Camera del Lavoro di Tortona

Camera del Lavoro di Tortona Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Camera del Lavoro di Tortona, Via Leonardo da Vinci 24/a, Tortona.

24/02/2013

Dal primo marzo,non per mia volontà,non ho più responsabilità nella cgil e rientrerò in asl. grazie a voi tutti. Sabatino Saggese

03/12/2012

Piero Soldini



Circolare flussi







03/12/2012 | Immigrazione
Nell'edizione numero 273 del 22 novembre, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 ottobre 2012 che prevede l’ingresso nel territorio dello Stato di lavoratori non comunitari per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo per l’anno 2012, per un totale di 13.850 unità. E' utile rammentare che il decreto prospetta il rilascio del nulla solamente per particolari classi di soggetti opportunamente specificati, previo espletamento degli adempimenti amministrativi occorrenti presso lo Sportello Unico Immigrazione.

In particolare, possono inoltrare domanda:

• 2000 lavoratori autonomi altamente qualificati (imprenditori, liberi professionisti, artisti di chiara fama internazionale);

• 100 lavoratori subordinati o autonomi, discendenti da italiani e residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela o Brasile;

• 4.000 lavoratori che chiedono la conversione del precedente terzo permesso per lavoro stagionale in permesso di soggiorno per lavoro subordinato;

• 6.000 conversioni di permessi di soggiorno per motivi di studio, tirocinio o formazione professionale, in permessi di soggiorno per lavoro subordinato;

• 1.000 conversioni di permessi di soggiorno per motivi di studio, tirocinio o formazione professionale, in permessi di soggiorno per lavoro autonomo;

• 500 conversioni di permesso CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altri Stati membri in permessi di soggiorno per lavoro subordinato;

• 250 conversioni di permessi CE per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altri Stati membri in permessi di soggiorno per lavoro autonomo.

Le domande vanno presentate con la consueta procedura telematica dal 04 dicembre 2012 sul sito del Ministero dell'Interno (http://nullaostalavoro.interno.it)

Si allega il DPCM recante programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale per l'anno 2012 nonché la Circolare esplicativa congiunta dei Ministeri dell'Interno e del Lavoro.

15/11/2012

Iniziativa unitaria sulla violenza contro le donne nei luoghi di lavoro il 27 novembre

Pubblicato il 1 ottobre 2012 da admin in cultura | Comments are closed

E’ prevista per il 27 novembre, presso la sede dell’ILO a Roma, un’iniziativa unitaria CGIL, CISL, UIL, sulla violenza contro le donne nei luoghi di lavoro.

L’iniziativa prevede comunicazioni di rappresentanti dell’ILO, dell’ONU, dell’ISTAT, alcune testimonianze e una tavola rotonda alla quale parteciperanno oltre alle tre Organizzazioni Sindacali, Confindustria, le Ministre Cancellieri e Fornero, il capo della Polizia di Stato Manganelli. Per la CGIL sarà presente il Segretario Generale, Susanna Camusso.

15/11/2012

Asili nido: iniziative in tutte le piazze in occasione dell'anniversario della Legge 1044 - 2 dicembre

15/11/2012 | WelfareCondividi su:
La partecipatissima manifestazione del 31 ottobre scorso, organizzata dalla rete “cresce il Welfare cresce l'Italia” ha visto interve**re dal palco di piazza Montecitorio molte associazioni. Per quanto riguarda l'infanzia ed i tagli gravissimi che sono stati fatti ai servizi educativi e alla scuola dell'infanzia, tradendo i diritti dei bambini e dei loro genitori, oltreché quelli degli operatori che in questi servizi lavoravano, c'è stato l'intervento di un'educatrice che riportiamo qui di seguito perché rappresenta completamente la denuncia che come CGIL stiamo portando avanti.

Sono Antonia Labonia referente per il Lazio del gruppo Nazionale Nidi Infanzia di cui porto il saluto a tutta la piazza. Il Gruppo ha condiviso fin da subito le motivazioni di questa mobilitazione perché i servizi per l’infanzia, come del resto tutto il sistema del welfare, sta attraversando un momento di particolare difficoltà dovuto alla crisi economica e ai tagli delle spesa pubblica.

