Marzia - fotonarratrice

Marzia - fotonarratrice Ascolto, fotografo, racconto le storie delle persone che incontro 🫀📷

Se i tempi sono urgenti, qui rallentiamo. Per qualche ora abbiamo praticato la fotografia insieme, con qualsiasi mezzo. ...
15/03/2026

Se i tempi sono urgenti, qui rallentiamo.
Per qualche ora abbiamo praticato la fotografia insieme, con qualsiasi mezzo. Abbiamo guardato, visto e navigato attraverso l’inquadratura: un’intensa ginnastica degli occhi.

Michele osserva largo e preferisce tagliare dopo, Fabio cerca con la mente: tondo e rosa, Sara si accorge di ogni triangolo che poi ha imparato a scompigliare, Francesco sotto la pioggia insegue il grigio e le pietre, Alessandra - che sente forte tutto - vuole fotografare le persone, Beatrice sottovoce cerca luce e ombre, Enrica fa ritratti agli oggetti e vede storie, Gabriele attentissimo, con tre corpi macchina, si avvicina a una porta e la rende viva.

Grazie per questo primo esperimento di fotografia come pratica collettiva, grazie a .ivrea per essere lo spazio umano che ci contiene così bene ✨ lo rifacciamo prestissimo?

Workshop di fotografia
Percorsi creativi
Fotografia collettiva

“Apri gli occhi. Impara come la luna cala nella brina notturna prima di Natale. Apri le narici. Annusa la neve. Lascia c...
26/12/2025

“Apri gli occhi. Impara come la luna cala nella brina notturna prima di Natale. Apri le narici. Annusa la neve. Lascia che la vita accada.”

Apri gli occhi. Impara come la luna cala nella brina notturna prima di Natale. Apri le narici. Annusa la neve.Lascia che...
26/12/2025

Apri gli occhi. Impara come la luna cala nella brina notturna prima di Natale. Apri le narici. Annusa la neve.
Lascia che la vita accada.

Ho perso il conto delle fotografie che ho scattato a Lucia negli anni. L’ho fatto felicemente: un po’ perché contare mi ...
25/09/2025

Ho perso il conto delle fotografie che ho scattato a Lucia negli anni.
L’ho fatto felicemente: un po’ perché contare mi stanca lentamente come portare scarpe e poi perché mi sembra di fotografarla da sempre, più precisamente da un’estate lontana al parco del Valentino, dove a un certo punto era lì che camminava scalza sulle radici degli alberi.

Lucia selvatica con il rossetto rosso e i capelli di luna. Lucia che se glielo chiedo chiude gli occhi davanti all’obiettivo, che mi apre la sua collezione di foglie, che si scrive sulla pelle, che si mette sotto il tavolone bianco. Ogni volta mi consegna la sua “fiducia feroce”, quella di quando non stai capendo proprio tutto tutto quello che succede, ma sai che la vulnerabilità è la Vinavil che tiene insieme l’universo: è nello sperimentare insieme che succedono le cose, anche in fotografia.

E poi ci scambiamo i posti: io le consegno la mappa per stanare le mie parole da anni, lei se ne prende cura e mi dice: “Sei proprio tu!”, mi vede tra i paragrafi, mi tiene la mano e sbircia insieme a me sull’abisso creativo, caccia a pedate il mio censore interno, mi aspetta quando rimango indietro e tira forte per liberarmi quando rimango impantanata.

Insieme andiamo, stiamo, mangiamo e chiacchieriamo, mescoliamo carte e guardiamo spessissimo il cielo: nubi, costellazioni, noviluni, temporali. Domani c’è una piogerella d’autunno alle 13.30 saremo qui in diretta con una bevanda calda a dirci cose, a scovare scintille. Ti aspettiamo, sai? Posto ce n’è 🫀

Le api danzano per comunicare 🐝Ed è un gesto decisivo. Quando un’ape trova una nuova fonte di nettare, torna all’alveare...
22/05/2025

Le api danzano per comunicare 🐝
Ed è un gesto decisivo. Quando un’ape trova una nuova fonte di nettare, torna all’alveare e compie una piccola danza: si muove in cerchio se il cibo è vicino e disegna un otto con il corpo se è più lontano, indicando la direzione rispetto al sole e la distanza. Così anche le altre possono trovare la strada.

