Paola Filippini photo·grapher

Paola Filippini photo·grapher Professional Wedding Photographer and Photojournalist. Fotografa per matrimoni ed eventi. Wedding planner a Venezia per matrimoni e piccole cerimonie simboliche.

Coordinatrice Veneto per Lovegracefully. Fotoreporter e giornalista.

"Costruire una città in un luogo dove sarebbe impossibile costruirne una è di per sé follia, ma costruire una tra le cit...
26/02/2021

"Costruire una città in un luogo dove sarebbe impossibile costruirne una è di per sé follia, ma costruire una tra le città più eleganti e maestose del mondo è la follia del genio"

Universo, pianeta Terra, Europa, Italia, Marche, cima di una piccola collina, uliveti e frutteti, meraviglioso albero di...
18/02/2021

Universo, pianeta Terra, Europa, Italia, Marche, cima di una piccola collina, uliveti e frutteti, meraviglioso albero di cachi, la mia migliore amica, un bambino che cresce nella sua pancia.

E' passato solo un anno da questa foto. San Valentino, correvo per Venezia con un mazzo di rose in mano scansando la gen...
10/02/2021

E' passato solo un anno da questa foto.
San Valentino, correvo per Venezia con un mazzo di rose in mano scansando la gente ammassata per le strade. Era pieno Carnevale, i turisti in maschera si riversavano sulla città per festeggiare, mentre io avevo organizzato due proposte di matrimonio a distanza di 30 minuti e dovevo correre da Rialto a San Marco per non perdere il momento fatidico. Ero emozionata e in tensione e super di fretta, perché avevo organizzato tutto per settimane e adesso finalmente era arrivato il giorno degli innamorati, ogni cosa doveva andare come da programma, ogni dettaglio al suo posto, anche gli imprevisti dovevano essere gestiti alla perfezione.
E così era stato: due coppie, due anelli, due sì. Tutti felici, tutto bellissimo.
Dopo lo shooting avevo dato la mano a tutti, poi li avevo abbracciati, gli avevo fatto gli auguri per il loro futuro. Con una coppia siamo saliti in gondola, con l'altra abbiamo passeggiato per Piazza san Marco scattando delle foto.
Una bella giornata di lavoro, ero soddisfatta e compiaciuta per come erano andate le cose.
Tutto ora mi sembra così strano, che mi pare sia passata una vita da quel giorno.

Matrimoni ai tempi del Covid.
02/02/2021

Matrimoni ai tempi del Covid.

Un'altra foto dal matrimonio di Amélie e Jérôme, Venezia 22 dicembre 2020
25/01/2021

Un'altra foto dal matrimonio di Amélie e Jérôme, Venezia 22 dicembre 2020

Lo scorso dicembre ho fotografato un matrimonio davvero originale. Una coppia di francesi che nonostante un’emergenza sa...
20/01/2021

Lo scorso dicembre ho fotografato un matrimonio davvero originale. Una coppia di francesi che nonostante un’emergenza sanitaria, un volo cancellato qualche giorno prima e ben 4 figli, sono riusciti a raggiungere Venezia dove, nella splendida cornice di Palazzo Cavalli, si sono sposati in una cerimonia intima qualche giorno prima di Natale.
E se questo non dovesse bastare a renderli memorabili, si aggiunga che i figli hanno saputo del matrimonio la mattina stessa della cerimonia, quando la mamma e il papà si sono presentati a colazione vestiti da sposi.
Una sorpresa per tutti, come solo un matrimonio dopo tanti anni e tanti figli può essere.
E questo penso sia il ritratto di famiglia che meglio li rappresenta!

