27/05/2020
Quando una foto è bella... 😉😎
Gianlorenzo Scarpa a Venezia pochi sanno chi è. Forse la sorella, il fratello e il cognato. Gianlorenzo è per tutti Gialloman, musicista reggae e il nome d'arte Giallo nasce da come lo chiamavano gli amici quando era piccolo e non riuscivano a pronunciare per intero il suo nome. È un adolescente quando comincia a leggere libri e articoli sulla cultura rasta. Ma chi gli apre le porte di un mondo fantastico e sulla musica giamaicana è Carlo Pistacchi, uno dei soci della gelateria Alaska. «Mia madre un giorno mi dice: andiamo a prendere un gelato da Pistacchi. Quando arrivo lì mi metto a guardare gli adesivi, i manifesti e quant'altro, appesi ai muri e alla vetrina e che riguardavano la musica reggae. Carlo mi chiese se mi piaceva il reggae e, al mio sì, mi ha condotto per mano dentro un mondo fantastico». Inizia a suonare la chitarra e con altri ragazzi appassionati del genere comincia a fare le prime prove nei magazzini. Arriva anche il periodo delle sale prova e del primo concerto a San Giacomo dell'Orio. I ragazzi avevano fondato la loro band: Rasta e Basta. La musica, di lì a poco, diventa il suo mestiere. «Alla musica devo molto, anche il fatto che grazie a lei mi sono tenuto lontano da un mondo dove sono morti molti ragazzi della mia età. Ho iniziato a scrivere le mie canzoni anche perché, come dimostra Skardy, il dialetto veneziano si adatta perfettamente alla musica reagge». Lo stesso Skardy lo ha definito il menestrello di Venezia. Nel frattempo Giallo ha imparato a scrivere e a cantare in giamaicano che per lui non è "l'inglese rotto" come lo definiscono i sudditi di sua Maestà. Ha suonato in giro per l'Europa, ma l''emozione più forte è stata quando ha cantato in Giamaica e lo hanno invitato nelle radio locali.