09/12/2020
Nel 2009 lavoravo con alcuni giornali ed agenzie come fotogiornalista. Non era un lavoro semplice per me, bisognava essere svegli e pronti in situazioni non sempre gradevoli, qualche volta bisognava anche scappare in fretta e devo dire che almeno li, le mie gambe lunghe aiutavano.Grazie ad alcuni colleghi poi diventati cari amici si rivelò comunque una bella scuola di vita, fu un periodo duro e intenso.
In mezzo a tutti questi fatti di cronaca e costume di vario colore e gradimento ebbi però la possibilità, grazie a Glenda Gamba di Hiroshima che mi passo' la notizia, di assistere alla conferenza stampa che tenne Little Steven Van Zandt in occasione della messa in onda in Italia di un suo programma radiofonico.
Di li a poco qualcuno mi fece capire che sarebbero usciti tutti, e quel tutti comprendeva anche Lui.
Insomma, mai due ore di attesa furono spese meglio, uscirono tutti, e usci anche Lui, l'eroe della mia gioventù scapestrata in 4/4, arrivò fin davanti a me, piccola "monkey with camera" che lavorava per i giornali di cronaca.
Non ho pensato nulla, ho solo scattato, ma l'emozione è tuttora vivissima.
Poco tempo dopo lo scatto finì per essere notato da David Burke,scrittore inglese che stava ultimando una bella monografia su Nebraska e lo volle inserire nel libro.
Mi riprometto di pubblicare tutti questi scatti un pò alla volta, se non ricordo male c'è tutta l'E-street Band.
i wanna be where the bands are.