26/05/2026
Ho aspettato una settimana prima di scrivere qualcosa su questo spettacolo teatrale.
Avevo bisogno di metabolizzare tutto: mesi di incontri, paure da affrontare, risate improvvise, persone sconosciute diventate piano piano parte di qualcosa.
Mi sono messa in gioco davvero.
Mi sono esposta, aperta, ho lasciato intravedere alcune fragilità e allentato, almeno un po’, quella corazza che negli anni avevo imparato a costruire così bene. Ho ancora tanto lavoro da fare su me stessa, ma da tempo sto cercando la mia direzione… e sento che tante sfumature, finalmente, stanno andando proprio lì dove volevo arrivare.
E poi è successa una cosa bellissima: una famiglia nata dal nulla.
Persone diverse, di età diverse, vite diverse… ritrovate insieme su un palco. E che palco. Che spavento.
Non vi dico l’ansia prima dello spettacolo.
Chi camminava avanti e indietro senza sosta (me compresa).
Chi entrava e usciva dal bagno ogni cinque minuti (me compresa).
Chi ripassava mentalmente ogni ingresso in scena (me compresa).
Chi cercava di distrarsi parlando del più e del meno.
Mesi di lavoro culminati in una giornata iniziata nel primo pomeriggio: l’arrivo a teatro, i segni sul palco per le posizioni, le prove luci, i microfoni, la musica, i camerini, le postazioni trucco illuminate dalle luci laterali, i costumi sistemati ovunque… e due duroni e due mandorle per riempire lo stomaco chiuso dall’emozione.
Le 18 arrivano in un attimo.
Via con la prova generale.
Alle 19:30 finiamo: qualche errore, qualche vuoto, qualche dimenticanza… ma fa parte del gioco.
Poi le 20:30.
Il momento del rito prima di entrare in scena: sipario chiuso e tutti insieme a gridare “M***a! M***a! M***a!”.
Qualcuno (me compresa) scappa al bar accanto per un prosecchino, uno spritz o un analcolico. Santo alcol. E poi si torna lì.
Il brusio del pubblico cresce.
Hanno aperto le porte.
L’ansia sale.
Pochi minuti.
Parte il discorso del direttore della scuola.
Buio.
Parte lo swing.
Si apre il sipario.
E comincia la magia.
Perché il teatro è magia pura.
Ti porta in un mondo parallelo, ti fa vivere altre vite e, mentre lo fai, arricchisce profondamente la tua anima.
Ringrazio la scuola, ringrazio Alice — insegnante preziosa e bravissima attrice — ringrazio tutti i miei compagni, complici di emozioni e risate, e ringrazio amici e sconosciuti venuti a vederci. Sentire le loro risate e i loro applausi è stato qualcosa di incredibile.
Grazie teatro.
È tanto che ti cercavo.
Ti conosco appena… ma ti amo già.
Ps. ed in tutto questo era accanto a me la mia sorellina 🥰❤️