Nella mia vita precedente, ovvero prima di fare la fotografa, lavoravo come hostess a Venezia. Ero una specie di accompa...
11/01/2021

Nella mia vita precedente, ovvero prima di fare la fotografa, lavoravo come hostess a Venezia. Ero una specie di accompagnatrice turistica dove il mio compito era quello di andare a prendere i turisti alla stazione del vaporetto o del treno e accompagnarli nei loro alloggi. Un lavoro bellissimo e faticosissimo, camminavo ovunque, ho trascorso degli anni facendo una media di ventimila passi al giorno; per evitare il centro sempre affollato ho imparato tantissime scorciatoie, piccole calli nascoste che mi regalavano ogni giorno delle sorprese, scorci inediti e veri e propri angoli meravigliosi di Venezia che non avevo idea potessero esistere.
Con questo lavoro ho potuto apprendere tantissime skills, oltre alla conoscenza di (quasi) tutta la città e il sapermi orientare in ogni suo angolo, anche poter intrattenere i visitatori raccontando questi aspetti in più lingue mi ha formato per il lavoro che sto facendo oggi.
Portare a spasso i turisti per scattare loro dei ritratti è un lavoro che probabilmente non mi sarei sognata di fare se non avessi vissuto questi anni da hostess.
Inoltre, poter conoscere tante persone che vengono da tutto il mondo, comunicare nelle loro lingue entrando in contatto anche con le loro aspettative sul viaggio, mi ha insegnato anche cosa si aspetta un turista quando viene qui, e da che cosa si lascia sorprendere.
E quindi accompagnarli come facevo con i miei clienti, raccontare loro qualche aneddoto, mostrargli la città che io conosco ma allo stesso tempo cercando di guardarla con i loro occhi, portarli per le “sconte” e godermi ogni volta la loro espressione di sorpresa è qualcosa che non mi stancherò mai di fare. Mi piace davvero tutto questo, e può sembrare un lavoro sempre uguale eppure non lo è.
Mi fa pensare che ogni cosa nella vita sia collegata, e che la fatica spesa a fare quel lavoro non sia andata sprecata, ma che è servita ad arrivare dove sono adesso.
Non basta la fotografia in sé, è l’essere cresciuta in questa città che mi permette di dare qualcosa in più.
Mi auguro di riuscire a mantenere lo stesso entusiasmo sempre, migliorando ogni giorno e regalando ai miei clienti di oggi un pezzettino del mio percorso di ieri.

L’8 marzo di quest’anno mio figlio, che aveva un anno, ha imparato a camminare. Lo stesso giorno il nostro Paese è entra...
28/12/2020

L’8 marzo di quest’anno mio figlio, che aveva un anno, ha imparato a camminare. Lo stesso giorno il nostro Paese è entrato nel primo lockdown. Un bambino che ha deciso di esplorare un mondo che si è dovuto improvvisamente fermare è ciò che io definirei un tempismo perfetto.
In ogni caso, l’evento dei primi passi di Gioele è stato da noi ampiamente documentato: un traguardo importante per lui e per noi genitori che vorremo ricordare negli anni a ve**re, ma soprattutto le foto ed i video di questi vacillanti passetti fatti nel soggiorno di casa sono stati preziosi regali per i nonni che non hanno potuto assistere dal vivo al grande evento.
Da quel giorno infatti, come tutte le famiglie del nostro Paese e del resto del mondo, siamo stati chiusi in casa per settimane intere senza poter vedere i nostri parenti.

Questo 2020 ha segnato una svolta epocale per tantissimi aspetti della vita di ognuno di noi, a livello sociale, lavorativo e umano.
Tra questi credo che l’assenza di aggregazione tra persone abbia fatto emergere l’importanza della fotografia: questi mesi passati lontani dalle persone care non sarebbero stati gli stessi senza il supporto della tecnologia.
Quante foto abbiamo scattato e inviato, quante videochiamate abbiamo fatto con chi non potevamo salutare dal vivo, quante persone abbiamo potuto incontrare solo attraverso uno schermo: queste sono tutte immagini che ci hanno accompagnato in questi lunghi giorni di isolamento e che hanno costituito l’unico contatto con le vite dei nostri familiari ed amici più cari.

