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PARTE 1 — L’alba, la corsa, il destino che acceleraAll’alba di un trasferimento, quando il mondo è ancora sospeso tra si...
04/30/2026

PARTE 1 — L’alba, la corsa, il destino che accelera
All’alba di un trasferimento, quando il mondo è ancora sospeso tra silenzio e possibilità, il destino ha deciso di giocare con noi.
La sveglia programmata alle 5:15, la realtà che ci sveglia alle 5:50. Dieci minuti per non perdere tutto. Dieci minuti che sembravano un thriller girato al buio, come quelle figure che emergono appena dalla notte.
Corriamo, voliamo, ci trasformiamo in atleti olimpici senza allenamento. Eppure arriviamo al terminal.
È lì che incontriamo Icaro, la nostra guida italo‑brasiliana, gentile come un amico e luminosa come una promessa.
Il viaggio inizia. E davanti a noi, invisibile ma già presente, c’è la capitale che ci aspetta: solenne, imponente, pronta a scolpirsi nella memoria.

Il resto dell’inizio lo trovi sul mio sito.👆🏻

Parte 4 - Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinitoFinito il ponte, il piano è semplice: steakhouse americana...
04/22/2026

Parte 4 - Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinito

Finito il ponte, il piano è semplice: steakhouse americana, atmosfera country, legno scuro, musica soft. Sembra di aspettare Clint Eastwood con una T-bone in mano. Peccato: niente opzioni senza glutine. Cambio di rotta.

Taxi, di nuovo. Club A Steakhouse: elegante ma accogliente, ogni dettaglio al suo posto. Il cameriere è albanese, ma parla italiano meglio di molti italiani. Ha vissuto in Italia e diventa il nostro consulente gastronomico personale.

Ci propone una salsa per la carne. Noi, scettici: “Le salse, no grazie.” La assaggiamo. È una rivelazione: balla con la bistecca come Fred Astaire con Ginger Rogers.

Mia moglie chiede la carne ben cotta. Risposta, con sorriso diplomatico: “Possiamo farla solo media cottura.” In Italia avrebbero spento la griglia per ripicca, qui ti portano un piccolo capolavoro al sangue.

Usciamo sazi, grati, un po’ increduli: in un solo giorno abbiamo visto silenzio, luce, dolore, ponti e bistecche danzanti. Taxi, hotel. Domani Washington. Ma stasera New York ci stringe nel suo abbraccio più largo.

Se vuoi leggere l’avventura completa, ti aspetto sul mio sito: trovi il link in bio, pronto ad aprirsi come una porta dorata.

Parte 3 - Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinitoUscire dal museo con il cuore pesante e ritrovarsi davanti...
04/16/2026

Parte 3 - Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinito

Uscire dal museo con il cuore pesante e ritrovarsi davanti a uno dei set più cinematografici del mondo: il Ponte di Brooklyn. Ma al contrario. Non da Manhattan a Brooklyn, come tutti, ma da Brooklyn a Manhattan, con la skyline che si apre come un sipario.

Taxi verso DUMBO, quartiere industrial-chic dal nome che sembra una battuta. La stradina da cartolina, il Manhattan Bridge incastrato tra i mattoni rossi, l’Empire State che spunta in mezzo all’arco. Scatti, zoom, pose: due attori in pausa tra un ciak e l’altro.

Una spiaggetta urbana, il cielo grigio che si specchia sui vetri dei grattacieli, una sosta da Starbucks (più diffuso dei semafori) e poi il ponte. Camminare lì è stare dentro una canzone folk e dentro un sogno insieme: grattacieli, baia, barche sull’Hudson, Lady Liberty lontana, eco di poche ore prima.

Ogni passo è una cartolina spedita al cuore.

Le foto raccontano, ma sul sito c’è il cuore di questo ponte al contrario: il link è in bio, se vuoi attraversarlo con me.

Parte 2 Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinitoEllis Island ti rallenta il passo e lo stomaco. Per pranzo t...
04/09/2026

Parte 2 Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinito

Ellis Island ti rallenta il passo e lo stomaco. Per pranzo torniamo da Pizz’arte: niente pizza, un primo minuscolo dal prezzo da opera d’arte. A New York anche l’appetito è in scala: piccolo, caro, ma soddisfatto.