E quando là fuori le cose si mettono male — se l’ambiente è difficile, se le celle dell’alveare si svuotano troppo — indovina?
Le api danzano di più, con più intensità.
Condividono incessantemente ciò che hanno visto fuori, per continuare a nutrire tutte.

A volte penso alla fotografia così: come un modo per orientarsi insieme 👁️👁️
Per dire: ecco, guarda. Qui c’è qualcosa che vale la pena vedere. Qui succede qualcosa di vero, di potente, di luminoso.
In questi mesi ho camminato accanto a persone e progetti fatti di piccoli gesti tenaci, di cura, di relazioni che sono polline per il presente.

E così torno qui — come le api — per fare un piccolo cerchio con la luce e dire: vieni, c’è qualcosa da vedere. Qualcosa che può farci bene, qualcosa di piccolo e salvifico come posare gli occhi, per qualche secondo, su una fotografia che fa fare un respiro un po’ più lungo.

Cercherò di tornare più spesso, perché qui fuori i giorni sono complessi. E se ognuna di noi danza per indicare vie nuove, nutrienti, dove poter ricaricare le energie, le altre persone ascolteranno. E danzeranno a loro volta.

Grazie a Ariele .apicoltura e a Wanda di OrtoWow per avermi raccontato tantissime cose sulle api, grazie a e a per avermele fatte incontrare 🫀

Cose che mi commuoveranno sempre in corteo:tantissimə noi, femminili pluralissimitutti quei corpi nostri tra i più dispa...
08/03/2025

Cose che mi commuoveranno sempre in corteo:
tantissimə noi, femminili pluralissimi
tutti quei corpi nostri tra i più disparati insieme
i futuri incerti, ma il presente qui, un passo dopo l’altro
le battaglie che si uniscono e ci uniscono
i sorrisi a chi conosci, a chi non conosci, a chi sta urlando con a te
gli abbracci lunghi e stretti
guardare indietro mentre si cammina e pensare:
“Sì, siamo marea”

Lotto marzo ⚡️🫀
Grazie

Nelle case d’estate le estati passate si mescolano, si chiamano, si sovrappongono una sull’altra ⛱️Gli oggetti di sempre...
17/08/2024

Nelle case d’estate le estati passate si mescolano, si chiamano, si sovrappongono una sull’altra ⛱️

Gli oggetti di sempre sopravvivono all’afa, alle cadute dai tavoli, ai pomeriggi lunghi, alle dita che li usano, li lavano, li rimettono lì nei soliti cassetti.
Passa un’estate, poi due e poi ti giri un attimo e sono dieci, venti, quella volta che la nonna è andata in gita a Lourdes, quando sei caduto e ti sei rotto un dente, quando siamo andati in viaggio di nozze, la prima estate che tu sei venuta qui.
Se qualcosa si è rotto negli anni, qualcuno lo ha di sicuro aggiustato e quello ha continuato a funzionare per le estati successive.

Nei bagni delle case d’estate c’è sempre una crema da sole lasciata lì, nel cassetto del comodino in camera da letto una Settimana Enigmistica di tre estati fa, in qualche armadio le ciabatte un po’ sbiadite e i teli mare che hanno navigato centinaia di lavaggi a 40 gradi.

Che cosa fanno coltelli, borracce, ventilatori, soprammobili, lenzuola e asciugamani in inverno?
Ci aspettano, sempre.