Nello specifico settore dell’infanzia 0/6 anni quest’anno educativo è iniziato con:

- Il mancato stanziamento di fondi pari a Euro 12.000.000 per l’avvio delle sezioni primavera in tutta Italia. Ciò ha provocato la non apertura delle sezioni da parte di molti istituti statali e paritari lasciando a casa bambini della fascia di età 2-3 anni e famiglie sole con il disagio di trovare soluzioni alternative

- Il mancato riparto e definizione di linee guida per l’assegnazione dei fondi europei pari a Euro 400.000.000 dedicati alle 4 regioni del sud del nostro paese con il conseguente consolidamento del divario nord/sud nell’offerta educativa alla fascia di bambini 0-6 anni

- Il patto di stabilità che impedisce agli Enti Locali di assumere personale educativo ed insegnante per sostituire il turn over dei pensionamenti e vuoti d’organico

- Lunghe liste di attesa per i nidi e per la scuola dell’infanzia, anche nelle regioni ove storicamente si è sempre data una migliore risposta alla richiesta delle famiglie, per mancanza di istituzione di nuove strutture e sezioni.

Tutto ciò favorisce il fiorire di situazioni cosiddette “educative” ( vedi servizi domiciliari istituiti con solo 50 ore di formazione e assenza di titolo di studio specifico, baby parking , nidi parrocchiali affidati a volontari senza specifico titolo di studio, ecc.) prive di requisiti di qualità che non soddisfano criteri di professionalità, adeguatezza educativa, rispetto dei diritti e dei bisogni dei bambini e delle loro famiglie.

Chiediamo che l’infanzia e i servizi dedicati al settore 0/6 siano messi al centro della progettualità politica e che venga istituito un Piano di Finanziamento Nazionale dedicato alla promozione dei servizi per la prima infanzia 0/6 anni, anche nell’ottica degli standard a cui l’Europa ci richiama (33% di offerta di asilo nido e generalizzazione della scuola dell’infanzia) con standard di qualità nel rispetto dei diritti costituzionali.

Il Gruppo Nazionale Nidi Infanzia che collabora con la CGIL per tutto ciò che riguarda la sfera dei diritti dei bambini, oggi gravemente messa a rischio, anche quest'anno promuove iniziative in tutte le piazze in occasione dell'anniversario della Legge 1044 - 2 dicembre - legge che istituì gli asili nido nel nostro Paese chiudendo gli O.N.M.I. (Opera Nazionale Maternità Infanzia). La CGIL, come già lo scorso anno, apprezza questa iniziativa ed invita a partecipare e a diffondere la raccolta di firme attraverso la cartolina che si trova in allegato. .


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Allegati:
CartolinaInfanzia.pdf
1044_piazze.pdf

05/11/2012

Quattro ore di sciopero generale “per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità” in occasione della giornata di mobilitazione europea, è quanto deciso dalla Segreteria nazionale della CGIL. “Per cambiare le politiche europee e quelle nazionali a partire dalle legge di stabilità” .

La CGIL proclama per mercoledì 14 novembre uno sciopero generale di 4 ore, in concomitanza con la giornata di mobilitazione europea indetta dalla CES, Confederazione europea dei sindacati, dal titolo: ‘Per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità.

La CGIL prosegue quindi la sua mobilitazione, questa volta al fianco dei sindacati europei, come già annunciato dal Segretario Generale Susanna Camusso, dal palco di piazza San Giovanni, in occasione della manifestazione nazionale del 20 ottobre. Una giornata di protesta per cambiare le politiche europee e quelle nazionali a partire dalle legge di stabilità varata dal governo Monti. Dopo aver cercato invano di costruire una giornata di mobilitazione unitaria anche con CISL e UIL, la CGIL dichiara quattro ore di sciopero generale da gestire a livello territoriale anche in coerenza con il mandato ricevuto dall’ultimo Comitato Direttivo.“L’austerità non funziona” si legge in una nota della Confederazione europea dei sindacati, le conseguenze per l’Europa sono devastanti: blocco della crescita e disoccupazione in continuo aumento. Con i tagli ai salari e alle protezioni sociali si aggravano le disuguaglianze e l’ingiustizia sociale. Secondo la CES sono 25milioni gli europei che non hanno lavoro e in alcuni paesi il tasso di disoccupazione giovanile supera il 50%.

E’ necessario un cambio di rotta. La CGIL insieme alla CES chiede un patto sociale per l’Europa, con un “vero dialogo sociale”, una politica economica che stimoli un’occupazione di qualità, un’ambiziosa politica industriale europea orientata verso un’economia verde. Tra le rivendicazioni anche l’effettiva applicazione di una tassa sulle transizioni finanziarie per combattere la speculazione e agevolare politiche di investimento, la lotta all’evasione e la frode fiscale, il rispetto per la contrattazione collettiva e il rispetto dei diritti sociali e sindacali fondamentali

05/11/2012

Il Segretario Generale della CGIL, ha esortato la FIAT: “Ritiri i 19 licenziamenti e riprenda il confronto anche con FIOM”.