Poi taxi, perché i piedi dopo quattro giorni di maratona urbana protestano. Un centro commerciale futuristico che è anche stazione della metro, gente che corre, parla da sola, ride al vento. Mia moglie cerca il bagno (e lo trova): i bagni pubblici, puliti come una promessa mantenuta. Lì scatto una delle mie foto preferite: luce che danza sul marmo, sinfonia architettonica.

Fuori, la musica cambia. Al Memoriale dell’11 settembre il caos di New York si spegne in un silenzio che fischia nelle orecchie. Nomi incisi, fiori, rose bianche per compleanni che non ci sono più, rose rosse per chi se n’è andato dopo.

Dentro il museo, il cuore si frantuma: camion dei pompieri accartocciato, travi attorcigliate, vestiti impolverati, pezzi di aereo. Ma sono le voci a colpire più forte: telefonate, ultimi saluti, racconti dei parenti. Non esci da un museo, esci da un abisso.

Ho raccolto tutto questo viaggio sul mio sito: trovi il link in bio, se vuoi scendere e risalire con me.

Parte 1 Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinitoLady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinito.New Yor...
04/02/2026

Parte 1 Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinito

Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinito.
New York ti insegna che i programmi sono solo bozze: avevamo detto colazione da Friedman’s, ma il destino (e il caffè giusto) ci ha riportati da No Glu. Certezze, pane senza glutine e stomaco felice.

Poi il molo, i biglietti in mano, l’entusiasmo addosso. E loro: gilet vistosi, sorrisi sicuri, la Statua stampata sul petto come un’icona sacra. Ti fanno credere di essere i guardiani del mare, ma sono solo illusionisti urbani.

Faccio dietrofront con l’eleganza di un James Bond siciliano e ritrovo l’ingresso vero. Stesso biglietto, altra risposta: questa volta si sale davvero.

La Statua non è solo una signora verde: è un faro di rame che ha accolto stanchi, poveri, sognatori infreddoliti. Le parole di Emma Lazarus ti si attaccano al cuore: “a me date i vostri stanchi, i vostri poveri… e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata.”
Più di mille grattacieli, è lei la vera porta d’ingresso di New York.

Il resto di questa storia lo trovi sul mio sito: il link è in bio, se vuoi salire a bordo con me.

UN GIORNO TRA SACRO, CINEMA E SKYLINE — Parte 3Dopo pranzo, la Cattedrale di San Patrizio ci accoglie con la sua imponen...
03/26/2026

UN GIORNO TRA SACRO, CINEMA E SKYLINE — Parte 3

Dopo pranzo, la Cattedrale di San Patrizio ci accoglie con la sua imponenza.
Enorme, solenne, altissima.
La definirei gotica… forse. Non sono un esperto, ma so riconoscere quando qualcosa ti entra dentro.
Le volte sembrano respirare, le colonne ti sovrastano, il silenzio è denso.
Restiamo lì, incantati.

Fuori, la 5th Avenue scorre come un nastro in movimento.
Camminiamo, osserviamo, ci lasciamo portare.

Poi, tra una street e l’altra, riconosco un edificio familiare: Grand Central Terminal.
Me lo ricordo dal film 2:22, ma è ancora più iconico per gli amanti delle serie TV: è uno dei luoghi simbolo di Gossip Girl.

E così il nostro piccolo set personale prende vita: io scatto, mia moglie ed io replichiamo scene di film, ridiamo, improvvisiamo.
Il viaggio continua, e stavolta siamo noi le comparse di un film tutto nostro.

Le foto raccontano, ma sul sito c’è il cuore del viaggio. Link in bio 👆🏻

UN GIORNO TRA SACRO, CINEMA E SKYLINE — Parte 4È il momento del Summit One Vanderbilt.Siamo in anticipo, ma ci accolgono...
03/26/2026

UN GIORNO TRA SACRO, CINEMA E SKYLINE — Parte 4

È il momento del Summit One Vanderbilt.
Siamo in anticipo, ma ci accolgono comunque.
Un iPad ci mostra le condizioni visive: cielo coperto.
Non ci scoraggia. Saliamo. E che fortuna.

Il Summit non è un osservatorio: è un’esperienza.
Specchi, luci, suoni, vetrate infinite.
Una dimensione sospesa tra arte e vertigine.
New York si apre davanti a noi come un pensiero lucido, alto mille metri.
Non posso descriverla davvero. Va vissuta.

