30/05/2026
San Gimignano (Siena) Italy
Foto dal aereo ✈️ e Insta360
San Gimignano è un comune italiano di circa 7465 abitanti della provincia di Siena in Toscana.
Per la caratteristica architettura medievale del suo centro storico, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale.
Concesso con Regio Decreto del 29 aprile 1936, San Gimignano si fregia del titolo di città.
San Gimignano sorge su un luogo abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C. Il colle era stato scelto per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa.
Sulle pendici del Poggio del Comune (624 m s.l.m.) sono presenti i ruderi di Castelvecchio, un villaggio di epoca longobarda.
La prima menzione risale al 929.
Nel Medioevo la città si trovava su una delle direttrici della via Francigena, che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, percorse tra il 990 e il 994 e che per lui rappresentò la 19ª tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l'Inghilterra. Sigerico la nominò Sancte Gemiane, segnalando il borgo anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena.
Secondo la tradizione il nome derivò dal santo vescovo di Modena, che avrebbe difeso il villaggio dall'occupazione di Attila.
La prima cinta muraria risale al 998 e comprendeva il poggio di Montestaffoli, dove già esisteva una rocca sede di mercato di proprietà del vescovo di Volterra, e il poggio della Torre con il castello vescovile.
Verso il 1150, nonostante l'apertura di un nuovo tracciato della Francigena, San Gimignano continuò a essere un centro emergente, con una politica di espansione territoriale e una significativa crescita delle attività commerciali. Fu in questo periodo che si formarono due "borghi" al di fuori delle mura: quello di San Matteo, verso Pisa, e quello di San Giovanni, verso Siena, entrambi lungo una nuova "via maestra", che vennero inglobati nelle mura con il nuovo tracciato completato nel 1214.
Nel 1199, nel pieno del suo splendore economico, il paese guadagnò la propria indipendenza comunale rispetto ai vescovi di Volterra. Non mancarono le lotte intestine tra guelfi e ghibellini (rispettivamente capeggiati dagli irriducibili Ardinghelli e Salvucci), ma al XIII secolo, sotto i ghibellini, risale il periodo di maggior splendore economico, che si basava sul commercio dei pregiati prodotti agricoli locali, tra i quali il più ricercato era lo zafferano, venduto in Italia (Pisa, Lucca, Genova) e all'estero (Francia e Paesi Bassi, fino anche alla Siria e all'Egitto.
Inoltre, al pari di altri centri toscani, si diffuse la speculazione finanziaria e l'usura. La solida economia permise la creazione di un ceto aristocratico urbano, che espresse la propria supremazia politica e sociale nella costruzione delle torri: nel Trecento si arrivò a contare 72 torri (oggi ne rimangono 14).
Gli ingenti capitali accumulati vennero investiti nel corso del XIII secolo in importanti opere pubbliche, che diedero alla cittadina l'articolazione degli spazi urbani visibile ancora oggi.
Nel 1251 le mura inglobarono Montestaffoli, ma pochi anni dopo, nel 1255, la città venne presa dai guelfi di Firenze che ordinarono la distruzione delle mura. Riacquistata l'indipendenza nel 1261 e tornata la supremazia ghibellina dopo la battaglia di Montaperti, i sangimignanesi ricostruirono le mura comprendendo anche il poggio della Torre. Da allora la conformazione cittadina venne suddivisa in quattro contrade, ciascuna corrispondente a una porta principale: quella di Piazza, di Castello, di San Matteo e di San Giovanni.
Gli ordini religiosi, appoggiati dal comune, si insediarono in città a partire dalla metà del Duecento: i francescani fuori porta San Giovanni (1247), gli agostiniani alla porta San Matteo (1280), i domenicani a Montestaffoli (1335) e le benedettine di San Girolamo presso la porta San Jacopo (1337).
Dall'8 maggio del 1300 il Comune ebbe l'onore di ospitare Dante Alighieri come ambasciatore della Lega Guelfa in Toscana.