Scrive Susanna Camusso: vorrei tornare, a partire dalle scelte che la FIAT ha annunciato di voler compiere in risposta a una sentenza della magistratura, su alcuni temi che ritengo fondanti per la nostra democrazia e, più modestamente, per le relazioni industriali italiane. Il contenzioso che l’azienda torinese ha sprezzantemente aperto, infatti, travalica lo specifico della vicenda sindacale in questione che brevemente riassumo. La FIAT è stata condannata da un giudice per aver discriminato un gruppo di lavoratori in base all’appartenenza sindacale. In pratica, dice la magistratura, in questi mesi l’azienda ha escluso dall’assunzione alcuni lavoratori perché iscritti alla FIOM-CGIL e l’ha fatto con precisione millimetrica, al punto che neppure uno di loro è stato selezionato proprio perché si erano liberamente iscritti a un’organizzazione che, altrettanto liberamente, non ha condiviso e quindi non ha firmato un accordo sindacale.

È importante partire da quanto accaduto, dalla discriminazione compiuta, dalla negazione dei diritti di cittadinanza dei lavoratori e delle libertà di espressione del pensiero sindacale e politico nel posto di lavoro. Da lì bisogna partire perché quello dei diritti è un tema fondante la nostra democrazia. Ed è un tema fondante dei sindacati confederali che per lunghi anni hanno combattuto questa e altre discriminazioni — da quelle di genere a quelle religiose o etniche — che nel corso del tempo si sono più volte manifestate sui luoghi di lavoro. L’hanno fatto insieme ai lavoratori che si sono messi in gioco in prima persona, pagando prezzi anche altissimi per conquistare e difendere diritti e doveri nei luoghi di lavoro e leggi che ne tutelassero l’esercizio. E a volte il ricorso alla magistratura, ai tribunali si è rivelato indispensabile per chiedere il rispetto di quelle stesse leggi e degli accordi pattuiti, oppure per determinare le regole contrattuali da applicare. C’è chi sostiene, legittimamente e in parte a ragione, che il ricorso al giudice sia una sconfitta per le relazioni sindacali e c’è chi afferma, in un parallelismo inquietante con quanto accade nel campo della politica, che l’intervento dell’organo giurisdizionale sia di per sé sbagliato non solo perché i magistrati sarebbero di parte, ma perché lo Stato, la magistratura non dovrebbe mai intromettersi nelle ricadute di scelte aziendali dettate esclusivamente da un mercato infallibile e giusto e quindi anch’esse inoppugnabili. Sono tesi contraddittorie e sbagliate che omettono in modo interessato i generosi aiuti accordati in passato, che coprono le pressanti richieste avanzate anche recentemente, o che nascondono, lasciatemelo dire, un antico desiderio padronale di comprimere reddito e diritti dei lavoratori.
Di fronte alla discriminazione, alla negazione di diritti, alla soppressione dell’agibilità politica e negoziale un sindacato ha il dovere di lottare e di chiedere alla magistratura il rispetto delle leggi. Ha il dovere di difendere non solo le conquiste ottenute con il sacrificio di tanti, ma la democrazia stessa così come regolata dalla nostra Costituzione e dalle leggi democraticamente votate dal nostro Parlamento. Una simile discussione sarebbe impensabile in altri Paesi. Non la immagino negli Stati Uniti dove, sono certa, la Corte suprema non avrebbe dubbi a sanzionare l’azienda se dei lavoratori ricorressero contro Chrysler perché non assume lavoratori neri o musulmani o aderenti a qualche associazione di categoria. Per questo la ritorsione che la FIAT ha deciso di attuare contrapponendo 19 lavoratori discriminati a 19 da discriminare è intollerabile. Intollerabile per il messaggio punitivo, retrogrado e vendicativo nei confronti dei 38 lavoratori e dei loro compagni. Intollerabile per il segnale che vuole dare di noncuranza delle regole e delle leggi e di sprezzo nei confronti dei poteri dello Stato e delle istituzioni.
Bisogna quindi eliminare dal campo la ritorsione. Bisogna rispettare la magistratura e le sue sentenze. Bisogna rimuovere la discriminazione senza determinarne altre. Questo è essenziale. FIAT nei giorni scorsi ha ammesso l’errore di Fabbrica Italia. Abbiamo sentito dai suoi portavoce anche toni distensivi. Si esclude la chiusura di altre unità produttive nel nostro Paese (oltre alle tre già chiuse e tuttora senza soluzione) che lo stesso amministratore delegato aveva ventilato in un’intervista. Si parla di nuovi modelli e si prospettano missioni per alcuni stabilimenti. Certo, siamo ancora ben lontani da un vero e proprio piano che dovrebbe programmare e indicare date, investimenti, modelli e volumi, e potrebbe essere un segnale di non disimpegno della FIAT nel nostro Paese. Un segnale che, purtroppo, viene immediatamente e violentemente contraddetto dalla ritorsione di Pomigliano.
Anche il ministro del Lavoro con un comunicato importante ha chiesto all’azienda di fermare la ritorsione e ha segnalato la necessità di tornare ad avere normali relazioni sindacali. Una simile scelta consentirebbe non solo di affrontare positivamente, con i contratti di solidarietà, le difficolta che il naufragio di Fabbrica Italia ha aperto nel rapporto tra produzione e organici nello stabilimento di Pomigliano, dove l’accordo separato prevedeva il reingresso di tutti i lavoratori, ma anche i nodi della lunghissima vertenza FIAT: il piano industriale, l’accordo aziendale, il riconoscimento della rappresentanza sindacale e il contratto di lavoro unico per i lavoratori metalmeccanici.
Come dare concretezza a questo percorso possibile? Una strada c’è: quella indicata dall’accordo interconfederale del 28 giugno scorso in cui s’individua nel contratto nazionale di categoria la fonte primaria di regolazione della contrattazione e per quanto riguarda gli accordi aziendali la firma a maggioranza da parte di Rsu liberamente e proporzionalmente elette, l’impegno di tutti al loro rispetto e la certezza della rappresentanza per le organizzazioni che ottengono almeno il 5 per cento tra iscritti certificati e voti ottenuti.
Se si adottasse responsabilmente questa strada, i dipendenti FIAT tornerebbero a essere lavoratori metalmeccanici e non più figli di un contratto aziendale costruito a misura dell’azienda; sarebbero superati tutti gli elementi di dubbia costituzionalità oggi presenti; sarebbe negato quello stile di comando forzoso e autoritario che impedisce ai lavoratori di esprimere i loro saperi e le loro competenze a vantaggio, in primo luogo, dell’azienda stessa; si tornerebbe a riconoscere diritti fondamentali e insopprimibili quali la libertà di pensiero e di associazione. Si tornerebbe, cioè, alla normalità del confronto e delle relazioni sindacali. È una strada che si può intraprendere e che si dovrebbe percorrere. Il governo potrebbe esercitare il suo ruolo di garante di regole giuste e condivise. In questi mesi abbiamo visto molti decreti sui quali abbiamo espresso con lealtà le nostre critiche e il nostro dissenso per le ricadute negative sui lavoratori e sul lavoro. Vederne uno che recepisce i contenuti dell’accordo interconfederale sulla democrazia sindacale sarebbe un bel segnale di cambiamento.