Sapevamo già che la fotografia è un mezzo fondamentale per comunicare, oggi abbiamo compreso che può essere anche strumento di connessione umana e, come è successo quest’anno, a volte è l’unico modo per continuare ad essere presenti nella vita degli altri.

Quanti momenti importanti sono stati condivisi con le fotografie perché non si potevano vivere di persona. Penso a tutti quei bambini che sono nati durante il lockdown e che i nonni o i parenti non hanno potuto tenere in braccio.
Chi si trovava all’estero e non ha potuto rientrare, o gli anziani che si sono improvvisamente trovati isolati nelle loro case, o chi purtroppo ha dovuto affrontare la malattia in ospedale e non ha potuto alleggerire la sofferenza con la presenza dei propri cari. Per tutte queste persone credo che la fotografia di un figlio lontano o di un nipotino appena nato abbiano assunto un’importanza ancora più profonda, una ricchezza enorme, e magari sono state motivo di conforto e gioia.

Tutto questo l’ho capito in un momento quando finalmente dopo più di due mesi sono potuta tornare a casa dei miei genitori con Gioele: mia madre aveva stampato alcune delle foto che le avevo mandato su whatsapp e le aveva incorniciate e messe nella mensola delle foto di famiglia, dove conserva i suoi ricordi più preziosi. Vedere quelle foto mi ha colpito tantissimo e mi ha fatto capire quanto importanti sono state per lei quelle immagini, quei pezzettini di quotidianità che sono diventati così preziosi perché irraggiungibili.

A me piace la nebbia a Venezia. Rende tutto più intimo, misterioso, calmo.. questa è una città dove l'inverno riesce ad ...
23/12/2020

A me piace la nebbia a Venezia. Rende tutto più intimo, misterioso, calmo.. questa è una città dove l'inverno riesce ad esprimere la sua grandiosità anche in una giornata apparentemente br**ta..

Ma quanto sono belle le porte di Venezia..
09/12/2020

Ma quanto sono belle le porte di Venezia..

Che cosa ne sarebbe di noi se non sapessimo custodire un ricordo. Cosa rimarrebbe di un profumo, di uno sguardo, dell’im...
03/12/2020

Che cosa ne sarebbe di noi se non sapessimo custodire un ricordo.
Cosa rimarrebbe di un profumo, di uno sguardo, dell’impressione di un momento?

Come sappiamo oggi a Venezia i turisti sono pochissimi: in queste settimane, che già sarebbero di bassa stagione, se si ...
27/11/2020

Come sappiamo oggi a Venezia i turisti sono pochissimi: in queste settimane, che già sarebbero di bassa stagione, se si incrocia un visitatore straniero quasi si ha la sensazione di aver appena visto un marziano.
Eppure continuo a fare alcuni servizi fotografici a coppie e famiglie che vengono a visitare la città e mi chiedono di immortalare per loro il ricordo di questa esperienza, fissare in immagini un momento, direi, di strana felicità.
Quando faccio questi servizi mi rendo conto di quanto le persone abbiano bisogno di un’ora di spensieratezza, di togliersi la mascherina anche solo per il momento della foto, per poter fingere per un istante che tutti i problemi, le paure, le incertezze verso il futuro non esistano.
Le persone mi contattano chiedendomi un servizio fotografico per ricordare il viaggio, per raccontare, anche a chi è dovuto rimanere a casa, un’esperienza che ha qualcosa di unico: visitare una città bellissima svuotata da una pandemia, assaporarne l’essenza, leggerne una pagina nuova ed inedita.
Le foto che sto producendo in questo periodo mi sembrano diverse dal solito, anche se i palazzi e i monumenti sono sempre al loro posto, le immagini stanno assumendo un significato diverso. Forse si è aggiunto l’incarico di testimoniare qualcosa.

Indirizzo

Venice

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