17/08/2026
L’FPV per me non è solo volare, è il mio modo di guardare e vivere i luoghi. È cercare una linea dove gli altri vedono semplicemente un paesaggio, trasformare uno spazio in movimento e riuscire a raccontarlo attraverso il volo.
Il Gelsomineto è uno di quei posti che sembrano fatti apposta per questo. La roccia bianca, la sabbia chiarissima, l’acqua che cambia dal verde al turchese e, sopra tutto, quei cieli carichi e scuri che improvvisamente trasformano un angolo di Sicilia in uno scenario quasi apocalittico. Un contrasto di colori e atmosfere che mi ha letteralmente stregato.
È in posti così che il mio modo di volare trova il suo senso. Non mi interessa semplicemente mostrare un luogo, ma entrarci dentro, seguirne le forme, sentirne il ritmo e trasformare quello che vedo in una linea.
L’FPV è il mio lavoro, la mia passione e ormai una parte del mio modo di vivere. Tecnica e istinto, esperienza e libertà. Perché quando riesco a trasformare ciò che sento davanti a un paesaggio in un volo, allora il drone smette di essere soltanto una macchina e diventa il mio modo di vedere il mondo.