19/10/2012

COMUNICATO STAMPA
BUCO DI BILANCIO: FINALMENTE LA GIUNTA PRENDE ATTO DI QUANTO GIÀ DENUNCIATO DALLA CGIL UN MESE FA'
Le recenti dichiarazioni dell’Assessore Monferino mettono a n**o una condizione conosciuta e da noi denunciata da tempo.
Non scopriamo adesso la drammatica condizione dei conti della Regione.
Nell’ultimo assestamento di bilancio la CCGIL Piemonte ha sollevato il tema anche in sede di Commissione Consiliare denunciando un disavanzo di più di più 900 milioni di euro, dovuto in parte anche alla insussistenza del avanzo previsto per il 2011. Debito che la Giunta ha "spalmato" sul 2013 e 2014 semplicemente scaricandolo sugli anni a ve**re. Purtroppo la nostra denuncia e rimasta inascoltata
Sentire affermazioni come queste da parte di coloro che avrebbero dovuto individuare soluzioni, da il segno di una difficoltà della Giunta che non può più essere nascosta e di una inadeguatezza che non può che generare inquietudine e preoccupazione non solo tra i lavoratori e i pensionati che rappresentiamo, ma dall’intero sistema lavoro in Piemonte.
Non vorremmo che questi annunci tardivi preparassero il terreno per una nuova pesante manovra. Ulteriori tagli o ulteriori incrementi della pressione fiscale come già avvenuto, senza peraltro distribuirli in modo equo e progressivo in relazione al reddito e ai patrimoni, non sarebbero più sostenibili in particolare per le fasce sociali più deboli
Lavoratori, pensionati e i cittadini piemontesi hanno già pagato il prezzo di manovre pesanti su sanità, servizi e trasporti e si sono visti ridurre i servizi. A cosa è servito?
Urge chiarezza e trasparenza. Cota rendiconti al Consiglio e alle parti sociali sulla situazione e si assuma le responsabilità del caso.
Visto che Fino ad ora il contributo del sindacato e delle parti sociali non é stato ascoltato è il tempo di accettare le indicazioni che vengono dl mondo del lavoro.