San Gimignano è soprattutto famosa per le torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d'oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano quattordici, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la torre Rognosa, che fu eretta all'inizio del XIII secolo. La più alta è la Torre del Podestà, detta anche Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della torre Rognosa (che all'epoca era la più alta), anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, fecero costruire due torri poco più basse di quasi uguale grandezza, per dimostrare la propria potenza.
Campanile della Collegiata di San Gimignano
Torri degli Ardinghelli
Torre dei Becci
Torre Campatelli
Torre Chigi
Torre dei Cugnanesi
Torre del Diavolo
Torre Ficherelli o Ficarelli
Torre Grossa
Torre di Palazzo Pellari
Casa-torre Pesciolini
Torre Pettini
Torre Rognosa
Torri dei Salvucci
In alcuni testi il numero delle torri è ridotto da 16 a 14: in genere vengono tolte dal conteggio il campanile della Collegiata e la Casa-Torre Pesciolini che hanno caratteristiche diverse dalle altre.
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San Gimignano ist eine italienische Kleinstadt in der Toskana mit einem mittelalterlichen Stadtkern. San Gimignano wird auch „Mittelalterliches Manhattan“ oder die „Stadt der Türme“ genannt. Die Stadt liegt in der Provinz Siena und hat 7459 Einwohner. Sie gehört neben Florenz, Siena und Pisa zu den von Touristen meistbesuchten Zielen in der Toskana.
Der historische Stadtkern ist seit dem Jahr 1990 Teil des Weltkulturerbes der UNESCO. San Gimignano besitzt noch einige der mittelalterlichen Geschlechtertürme, die in anderen Städten nur als Stümpfe erhalten blieben. Im Mittelalter versuchten die Patrizierfamilien, sich in der Höhe ihres Geschlechterturmes zu übertreffen, obwohl ein luxuriöses Leben darin nicht möglich war. Die beiden höchsten, der Torre Grossa aus dem Jahr 1311 und der Torre della Rognosa, weisen eine Höhe von 54 bzw. 51 Metern auf. Die Zisterne auf der Piazza della Cisterna entstand 1287 und wurde 1346 durch den Podestà Guccio Malavolti erweitert.[2] Der Stadtkern von San Gimignano befindet sich auf einem Hügel, 334 Meter über dem Meeresspiegel. So sind Geschlechtertürme schon von weit her sichtbar.
San Gimignano soll bereits um 300 bis 200 v. Chr. von den Etruskern besiedelt worden sein. Zuvor war bereits das Gebiet um Pugiano besiedelt. In der Zeit des Hellenismus wurden erstmals die Gipfel der Hügel der Stadt besiedelt, worauf mehrere Gräber, die im Stadtzentrum gefunden wurden, hinweisen. Die Römer hingegen siedelten direkt an den Bächen und Flüssen. Aus dieser Zeit sind auch die Reste der Villa von Chiusi in der Nähe des Baches Fosci. Erstmals dokumentiert wurde der Ort 929 in einem Dokument, das von Hugo I. stammt und auf den 30. AugustGeminiano angrenzend“ an Adelard, den Bischof von Volterra.
Den Namen erhielt die Stadt von dem heiligen Bischof von Modena, San Gimignano. Es heißt, er habe das Dorf vor den barbarischen Horden des Totilaf von Modena, San Gimignano. Es heißt, er habe das Dorf vor den barbarischen Horden des Totila geschützt.
Diese Stadt verdankt ihre Existenz der Via Francigena (Frankenstraße). Auf diesem Hauptverkehrsweg des mittelalterlichen Italiens zogen Händler und Pilger vom Norden nach Rom. Die einzelnen Siedlungen entlang der Frankenstraße wuchsen im späten 10. Jahrhundert, aufgrund der vor allem französischen Pilger, langsam zu einer Stadt zusammen. Der Ort bildete sich als Marktstätte zwischen dem frühmittelalterlichen Castello und der Pieve, dem Vorgängerbau der Collegiata. Ein erster Stadtmauerring wurde im 10. Jahrhundert angelegt. Dessen Verlauf markieren zwei noch erhaltene Stadttore, im Norden der Arco della Cancelleria und im Süden der Arco dei Becci.