La giornata si chiude con la voglia di un buon piatto.
Puntiamo su Olio e Più — ma è pieno come una première.
Troviamo un altro ristorante lì vicino, atmosfera un po’ Il Padrino:
tavoli in penombra, mood cinematografico, quasi ti aspetti Vito Corleone entrare da un momento all’altro.
Si mangia discretamente, si vive benissimo.

Se vuoi leggere l’avventura completa, ti aspetto sul mio sito. Link in bio 👆🏻

Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinitoUscire dal museo con il cuore pesante e ritrovarsi davanti a uno dei...
03/22/2026

Lady Liberty, falsi profeti e ponti verso l’infinito

Uscire dal museo con il cuore pesante e ritrovarsi davanti a uno dei set più cinematografici del mondo: il Ponte di Brooklyn. Ma al contrario. Non da Manhattan a Brooklyn, come tutti, ma da Brooklyn a Manhattan, con la skyline che si apre come un sipario.

Taxi verso DUMBO, quartiere industrial-chic dal nome che sembra una battuta. La stradina da cartolina, il Manhattan Bridge incastrato tra i mattoni rossi, l’Empire State che spunta in mezzo all’arco. Scatti, zoom, pose: due attori in pausa tra un ciak e l’altro.

Una spiaggetta urbana, il cielo grigio che si specchia sui vetri dei grattacieli, una sosta da Starbucks (più diffuso dei semafori) e poi il ponte. Camminare lì è stare dentro una canzone folk e dentro un sogno insieme: grattacieli, baia, barche sull’Hudson, Lady Liberty lontana, eco di poche ore prima.

Ogni passo è una cartolina spedita al cuore.

Le foto raccontano, ma sul sito c’è il cuore di questo ponte al contrario: il link è in bio, se vuoi attraversarlo con me.

UN GIORNO TRA SACRO, CINEMA E SKYLINE — Parte 1La mattina si apre tra profumi di b***o e delicatezze francesi.NoGlu ci a...
03/07/2026

UN GIORNO TRA SACRO, CINEMA E SKYLINE — Parte 1

La mattina si apre tra profumi di b***o e delicatezze francesi.
NoGlu ci accoglie con la sua dolcezza senza glutine, americana nell’anima, elegante nel gusto.
Il caffè è americano… e va bene così: non ci fa dire “che schifo”, ma l’espresso italiano è un’altra cosa. Lì c’è l’anima, qui c’è lo stomaco che ringrazia. E si parte.

Fuori, la pioggia decide che anche oggi vuole unirsi al viaggio.
Il programma originale — Rockefeller Center, Bryant Park — si ridimensiona, ma New York ha questa magia: cambia i piani, non l’incanto.

All’Empire State Building ci aspetta la prima sorpresa: una guardia di origine catanese.
Due parole in dialetto, un sorriso, e all’improvviso non sei più turista. Sei un cugino in visita.

Dentro, il percorso è un salto nel tempo: muratori sospesi nel cielo, martelli che battono, ferri che si piegano, voci che raccontano la nascita di un mito.
Anche se l’inglese resta un mistero, è l’atmosfera che parla.

Il resto della storia lo trovi sul mio sito. Link in bio👆🏻

🌧️ Central Park sotto la pioggia 🌫️  Quel giorno a New York il cielo era cupo, la pioggia cadeva leggera e tutto sembrav...
06/05/2025

🌧️ Central Park sotto la pioggia 🌫️
Quel giorno a New York il cielo era cupo, la pioggia cadeva leggera e tutto sembrava immerso in un'atmosfera grigia. Inizialmente non ero entusiasta delle condizioni meteo, temendo che la mia foto non avrebbe avuto impatto.

Ho scattato comunque, con qualche incertezza, e quando ho riguardato l'immagine, il risultato non mi soddisfaceva del tutto. Durante la post-produzione, ho provato a svilupparla a colori, ma continuava a non trasmettermi ciò che avevo vissuto.

Così ho cambiato approccio. Ho giocato con le impostazioni di luce e ombre, trasformando il grigio in contrasti netti e profondi. Ho abbandonato i colori, scegliendo il bianco e nero. E finalmente tutto ha preso vita.

Non lo dico per presunzione, ma per la soddisfazione di vedere un'immagine evolversi fino a rappresentare esattamente ciò che avevo provato in quel momento. Ho imparato che spesso ciò che sembra un ostacolo, come una giornata grigia e piovosa, può invece trasformarsi in un'occasione per vedere la bellezza da una nuova prospettiva.

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