorni dall’altra parte del mondo, realizzando un altro pezzettino di un sogno: fotografare il mondo!
Adesso mi direte: “Ma dopo tutto 'sto preambolo, ancora non ci hai detto dove cavolo ti ha spedito Bonucci?!”.
Ben detto! Eccoci qua ad affrontare un viaggio emozionante tra il Nord del Vietnam e la Cambogia centrale... un itinerario studiato per scoprire la cultura e l’essenza di questi popoli. Un sogno!
Il “viaggio della speranza”, cominciato non so più quante ore fa 🤯, ci ha portati da Firenze a Milano (con una bella sveglia alle 3:30), per poi farci volare a Shanghai e infine ad Hanoi. Ho perso la cognizione del tempo tra un pisolino e l’altro in aereo che, al posto di rinvigorirmi, mi ha accartocciata ancora di più!
Son passate lente non so più quante ore, e il dubbio che pervadeva la mia testa era sempre più forte: chi sono io? Che ci faccio qui?!
Da non sottovalutare che i nostri amici dell’air China ci rintronavamo facendoci prima cenare e poi pranzare a orari stranissimi.. sono tutta rincoglionita!

E poi, ad un certo punto, eccola lì che fa capolino dalle nuvole tra i vari agglomerati di case e le tante aree verdi: lei, timida all’apparenza ma piena di carattere, Hanoi.

Ragazzi, è davvero la pista quella che vediamo o un miraggio?!
Sì, siamo arrivati, il mio collo incriccato ringrazia!

I miei compagni di avventura sono una crew tutta fotografica. L’“OBIETTIVO” del viaggio? (Battutona, lo so, sono stanca): non perderci neanche un attimo, neanche una foto, e catturare l’essenza di questo meraviglioso Paese! Tutti pronti?! Si comincia!

Il caldo umido di Hanoi e il suono incessante dei clacson dei motorini impazziti ci investono subito. Ragazzi, fate piano che non ho dormito una mazza!!

Sfilze di banani verdissimi fanno capolino dalla strada principale. “Hanoi”, la zona dentro al fiume, è lì: entriamo quindi in città attraversando il Fiume Rosso, il più grande del Vietnam.
Con i loro caschetti da fantino, i motorini dominano la città… lo sapete che su 10 milioni di abitanti ci sono 8 milioni di motorini?! Incredibile!

La nostra guida, Nerina, dopo averci perculato per la “Coca Hola”, con gentilezza e umiltà ci ha raccontato le tradizioni del suo popolo.

Questa è la settimana della Festa di metà autunno in città: si festeggia la luna piena e le vie sono piene di lanterne colorate molto pittoresche. Ragazzi, in poche parole è la Rificolona di Firenze, solo che qui non ho visto bambini con la cerbottana in mano!haha

La rotondità della Luna piena rappresenta l'unità e la completezza della famiglia. La luna è al centro di tutto: regola le maree, l’agricoltura e influenza a “Hanoi”, la zona dentro al fiume, è lì: entriamo quindi in città attraversando il Fiume Rosso, il più grande del Vietnam.
Con i loro caschetti da fantino, i motorini dominano la città… lo sapete che su 10 milioni di abitanti ci sono 8 milioni di motorini?! Incredibile!

La nostra guida, Nerina, dopo averci perculato per la “Coca Hola”, con gentilezza e umiltà ci ha raccontato le tradizioni del suo popolo.

Questa è la settimana della Festa di metà autunno in città: si festeggia la luna piena e le vie sono piene di lanterne colorate molto pittoresche. Ragazzi, in poche parole è la Rificolona di Firenze, solo che qui non ho visto bambini con la cerbottana in mano!haha

La rotondità della Luna piena rappresenta l'unità e la completezza della famiglia. La luna è al centro di tutto: regola le maree, l’agricoltura e influenza anche le persone, visto che il nostro corpo è costituito al 70% di acqua. In questi giorni si festeggia la prosperità e la bellezza pura.
Dopo un giro per il centro tra le bancarelle, la guida ci ha consigliato un posto tranquillo per mangiare. Due opzioni, senza stress: noodles o... noodles! Un piatto buonissimo alla modica cifra di 2€, e fine, direi!
Finalmente, tra la stanchezza e l’emozione per il tour de force, è arrivato il meritato riposo.

Buonanotte Hanoi, mi spengo un attimo e cerco di capire come mi chiamo! nche le persone, visto che il nostro corpo è costituito al 70% di acqua. In questi giorni si festeggia la prosperità e la bellezza pura.
Dopo un giro per il centro tra le bancarelle, la guida ci ha consigliato un posto tranquillo per mangiare. Due opzioni, senza stress: noodles o... noodles! Un piatto buonissimo alla modica cifra di 2€, e fine, direi!
Finalmente, tra la stanchezza e l’emozione per il tour de force, è arrivato il meritato riposo.

Buonanotte Hanoi, mi spengo un attimo e cerco di capire come mi chiamo!

25/09/2026
23-24 settembreMilano-ShanghaiShanghai-HanoiÈ da un po’ che non vi racconto le mie avventure in viaggio... È sempre più ...
25/09/2026

23-24 settembre
Milano-Shanghai
Shanghai-Hanoi
È da un po’ che non vi racconto le mie avventure in viaggio... È sempre più complicato provare a scrivere qualcosa da quando è nato il piccolo e agitatissimo Noah, ma eccomi qua in questa parentesi speciale regalatami dall’“Ammmore” della vita. Per il nostro decimo anniversario ha pensato bene di sbarazzarsi di me e mandarmi per 12 giorni dall’altra parte del mondo, realizzando un altro pezzettino di un sogno: fotografare il mondo!
Adesso mi direte: “Ma dopo tutto ‘sto preambolo, ancora non ci hai detto dove cavolo ti ha spedito Bonucci?!”.
Ben detto! Eccoci qua ad affrontare un viaggio emozionante tra il Nord del Vietnam e la Cambogia centrale... un itinerario studiato per scoprire la cultura e l’essenza di questi popoli. Un sogno!
Il “viaggio della speranza”, cominciato non so più quante ore fa 🤯, ci ha portati da Firenze a Milano (con una bella sveglia alle 3:30), per poi farci volare a Shanghai e infine ad Hanoi. Ho perso la cognizione del tempo tra un pisolino e l’altro in aereo che, al posto di rinvigorirmi, mi ha accartocciata ancora di più!
Son passate lente non so più quante ore, e il dubbio che pervadeva la mia testa era sempre più forte: chi sono io? Che ci faccio qui?!
Da non sottovalutare che i nostri amici dell’air China ci rintronavamo facendoci prima cenare e poi pranzare a orari stranissimi.. sono tutta rincoglionita!

E poi, ad un certo punto, eccola lì che fa capolino dalle nuvole tra i vari agglomerati di case e le tante aree verdi: lei, timida all’apparenza ma piena di carattere, Hanoi.

Ragazzi, è davvero la pista quella che vediamo o un miraggio?!
Sì, siamo arrivati, il mio collo incriccato ringrazia!

I miei compagni di avventura sono una crew tutta fotografica. L’“OBIETTIVO” del viaggio? (Battutona, lo so, sono stanca): non perderci neanche un attimo, neanche una foto, e catturare l’essenza di questo meraviglioso Paese! Tutti pronti?! Si comincia! ————>>>>

Indirizzo

Calenzano
50041

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