Vom 11. Jahrhundert an dehnte sich das Stadtgebiet entlang der Frankenstraße in nördlicher und südlicher Richtung aus. An die Existenz des früheren Castello, das im Besitz der Bischöfe von Volterra war, erinnern die Via di Castello, eine der ältesten Straßen, und die Kirche von San Lorenzo, die bei der Zugbrücke lag. Diese Bischöfe waren es auch, die die Herrschaft über die sich ausdehnende Stadt ausübten. Erst 1199 gelang es den von den Bürgern gewählten Konsuln, Verträge ohne die Zustimmung des Bischofs zu unterzeichnen. San Gimignano war nie Bischofssitz, sondern gehörte zum kirchlichen Verwaltungsbezirk (Diözese) Volterra und erlangte somit auch keine Stadtrechte. Trotzdem verlief die politische Entwicklung der Landkommune in ähnlichen Schritten wie die der großen Städte. Die Regierung der Konsuln wurde durch den Podestà (einen gewählten Administrator) abgelöst. Diesem standen ein kleiner und ein großer Rat zur Seite. Dem großen Rat gehörte eine bemerkenswert hohe Zahl von 1200 Mitgliedern an, obwohl San Gimignano nur 6000 Einwohner hatte.
Die freie Kommune stritt bis ins 14. Jahrhundert mit den Bischöfen von Volterra in langjährigen Kriegen um Besitzrechte. Sie musste gegen die Nachbarorte Castelfiorentino, gegen Colle und Poggibonsi zu Felde ziehen und nahm auf der Seite des guelfischen Florenz an den großen Machtkämpfen des 13. Jahrhunderts teil. Auch innerhalb der Stadtmauern setzten sich die Kämpfe zwischen Guelfen (Welfen) und Ghibellinen (Waiblingern) fort. Es kam zu blutigen Familienfehden zwischen den Familien der Salvucci (Ghibellinen) und der Ardinghelli (Guelfen).
Ab Mai 1300 hielt sich Dante Alighieri in diplomatischer Mission in San Gimignano auf. Vom 15. Juni bis 15. August 1300 amtierte er als eines von sechs Mitgliedern des Priorats, des höchsten Gremiums der Stadt. Im Jahre 1319 versuchte er in seiner Funktion als führender Florentiner Politiker vergeblich, die verfeindeten Parteien zu versöhnen. Eine Kommune wie San Gimignano konnte sich im 14. Jahrhundert nicht mehr neben den Großmächten behaupten. Im Jahre 1348 wurde die Stadt neben Kriegsverlusten und Familienfehden durch die Pest stark geschwächt. Zwei Drittel der Bevölkerung starben an den Folgen. Vier Jahre später, im Jahre 1352, begab sich die Stadt unter den Schutz von Florenz.
Die Blütezeit der Stadt dauerte 160 Jahre an, ihr Wohlstand beruhte auf Handel und dem Anbau von Safran, mit dem man Seidenstoffe färbte. Auch wurden hier mit Vernaccia aus der Umgebung und Wolle gehandelt.
Die Frankenstraße verlor im Spätmittelalter allmählich an Bedeutung, weil der Handel die bequemeren Wege durch die weitgehend trockengelegten Sümpfe der Ebenen vorzog. Die Stadt, die einst Gesetze gegen übertriebenen Luxus erlassen hatte, verarmte.
Bereits in der zweiten Hälfte des 14. Jahrhunderts hatte sich der langsame Niedergang der Stadt abgezeichnet. Nach der Pest erreichte die Stadt lange Zeit nicht wieder eine höhere Einwohnerzahl. Schließlich ging auch der Bau der Geschlechtertürme zurück, da immer weniger Pilger kamen. In den kommenden Jahrhunderten wurden immer mehr der Türme zurückgebaut oder stürzten ein. Nur wenige neue Gebäude wurden im 16. Jahrhundert gebaut. Unter ihnen sind die florentinische Festung „Rocca di Montestaffoli“, die als Verteidigungsanlage gegen Siena gebaut wurde und mehrere kleine Kirchen im Stadtzentrum.