10/10/2012

Torino, 10 ottobre 2012



Alle Segreterie delle Camere del Lavoro

Alle Segreterie delle Categorie Regionali

Ai/le Responsabili Politiche per la Disabilità

All'Inca regionale

All'Auser Piemonte



Care compagne e compagni

Vi invio di seguito il comunicato stampa di Nina Daita resp. Ufficio Disabilità della CGIL Nazionale, in merito a quanto prevede la Legge di Stabilità, approvata dal Governo Monti, che penalizza pesantemente chi assiste i genitori disabili.

Saluti
Antonio Canalia
Resp. Area Disabilità
CGIL Piemonte



Ufficio Stampa
LEGGE DI STABILITA'. Daita (Cgil): Scandaloso il taglio del 50% della retribuzione per chi assiste genitori disabili.
Il governo Monti sa colpire solo i più deboli

ROMA, 10 ottobre. “Scandaloso e indecente. Non troviamo termini migliori per descrivere l'ennesimo taglio all'assistenza delle persone disabili. Con il dimezzamento della quota delle retribuzioni dei lavoratori che assistono genitori disabili si colpiscono ancora una volta i più deboli”. Lo sostiene Nina Daita, responsabile dell'Ufficio disabilità della Cgil nazionale a proposito della norma contenuta nella Legge di stabilità che modifica la precedente legislazione (legge 104 del 1992, la legge quadro sulla disabilità).

“Siamo di fronte ad un arrogante atto di discriminazione che creerà ulteriori disparità tra i cittadini – spiega Daita – siamo sempre noi a pagare e ora , dopo gli interventi sulla riabilitazione e sugli ausili per l'autonomia, ora il governo passa direttamente al taglio della parte delle retribuzione che riguarda i permessi per l'assistenza”. La disabilità viene colpita in tanti modi e non è un caso, ricorda Nina Daita, che l'occupazione delle persone disabili sia scesa del 38%.

“Di fronte a questo provvedimento – conclude – la Cgil esprime tutta la sua indignazione e ci tiene a sottolineare che a fare le spese di questa inqualificabile decisione politica saranno le famiglie e in particolare soprattutto le donne”.

Paolo Andruccioli
Responsabile Ufficio Stampa
CGIL Nazionale, Corso D'Italia, 25 - 00198 Roma
Telefono: 068476316 Fax: 068476231
Cellulare: 3420512747 - 3356467383

09/10/2012

È mancata Mirella Fannini


Mirella Fannini è mancata la mattina del 4 ottobre 2012, a 66 anni, stroncata dalla malattia che già da tempo l’aveva colpita.

Dopo una vita dedicata all’istruzione e all’educazione dei giovani nella scuola pubblica secondaria, da pensionata ha messo a disposizione dello Spi Cgil tutta la sua esperienza e la sua passione politica e sociale.

È stata Segretaria generale della Lega di Tortona e, ultimamente, della Lega della Bassa Valle Scrivia. Presidente, in passato, del Direttivo regionale Spi Piemonte, ne era ancora vice presidente. Faceva inoltre parte dei Direttivi provinciali dello Spi e della Camera del Lavoro di Alessandria.

In tutte le sue funzioni ha sempre riscosso grande apprezzamento per le sue competenze, anche informatiche, per la sua attenzione costante alle normative riguardanti lo stato sociale, per la sua capacità di ascolto e di accoglienza, per la simpatia e l’entusiasmo con cui sapeva avvicinare gli anziani del suo territorio alla bellezza dell’arte e della cultura, per la passione che riversava in tutte le iniziative, in particolare sui temi della condizione femminile, per il grande attaccamento e l’assoluta lealtà nei confronti dell’organizzazione sindacale in cui ha sempre militato da lavoratrice e che ha diretto da pensionata: la Cgil.

