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Attraversi Etiopia, India e Pakistan con una macchina fotografica al collo e il corpo tatuato come il muro di una prigio...
09/05/2026

Attraversi Etiopia, India e Pakistan con una macchina fotografica al collo e il corpo tatuato come il muro di una prigione poetica.
Tu cerchi volti.
Occhi stanchi nei mercati di Addis Abeba.
Vecchi fumatori a Lahore.
Bambini che ridono nel caos di Delhi.
In India una nonna ti ha fissato per dieci minuti prima di benedirti come se stessi per morire entro sera.
In Pakistan un uomo nel bazar ti ha offerto hashish, un coltello e una capra nel giro di quattro minuti.
Tu continui a sorridere educatamente, anche se sembri il boss finale di un documentario Netflix sulle gang balcaniche.
La verità è che sei innocuo.
Bevi tè con gli anziani, chiedi il permesso prima di ogni foto e ti emozioni quando trovi una bella luce al tramonto.
Però ormai hai capito una cosa:
tu viaggi per catturare facce indimenticabili…
mentre ovunque vai, diventi il trauma visivo di qualche famiglia locale.
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Chinsau, tra palazzi antichi e mercati brulicanti di vita.Una città che non si racconta con i grandi monumenti, ma con i...
05/05/2026

Chinsau, tra palazzi antichi e mercati brulicanti di vita.
Una città che non si racconta con i grandi monumenti, ma con i dettagli: cortili silenziosi, legno scolpito dal tempo, profumi di spezie e mare.
Qui la storia si mescola alla quotidianità, tra bancarelle colorate e tradizioni che resistono.
Questo, il mio racconto fotografico!
Buona Visione.
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Appena arrivi a Tiraspol capisci subito che lì il tempo non passa: si è semplicemente licenziato negli anni ’80 e non si...
02/05/2026

Appena arrivi a Tiraspol capisci subito che lì il tempo non passa: si è semplicemente licenziato negli anni ’80 e non si è più presentato al lavoro.
Le strade sembrano progettate da un urbanista ubriaco di vodka industriale: buche così profonde che se ci lanci una moneta senti l’eco di Stalin che ti risponde “compagno, che desideri?”.
Ovunque guardi c’è Lenin.
Statue di Lenin, busti di Lenin, quadri di Lenin.
A un certo punto sono entrato in un bagno pubblico e giuro che sopra il lavandino c’era un piccolo busto di Lenin che mi fissava mentre mi lavavo le mani, come per dire:
“Compagno, insapona meglio. La rivoluzione non si fa con i germi.”
Nel supermercato locale non sai mai se stai facendo la spesa o partecipando a una rievocazione storica.
Gli scaffali sembrano dire: “Abbiamo due prodotti: patate e nostalgia. Scegli con saggezza.”
Le babushka sono il vero governo del paese.
Altro che presidente: lì comandano loro.
Sedute fuori dai palazzi, immobili come gargoyle sovietici, osservano tutto.
Tu passi e loro ti scannerizzano l’anima in 0,3 secondi.
Una mi ha guardato talmente male che credo di aver chiesto scusa anche per cose che non ho fatto nel 2007.
Una volta ho provato a sorridere a una babushka.
Lei mi ha fissato e ha risposto con uno sguardo che significava chiaramente:
“Ho seppellito due mariti, tre governi e la speranza. Non disturbarmi.”
Eppure, in tutto questo caos gloriosamente post-sovietico, c’era un fascino assurdo.
Perché la Transnistria non è un posto che visiti: è un posto che ti giudica.
Ancora oggi, quando vedo una strada asfaltata bene, mi commuovo.
E quando una signora anziana mi guarda male al supermercato, per un attimo sorrido e penso:
“Casa.”
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Le prime 24 ore a Chișinău, bellissima città ❤️Sul volo per la Moldavia avevo il posto 14B, quello strategico: né finest...
30/04/2026

Le prime 24 ore a Chișinău, bellissima città ❤️
Sul volo per la Moldavia avevo il posto 14B, quello strategico: né finestrino per fingere poesia, né corridoio per scappare. Solo io, in mezzo alla vita.
Alla mia destra sedeva una signora con una permanente che sembrava aver attraversato la Guerra Fredda senza perdere volume. Appena l’aereo ha iniziato a muoversi, si è fatta il segno della croce con la rapidità di un ninja ortodosso e ha sussurrato una preghiera così intensa che credo il pilota abbia sentito un improvviso senso di colpa.
Davanti a me, una fila intera di donne con cotonature anni ’70 e profumi dolci così potenti che se avessero aperto un accendino saremmo atterrati direttamente in paradiso.
Sfogliavano sui telefoni le foto dei loro anziani e Sorridevano guardandoli.
“Allora li amano davvero,” ho pensato.
La mia vicina continuava a pregare. A un certo punto mi guarda e mi fa:
“Lei non prega?”
“No, signora, io sono più per le recensioni negative su internet.”
Mi ha guardato come si guarda uno che sicuramente morirà giovane.
Durante il volo, turbolenza leggera. Le badanti tranquille. La mia vicina invece ha afferrato il bracciolo e anche metà della mia anima.
Atterraggio.
Come da tradizione mediterraneo-slavo-apocalittica, appena le ruote hanno toccato terra, applauso collettivo. Un applauso sincero, come se il pilota avesse parcheggiato il Titanic.
La mia vicina si è rifatta il segno della croce e ha sussurrato:
“Grazie a Dio.”
Davanti, una badante ha guardato il telefono e ha detto:
“Ragazze, il mio anziano mi ha già scritto.”
“Tutto bene?”
“Sì… ha mandato solo: ‘Sei atterrata? Ricordati che il gatto eredita prima di te.’”