Hochrenaissance (ca. 1500 bis 1530) und Barock (1575 bis 1770) hinterließen in San Gimignano so gut wie keine Spuren. Die Stadt war niemals ein eigenständiges Kunstzentrum. Künstler aus Siena und Florenz malten die Fresken und Altartafeln. Die Paläste und Kirchen zeigen pisanische, sienesische, lucchesische und florentinische Stilmerkmale. In San Gimignano ist die Zeit scheinbar im Jahr 1563 stehengeblieben. Der erste der toskanischen Großherzöge, Cosimo I. de’ Medici, entschied, es dürfen „auch keine geringen Summen“ mehr in diese Stadt investiert werden. Das musste akzeptiert werden, und so ist San Gimignano geblieben, wie es damals war.
Nach dem erneuten Pestausbruch von 1631 sank die Bevölkerung auf nur 3000 Einwohner. Zu dieser Zeit gehörte die Stadt zu den ärmsten Städten im Großherzogtum Toskana. Nachdem die Stadt über mehrere Jahrhunderte nur schlecht instand war und die Mehrheit der Geschlechtertürme eingestürzt war, wurden gegen Ende des 19. Jahrhunderts immer mehr Gebäude im Stil des Historismus „regotisiert“. Die meisten heute noch erhaltenen Geschlechtertürme stammen aus dem frühen 13. Jahrhundert. 1948 zählte die Stadt über 10.000 Einwohner. Heute gehört die Stadt, aufgrund der gut erhaltenen Altstadt, zu den Tourismuszentren in der Toskana
San Gimignano ist vor allem für seine gut erhaltenen Geschlechtertürme im Stadtkern bekannt. Die Räume der Türme in San Gimignano waren oft sehr klein. In den Obergeschossen waren sie meistens nur ein bis zwei Meter breit. Die Wände sind häufig mehr als zwei Meter dick. Die Türme hatten quadratische Grundflächen und waren oft über 50 Meter hoch. Neben der Nutzung als Wohnturm waren in den Türmen auch Werkstätten untergebracht.[3] Die Bauweise ähnelt der in vielen anderen italienischen Städten in und um der Toskana, wie im benachbarten Florenz, das einen großen Einfluss auf San Gimignano ausübte, Siena, Bologna oder Volterra.
Im Verhältnis zur Stadtgröße und einstigen Anzahl an Geschlechtertürmen sind in San Gimignano noch relativ viele Türme erhalten. Zum Vergleich: In Bologna sind von ursprünglich 180 Türmen heute noch 20 erhalten, während in San Gimignano von den ursprünglich 72 Türmen heute noch 15 erhalten sind.
Torri degli Ardinghelli (Doppelturm, Piazza della Cisterna)
Torre dei Becci (13. Jahrhundert, Via degli Innocenti / Piazza della Cisterna)
Torre Campatelli (Via San Giovanni)
Torre Chigi (vorher Torre Useppi, 1280 errichtet, Piazza Duomo)
Torre dei Cugnanesi (13. Jahrhundert, Via San Giovanni)
Torre del Diavolo (Teil des Palazzo dei Cortesi, Piazza della Cisterna)
Torre Ficarelli (Via San Giovanni)
Torre Grossa (Teil des Palazzo del Popolo, 54 m, Piazza Duomo)
Torre Pettini (Via Oro / Via San Matteo)
Torre Rognosa (51 m, auch Torre dell’Orologio oder Torre del Podestà, Piazza Duomo)
Torri dei Salvucci (Zwillingstürme, 13. Jahrhundert, Piazza Duomo): Lokale Reiseführer im Dorf behaupten, dass der Architekt des ikonischen World Trade Centers, Minoru Yamasaki, sich bei seinem Streben nach dem Himmel von der Architektur von San Gimignano inspirieren ließ. Der amerikanische Architekt plante den Bau der beiden Türme des World Trade Centers erst nach seinem Besuch in der skurrilen italienischen Stadt