Le sue ceneri saranno tumulate nel cimitero di Tortona, lunedì 8 ottobre alle 15.

Nella foto Mirella Fannini interviene al Congresso nazionale dello Spi Cgil il 29 aprile 2010.

02/10/2012

Il 15 ottobre scade il termine per i datori di lavoro che hanno alle dipendenze un migrante privo del permesso di soggiorno,di regolarizzare la propria posizione. E di conseguenza quella del migrante. Che dovrà dimostrare ,attraverso atti pubblici(visto,ricovero in ospedale,rilascio codice fiscale,verbale delle forze dell’ordine….), la sua presenza in Italia entro il 31.12.2011.
La norma consente al datore di lavoro,con pagamento di una multa e il versamento di contributi previdenziali,di essere al riparo da sanzioni e al migrante di avere il permesso di soggiorno e un regolare contratto. Alla collettività entrate previdenziali e assistenziali,oltre alla civiltà.
Il nostro ufficio migranti è disponibile alle informazioni(tutti i giorni)e al disbrigo delle pratiche al venerdì dalle ore 17 alle 19.
Camera del Lavoro Tortona
Via L. da Vinci,24

20/09/2012

CASTELNUOVO BRACCIANTI: un primo passo verso la giustizia. Riconosciuti i permessi agli irregolari

Pubblicato il 20 settembre 2012 da admin in Cgil alessandria | Comments are closed









Sono stati riconosciuti i permessi di soggiorno ai marocchini irregolari che lavoravano presso le Aziende Lazzaro di Castelnuovo. L’Avvocato Lorenzo Trucco (Presidente ASGI -Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione), che ringraziamo, ha seguito tutto l’iter per il riconoscimento dei permessi. La Procura della Repubblica di Torino, che sta indagando sulla vicenda Lazzaro, ha dato il nulla osta per l’applicazione dell’Art.18 del TU dell’Immigrazione per ragioni umanitarie e sociali.Già da domani mattina, si avvieranno le procedure in Questura per la piena formalizzazione.

E’ un primo grosso risultato che restituisce dignità a queste persone, che, da domani, potranno riprogettarsi un futuro alla pari degli altri.

E’ un primo atto di giustizia che premia l’impegno concreto della CGIL, che rappresenta direttamente questi lavoratori, ed è contemporaneamente un risultato politico della grande e bella manifestazione di CGIL CISL UIL del 3 agosto ad Alessandria.

Alessandria, 20 settembre 2012

Segreterie CGIL FLAI Paolo Parodi, Anna Poggio

04/09/2012

VERTENZA BRACCIANTI CASTELNUOVO : comunicato stampa

Pubblicato il 3 settembre 2012 da admin in Cgil alessandria | Comments are closed



Apprendiamo di un comunicato stampa a firma “Presidio permanente di Castelnuovo Scrivia” datato 3/9/2012.

Non intendiamo entrare nel merito del contenuto, ma, al fine di evitare equivoci, riteniamo dover precisare che il “Presidio” è una entità autorganizzata, completamente distinta dal percorso sindacale.

La CGIL ha rappresentato e rappresenterà questi lavoratori secondo le modalità con cui rappresenta ogni altro lavoratore.

La posizione della CGIL sulla vicenda Lazzaro di Castelnuovo è nitida, come chiaramente è stata espressa nella manifestazione unitaria del 3 agosto.

Continueremo a seguire con la stessa coerenza tutti gli aspetti vertenziali e legali, così come continueremo nello sforzo di mettere a valore l’impegno delle Istituzioni per dare uno sbocco ai lavoratori così gravemente sfruttati.

Ad oggi, per 14 lavoratori è stata trovata una ricollocazione. Stiamo lavorando affinchè si trovi rapidamente una soluzione per gli altri .

Il 13 settembre è il giorno in cui le parti si incontreranno per la discussione relativa al salario pregresso. Lì, si misurerà la possibilità di arrivare, almeno su questo punto, ad una composizione della controversia.

Su tutti gli altri aspetti, siamo in attesa che la giustizia faccia il suo corso.

Precisiamo fin d’ora che, in ogni caso, la CGIL e la Flai staranno pienamente dentro al percorso giudiziario, convinti del significato più generale dell’intera vicenda: rischio dumping sociale, oltre al danno arrecato al territorio e alle aziende sane che vi operano.

Alessandria, 3 settembre 2012

Segreterie Flai – Camera del Lavoro

Indirizzo

Via Leonardo Da Vinci 24/a
Tortona
15057

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 18:30

Sito Web

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