15/08/2026
Penso che nel 2026 non possiamo continuare a parlare delle persone disabili e della loro disabilità senza considerare che l'evoluzione della società è cambiata! Non esistiamo solo noi persone disabili, ma esistono anche i caregiver familiari. Nel 2026 non è ammissibile che debbano essere invisibili o sentirsi fragili perché si prendono cura delle persone disabili e della disabilità del proprio figlio!
Esistono anche loro e bisogna parlare anche dei caregiver! Perché la disabilità la vivono a 360 gradi i caregiver in primis, ma anche i siblings, perché la disabilità coinvolge tutta la famiglia della persona disabile!
Caregiver Familiari Uniti - CFU
Alessandra Locatelli
Unomattina Estate - Rai 1
Ennesima occasione sprecata per fare informazione corretta e attuale, su di noi caregiver familiari e la nostra battaglia per essere riconosciuti da una legge nazionale .
Il servizio si apre con il conduttore , Alessandro Greco, che attira l’attenzione sulla foto a tutto sfondo dello studio, un primo piano di mani che si intrecciano: ci spiega che sono le mani dell’ospite in studio, una madre, e delle sue figlie.
99 volte su 100 le foto che accompagnano articoli, servizi e post sui social, che parlano di caregiver familiari, sono foto di mani: noi caregiver non siamo persone ma una figura retorica, una sineddoche - la parte per il tutto, le mani.
L’argomento del servizio sarebbe dovuto essere la difficoltà che noi caregiver familiari affrontiamo quando e se andiamo in vacanza. Per tutti gli 11 minuti che è durato il servizio abbiamo sentito solo la storia di queste due bimbe nate con una rara sindrome. Quindi si è parlato di disabilità e non di noi caregiver familiari.
L’unica altra ospite in studio, esponente di quelle associazioni che hanno partecipato ai lavori per il disegno di legge sul riconoscimento di noi caregiver familiari, ha brevissimamente risposto ad una unica domanda concessale e cioè “ Chi sono i caregiver familiari?”.
Nessuno spazio e minutaggio per informare i telespettatori sul fatto che esiste, da tre lustri, il tentativo di scrivere una legge che però non riesce ancora a vedere la Gazzetta Ufficiale e l’attuale disegno è ancora in discussione alla Camera dei Deputati a meno di un anno dallo scadere della legislatura.
Abbiamo assistito al repertorio più “commerciale”, se si parla in tv dei caregiver familiari: la madre di famiglia che si immola totalmente, sacrificando, casomai le avesse, qualsiasi velleità circa la sua carriera lavorativa e, con un sorriso da fiore in bocca, dichiara che “questa vita” non la cambierebbe con nessun’altra.
Certo, ci crediamo tutti che annullare la propria vita e vivere solo in funzione dei nostri cari che assistiamo è un ambizione e non un obbligo coatto derivato dal vuoto che c’è in quanto a servizi, personale e, soprattutto, a fondi stanziati dal Governo per la domiciliarità.
Il reiterato rinforzo del conduttore, poi , che parla di amore (materno) e di “fede dell’amore”, delinea lo sconsolante quadretto di una cultura obsoleta, sessista o patriarcale dir si voglia ,per cui la donna in Italia si deve sacrificare e assolvere a quel ruolo di ancella domestica tanto caro a chi non si è mai evoluto dagli anni ‘50 del secolo scorso.
Poteva, questo servizio Rai essere, invece, una bella occasione per parlare:
🔸delle diseguaglianze di genere;
🔸del fatto che una donna, già vulnerabile sul mercato del lavoro in quanto a stipendio e dimissioni in bianco; perde il reddito perché non ha alternative, costretta a lasciare il lavoro per assistere;
🔸degli uomini caregiver: esistono mariti, fratelli e padri che anche loro hanno lasciato il lavoro e si dedicano all’assistenza h24 della propria moglie, madre o figlia/o.
Banalmente la fatica di poter fare le vacanze, come tutti, d’estate dipende anche dalla difficoltà economica che il lavoro di cura genera, per cui sempre più caregiver sono costretti a rinunciarvi.
Ci chiediamo come, noi caregiver familiari, che davvero siamo attivisti e vogliamo una legge nazionale a nostra tutela, possiamo avere spazio e voce in tv se il taglio redazionale che si da sull’argomento è quello che si vede in questo servizio, andato in onda nel programma mattutino estivo dell’ammiraglia Rai.
La difficoltà dell’estate e dell’andare in vacanza o dovervi rinunciare la raccontiamo noi del CFU con la nostra attuale iniziativa del flash mob del 14 agosto: ascoltatevi/ guardatevi questa puntata Soli Mai di Web Radio Ciao 21 sull’argomento ( youtu.be/AIpBnKzP10c?is=kGYi86T6Ofywtnmb) e se davvero vi sta a cuore il tema, seguiteci sui nostri canali social e aderite alle nostre iniziative.