Primo maggio, le cose che ho pensato oggi a colazione:- vorrei riuscire a dire di più: “faccio la fotografa” invece di: ...
01/05/2024

Primo maggio, le cose che ho pensato oggi a colazione:

- vorrei riuscire a dire di più: “faccio la fotografa” invece di: “sono una fotografa”;
- ho sempre un po’ di paura quando mi passano un telefono per scattare una foto e trattengo il respiro quando il pollice preme sullo schermo;
- mi sento fortunata ogni mattina quando apro gli occhi e penso che il mio lavoro è fare fotografie. Mi sento immersa in una fortuna gigante, fluida, colorata e vorrei durasse il più a lungo possibile;
- La mia partita iva quest’anno ha 10 anni: la bellezza, la stanchezza.
- Il lavoro è un posto che abito troppo: ho iniziato troppo presto, gli dedico ancora troppe ore della mia giornata, si prende troppe energie, mi fa pensare e correre troppo. Vorrei sbriciolare questo troppo e trasformarlo in moltitudine, in energia sovrabbondante da spargere come nutrimento sopra a tutti i desideri di chi sta cercando un lavoro nuovo, migliore, più sicuro, più umano e più onesto;
- parliamone di più: di lavoro, di soldi, di come ci sentiamo all’idea del lunedì, di come un’educazione intera a venerare Dio Lavoro sia difficile da scrollarsi di dosso, di cosa possiamo fare per costruire giorni migliori.

(il piatto per colazioni avventurose è di )

Perché siamo marea,che dove cado io ci sei tue se scivoli tuci saranno altre,che non ci permetteranno mortema di noi viv...
25/11/2023

Perché siamo marea,
che dove cado io ci sei tu
e se scivoli tu
ci saranno altre,
che non ci permetteranno morte
ma di noi vive
saranno eco
forte
sempre

Sono partita in un caldissimo pomeriggio di giugno verso Matera non sapendo che in realtà sarei andata avanti e indietro...
27/07/2023

Sono partita in un caldissimo pomeriggio di giugno verso Matera non sapendo che in realtà sarei andata avanti e indietro in un tempo che - adesso sì che posso dirlo - è fluido, ribollente, vivo e vitale.

A 70 anni dalla nascita del borgo La Martella, il primo progetto pilota de “La Fabbrica di Presente – conversazioni di comunità” a cura di e , con la collaborazione della , ha messo in dialogo le comunità Martellesi e Materane, residentə e stranierə, espatriatə e rimpatriatə, giovanə e anzianə, per costruire uno spazio di conversazione e progettare azioni concrete nel presente in ottica di futuri possibili.

Abbiamo praticato l’archeologia del futuro: dopo aver esplorato spazi, funzioni, idee dal 1952 al 2030 che cosa possiamo fare oggi per la nostra vita comune? Designer e facilitatori guidano un processo dove al centro c’è la cittadinanza, che parte dai suoi bisogni per progettare come unità collettiva, responsabile, attiva nel proprio benessere personale, sociale ed economico. 

La fotografia qui è stata coraggiosa e potente: un mezzo per muoversi nel tempo, per ri-conoscersi come individui che appartengono - etimologicamente “fanno parte di - una storia comune. Com’è guardarsi e vedersi in azione mentre si rendono possibili i futuri che immaginiamo?

Ho felicemente perso il conto delle foto scattate, delle ore a districare complessità, dei sorrisi e degli abbracci, ma ho ancora dentro tutta intera la potentissima sensazione di noi esseri umani quando ci mettiamo in cerchio a fare insieme. Lo faccio dire ad Adriano, che dopo un secolo sa ancora quello che ci serve: “Comunità - il nome lo dice e il programma lo riafferma - è un movimento che tende a unire, non a dividere, tende a collaborare, desidera insegnare, mira a costruire.”

Grazie alle mie compagne di avventura e di cura Donatella e Brunella, alla che ha creduto nel progetto, a tuttə ə partecipantə, a chi ha supportato i miei incastri di calendario a Torino e dintorni per farmi essere lì. Ne parleremo ancora e sì, sarà sempre più impegnativo e bellissimo.

Indirizzo

Via Balme
Turin
10143

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 17:00
Martedì 10:00 - 17:00
Mercoledì 10:00 - 17:00
Giovedì 10:00 - 17:00
Venerdì 10:00 - 17:00

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