27/08/2017
Stefano Alleva Fotografia per altre Info
Silenzio totale, fa freddo per il periodo...quasi 10°C; dentro al rifugio la mia ragazza ed io abbiamo già preparato la branda, un comodo materasso, un sacco a pelo e una notte da passare fuori casa in un posto totalmente isolato da tutto e tutti. Non vi è nessuno se non altre 2 persone insieme a noi. Una serata che sinceramente sarebbe stata piacevole anche senza riportare a casa nulla.
Da cosa è nata questa fotografia? Nasce dalla quarta dimensione fisica...non è fantascienza, non vi sono fotomontaggi, quello che vedete è sola la nuda realtà, vista con un occhio differente rispetto al solito.
Quale è la quarta dimensione fisica?
Il tempo.
Cosa è il tempo?
"Nozione che organizza la mobile continuità di stati in cui s'identificano le vicende umane e naturali, ricollegandola a un'idea di successione o di evoluzione"..
Nozione che organizza la continuità di stati delle vicende naturali ricollegandola a un'idea di successione..
E se uno non volesse questa idea di successione?
E se uno invece volesse dire: "Chi se ne frega della successione degli eventi scanditi dal tempo! Io voglio vedere un'evento naturale senza considerare il tempo!"
Non si può; non si può vedere niente, non lo si può concepire, senza tempo. A qualsiasi cosa pensiamo, questa sarà definita da un tempo di inizio e uno di fine.
La fotografia siamo abituata a immaginarla come istantanea di un momento, in cui questo momento ha la durata di una frazione di secondi.
E qui invece?
Quanto tempo c'è in questa fotografia?
3 ore.
In questa fotografia ho catturato un tempo totale, per essere preciso, di: 10 665 secondi, ossia 2 ore 57 minuti e 45 secondi.
Cosa vediamo? Queste striature non solo altro che le stelle; esse descrivono ai nostri occhi, a causa del movimento della terra, delle orbite intorno ai nostri due poli. Ebbene sì, essendo la macchina fotografica solidale con il pianeta terra, vediamo a causa della sua rotazione, come se fossero loro a muoversi rispetto a noi.
E i colori?
Ebbene sì, anche in questo caso i colori che vedete sono completamente naturali, non vi è nessuna modifica, ogni stella ha un proprio colore che dipende principalmente da un fattore: la temperatura. Le stelle blu, sono le più calde, le stelle rosse (come il nostro sole) sono le più fredde.
Come è stata fatta questa foto?
Per prima cosa, come se chi mi segue non l'avesse capito, uno dei fattori fondamentali per fare fotografia di paesaggio è fare pianificazione. Scelti i possibili giorni senza una luna fastidiosa ho poi scelto un luogo adatto a tale scopo: il rifugio Garibaldi è risultato perfetto. 2300 metri, avvolto in una conca naturale alle pendici del C***o Grande (si vede la vetta proprio alla sinistra del rifugio), risulta perfetto per l'avvistamento delle stelle, ma anche semplicemente per stare in pace con il mondo. L'aria tersa di alta montagna, unito all'alta pressione e ad un inquinamento luminoso pressoché assente mi hanno aiutato a avere un cielo perfettamente sgombro da qualsiasi fonte di disturbo. Inoltre mi ha permesso di farmi una bellissima nottata in rifugio e conoscere una coppia, quasi a noi coetanea, simpaticissima, che condivide come noi l'amore per la montagna. Partiti alle ore 18 dal piazzale del Gran Sasso, con circa 14-15 kg di zaino in spalla per ognuno, ci siamo diretti al rifugio. cena al sacco, e via, pronti allo scatto.
Poi quel che c'è e quello che vedete
Foto realizzata per limitazioni tecniche, con:
237 scatti per le stelle.
1 scatto per il rifugio e terreno
1 scatto per me,la mia ragazza e la bandiera
Semplice sovrapposizione delle foto.