Silenzio.

I mercati locali dell’Odisha, non sono semplici luoghi di scambio: sono veri spettacoli quotidiani, dove il caos si mesc...
26/04/2026

I mercati locali dell’Odisha, non sono semplici luoghi di scambio: sono veri spettacoli quotidiani, dove il caos si mescola a colori intensi, profumi speziati e tradizioni antiche. Camminarci dentro significa entrare nella vita reale della regione.
Non sono fatti per essere “ordinati” o turistici: sono fatti per essere vissuti.
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Le affascinanti tribù dell’OdishaNel cuore dell’India orientale, nello stato dell’Odisha, vivono alcune delle comunità t...
21/04/2026

Le affascinanti tribù dell’Odisha
Nel cuore dell’India orientale, nello stato dell’Odisha, vivono alcune delle comunità tribali più antiche e affascinanti del mondo. Si tratta di oltre 60 gruppi etnici, ognuno con una propria lingua, tradizioni e stili di vita unici, profondamente legati alla natura.
Queste tribù custodiscono un patrimonio culturale straordinario: danze rituali, artigianato colorato, tatuaggi simbolici e cerimonie che raccontano storie millenarie. Popoli come i Dongria Kondh, i Bonda e i Saora continuano a vivere secondo ritmi ancestrali, rispettando la terra e le foreste che li circondano.
Nonostante le sfide della modernità, queste comunità rappresentano una preziosa testimonianza di diversità culturale e resilienza. Conoscere le tribù dell’Odisha significa scoprire un mondo autentico, dove tradizione e identità resistono nel tempo.
Preservare queste culture non è solo importante: è fondamentale per mantenere viva la ricchezza dell’umanità.
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A Varanasi gli occhi parlano più delle parole. Raccontano vite intere in un istante: fede, fatica, attesa, accettazione....
18/04/2026

A Varanasi gli occhi parlano più delle parole.
Raccontano vite intere in un istante: fede, fatica, attesa, accettazione.
Non cercano di impressionare, non si mettono in posa.
Esistono, semplicemente.
E proprio per questo restano.
Ti porti via fotografie, certo.
Ma sono quegli sguardi che ti restano dentro, impressi dove nessuna immagine può arrivare.
E ogni tanto, senza accorgertene, li rivedi.
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I bambini ci ricordano ogni giorno cosa significa essere davvero umani.Nei loro sorrisi c’è sincerità, nei loro occhi cu...
16/04/2026

I bambini ci ricordano ogni giorno cosa significa essere davvero umani.
Nei loro sorrisi c’è sincerità, nei loro occhi curiosità, nei loro gesti una semplicità che spesso noi adulti dimentichiamo.
Vivono il presente con un’intensità che noi rincorriamo senza mai afferrare del tutto.
Forse dovremmo imparare da loro: fermarci un attimo, guardare il mondo con occhi nuovi e riscoprire quella leggerezza che rende tutto più vero.
India 2026
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In India, la lavorazione dei mattoni è un processo antico, fatto di fatica e tradizione.Nelle fornaci a cielo aperto, uo...
11/04/2026

In India, la lavorazione dei mattoni è un processo antico, fatto di fatica e tradizione.
Nelle fornaci a cielo aperto, uomini, donne e spesso intere famiglie modellano l’argilla con le mani, trasformandola in blocchi che, una volta essiccati al sole, vengono cotti in grandi forni alimentati a carbone o legna.
Le giornate iniziano all’alba e si svolgono sotto un sole implacabile, tra polvere e calore intenso.
Dietro ogni edificio che si innalza, ci sono migliaia di questi mattoni e le mani di chi li ha creati. Un promemoria silenzioso del valore del lavoro umano e delle tradizioni che resistono nel tempo.
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Tra le strade polverose e i villaggi rurali di Odisha vive una tradizione antica e affascinante: quella dei fabbri nomad...
07/04/2026

Tra le strade polverose e i villaggi rurali di Odisha vive una tradizione antica e affascinante: quella dei fabbri nomadi:
Queste comunità, conosciute come Lohar, hanno viaggiato per generazioni portando con sé il fuoco, il ferro e un sapere tramandato nel tempo. Con forge improvvisate e mani esperte, trasformano il metallo in strumenti essenziali per la vita quotidiana.
Un mestiere duro, spesso invisibile, ma fondamentale.
Oggi, tra cambiamenti e modernità, questa cultura rischia di scomparire… ma continua a raccontare una storia di identità e tradizione.
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