01/03/2019
Sono partita per l'Africa con una idea in testa, ma al mio arrivo ho trovato altro, molto di più.
Nella mia Africa c'è tanta povertà.
Non ci sono i comfort di tutti i giorni, l'acqua per la doccia è salata e ti brucia gli occhi, i vestiti puliti durano molto poco perchè sei costantemente ricoperto di terra, le mani sporche, la valigia con tutte le tue cose che non arriva mai.
Nella mia Africa ci sono i bambini del progetto "Kikora Street Children" che vivono così tutti i giorni, anche loro non hanno tanti cambi, ma non perchè la loro valigia non è arrivata in aeroporto.
Loro vivono così sempre e sono felici. Non hanno niente, ma portano sempre un bellissimo sorrisone su quei visetti sporchi di terra.
Le loro storie sono tanto brutte e mi spezzano il cuore, me lo distruggono, ma vederli felici ti da speranza.
Il pallone non è fatto di cuoio, ma di carta e si riesce lo stesso a giocare grandi partite di calcio.
Nella mia Africa alla mattina si beve il chai, si mangia il pane con il miele e c'è Maya che rovescia caffè latte ovunque.
Poi ci sono le lezioni, ci sono i ragazzi che mi insegnano a parlare swahili, a dire "Habari" quando mi sveglio al mattino, mi insegnano i nomi degli animali e mi prendono in giro perchè non riesco a pronunciare le parole tanto bene e devo ripetere le cose mille mila volte.
Nella mia Africa ci sono i bambini che mi portano a fare passeggiate infinite in mezzo al nulla, all'avventura in stradine ripide, piene di arbusti, il terriccio ocra, il verde dei cactus, i paesaggi che tolgono il fiato e si canta, si canta sempre.
Nella mia Africa si mangiano un sacco di fagioli e cereali, il Githeri, un piatto tipico del Kenya, perchè costa poco e ti da tanta energia, si cucina tutti assieme sul solito pentolone con l'acqua che bolle, ci si siede sui gradini e si mangia per terra.
Nella mia Africa ci sono Giorgia e Chris che mi portano sulla loro collina a vedere il tramonto e a bere una Tusker, la birra del Kenya per eccellenza.
Giorgia mi parla della loro bellissima storia d'amore e io sono felice perchè vedo che il vero amore esiste, veramente.
Nella mia Africa alla sera si accende la radio del pick-up e si balla e mamma mia, c'è poco da fare, la musica ce l'hanno dentro!
Come ballano loro nessuno!!!! I ragazzi mi insegnano i passi, mi prendono per mano e ballano con me.
Nella mia Africa ho sentito il canto delle iene la notte, ho visto cieli neri ricoperti di stelle e visto il sole nascondersi tra le terre della savana, tra mille colori.
Nella mia Africa hai tanto, forse anche troppo tempo per pensare.
Pensi alla tua vita, a te stessa, ai cambiamenti che ci sono stati quest'anno, pensi alle persone che ora fanno parte di te e ti rendi conto di quanto sei fortunata, pensi alle persone che ti stanno chiedendo come stai, che si preoccupano e che ti vogliono bene.
A chi nonostante tutto c'è sempre per te.
Ti rendi conto delle piccolezze, di tutte le volte che ti sei lamentata per niente.
Ci sono le mille mila foto di gruppo, quelle foto che per me valgono più dell'oro, le risate, il guardare i video alla sera tutti assieme prima di andare a letto.
Non ci sono i genitori, non ci sono i baci della buonanotte, ma tutti assieme tutto fa meno paura.
Nella mia Africa si prega e si ringrazia Dio.
Io non so se c'è un Dio in questo mondo, se veramente lassù c'è qualcuno che ci guarda e ci potregge, ma ho pregato anche io e spero tanto che ci sia e che aiuti questi piccoli pulcini, perchè ne hanno tanto bisogno.
La mia tesi, questo mio progetto lo dedico a loro, ai bambini di Kikora a cui dico ASANTI SANA e che non dimenticherò MAI