Alessio T. - Photography

Alessio T. - Photography � | � | � Verona, City
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Contest   (foto 10 )(3 amici e un tramonto)In questa terra lenta, dove il sole scende senza fretta e il cielo si accende...
09/06/2026

Contest (foto 10 )

(3 amici e un tramonto)
In questa terra lenta, dove il sole scende senza fretta e il cielo si accende d’oro, anche i passi trovano un ritmo diverso. Camminiamo insieme, senza bisogno di parole, lasciando che la luce del tramonto faccia il resto.
C’è un momento, così, in cui l’amicizia diventa semplice: tre silhouette che avanzano verso la sera, condividendo lo stesso orizzonte.
E capisci che la lentezza non è un tempo perso, ma un tempo vissuto.

(alla foce del fiume Adige)
Alla foce dell’Adige, dove il fiume incontra il mare senza fretta, il paesaggio sembra respirare più piano. La luce scivola sulle curve del fiume, sulle sabbie chiare, sulle acque che cambiano colore a ogni nuvola.
È una terra lenta, fatta di attese, di maree che non hanno fretta, di confini che non dividono ma accompagnano.
Qui il tempo si distende, come il fiume che si apre al suo ultimo viaggio, e tutto invita a rallentare, ad ascoltare, a restare un momento in più.

(campagna abruzzese)
Nella campagna abruzzese, il tempo sembra distendersi come le colline che si rincorrono fino all’orizzonte. La luce morbida accarezza la terra scura, i campi arati, la strada che serpeggia piano tra b***e di fieno e casali solitari.
È una terra lenta, dove ogni curva invita a rallentare, ogni sfumatura di blu tra le colline racconta un respiro più profondo.
Qui il silenzio non pesa: accompagna.
E il paesaggio diventa un modo di stare al mondo, più semplice, più vero.

Contest  Un corpo sospeso tra due mondi.  La roccia antica del Castello di Malcesine da un lato, il vuoto luminoso del G...
25/05/2026

Contest

Un corpo sospeso tra due mondi.
La roccia antica del Castello di Malcesine da un lato, il vuoto luminoso del Garda dall’altro.
In mezzo, un istante di equilibrio che sfida la gravità e il tempo.
Un gesto che diventa idea: restare, cadere, volare — tutto nello stesso respiro.

Contest   Linea. Luce. Orizzonte.  Il resto è spazio che respira.
25/05/2026

Contest

Linea. Luce. Orizzonte.
Il resto è spazio che respira.

Contest   (foto 9 )C’è un momento, sulle montagne d’Abruzzo, in cui il tempo sembra rallentare fino quasi a fermarsi.Sed...
24/05/2026

Contest (foto 9 )

C’è un momento, sulle montagne d’Abruzzo, in cui il tempo sembra rallentare fino quasi a fermarsi.
Seduto davanti al tramonto, nella terra lenta del Piccolo Tibet d’Italia, tutto prende un ritmo diverso: il respiro, i pensieri, persino la luce che scivola morbida sulle creste del Gran Sasso.
Di fronte, le montagne si dissolvono in strati sempre più tenui, mentre il cielo si accende di rosa e arancio.
È uno di quei luoghi in cui ti siedi a terra e capisci che non stai solo guardando un paesaggio:
stai vivendo un attimo che ti rimane addosso.

Contest   (foto 8 )Seduta su una sedia di legno, avvolta da un abito che il vento sfiora appena, osservo dal Grande Cret...
24/05/2026

Contest (foto 8 )

Seduta su una sedia di legno, avvolta da un abito che il vento sfiora appena, osservo dal Grande Cretto le colline di distendersi in un respiro lungo. Qui il tempo lento non è un concetto: è una presenza. È la luce morbida del pomeriggio che accarezza i campi, è l’unico albero sulla cresta che sembra custodire il silenzio, è l’aria che invita a fermarsi, ad ascoltare, a restare.

Un frammento di quiete, un invito a rallentare.


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(Gibellina estate 2025)

Contest   (foto 7)Nel cuore di Palermo, dove il Mediterraneo sfiora l’anima e la storia respira in ogni pietra, cresce u...
20/05/2026

Contest (foto 7)

Nel cuore di Palermo, dove il Mediterraneo sfiora l’anima e la storia respira in ogni pietra, cresce un gigante silenzioso: il ficus macrophylla.
Le sue radici scendono come fiumi antichi, intrecciandosi con la terra dell' uno dei luoghi più suggestivi della città.
Qui, tra ombra e luce, la natura diventa architettura e racconta una Palermo diversa: tropicale, inattesa, profondamente viva.
Un albero che non si osserva soltanto — si attraversa, si ascolta, si sente.

Contest   (foto 6)La luce si posa sulle saline come un respiro lento, trasformando ogni vasca in un frammento di cielo l...
20/05/2026

Contest (foto 6)

La luce si posa sulle saline come un respiro lento, trasformando ogni vasca in un frammento di cielo liquido. Il mulino, immobile e fiero, sembra custodire storie di vento e di mare, mentre l’orizzonte si scioglie in una quiete che arriva dritta al cuore. È uno di quei luoghi che non si guardano soltanto: si ascoltano, si sentono, si portano dentro.




Contest   (foto 5)Un paesaggio che respira piano: colline morbide, campi coltivati come ricami e case sparse che sembran...
17/05/2026

Contest (foto 5)

Un paesaggio che respira piano: colline morbide, campi coltivati come ricami e case sparse che sembrano custodire storie antiche. La luce filtra tra la foschia del mattino, accarezzando ogni curva del terreno e trasformando la campagna in un abbraccio silenzioso.
Un invito a rallentare, a ritrovare il ritmo della natura, a lasciarsi guidare dalla bellezza semplice delle cose che crescono senza fretta.

La - Città di

Contest   (foto 4)Sul molo dove il tempo sembra rallentare il passo, il mare ascolta in silenzio le storie che il vento ...
17/05/2026

Contest (foto 4)

Sul molo dove il tempo sembra rallentare il passo, il mare ascolta in silenzio le storie che il vento porta con sé. Il vecchio mareografo, consumato dal sale e dagli anni, veglia immobile come un custode di memorie dimenticate. Poco più in là, un uomo lancia la sua lenza verso l’acqua calma, come se in quel gesto antico cercasse un dialogo con l’infinito. Nell’attesa, tra il fruscio delle onde e il cielo che cambia colore, si crea uno spazio sospeso in cui tutto tace e tutto parla, e la pace arriva senza chiedere permesso.

Città di

C’è un punto, nel cuore delle architetture antiche, in cui lo spazio sembra piegarsi al nostro sguardo.In questa scala a...
14/05/2026

C’è un punto, nel cuore delle architetture antiche, in cui lo spazio sembra piegarsi al nostro sguardo.
In questa scala a spirale, le linee si avvolgono come un pensiero che torna su sé stesso, mentre la pietra racconta il passaggio del tempo con le sue texture ruvide e vive.

La prospettiva si deforma, si allunga, si curva: non è solo un luogo, ma un’esperienza visiva.
Un viaggio circolare che parte dal basso e sale verso la luce, guidato da un occhio curioso e da una lente che osa guardare oltre il consueto.

Un’immagine che non descrive soltanto un ambiente, ma il modo in cui scegliamo di attraversarlo.

Indirizzo

Verona

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