16/03/2021
È passato un anno da quando abbiamo iniziato a conoscere meglio parole come pandemia, distanziamento, assembramenti e tutta quell' altra cascata di termini che ancora oggi, dopo la bellezza di 373 giorni, ci ritroviamo tra i piedi ogni volta che (anche solo con il pensiero) ci allontaniamo dai nostri ambienti protetti.
Inutile continuare a raccontarci quanto abbia fatto male a noi fotografi, ai colleghi registi e a tutti gli altri colleghi che come me hanno scelto la strada (già tortuosa) del lavoro indipendente con le Immagini; è sotto gli occhi di tutti e quello che si prospetta oltre è sempre più... Rosso.
Però è anche vero che, quasi un anno fa raccontavo di cosa significasse un reale isolamento per me come fotografo e questo racconto è stato il primo passo mosso sulla sezione blog del sito
(Potete trovarlo qui ➡http://www.francescosangiovanni.it/index.php/2020/08/07/isolamento/), come incoraggiamento.
E oggi, come un anno fa di incoraggiamenti ne abbiamo bisogno più che mai...
Come quello che è appena accaduto su questa pagina, rimasta per tanti mesi silenziosa e che, proprio durante il primo lockdown, ha ripreso a parlare di quello che, almeno a distanza di braccia, può essere raggiunto:
Siamo arrivati a 1000, tutti insieme. Assembrati.
E allora mi è venuto in mente uno scatto, di 4 primavere or sono, dove si vede, dal mare, uno dei quartieri più antichi della mia città costruire le fondamenta di un castello fatto di case... Assembrate.