14/07/2026
Quasi 900 ettari bruciati, centinaia di migliaia di alberi perduti.
Il mio sta vivendo ore drammatiche e i numeri, purtroppo, non bastano a descrivere la ferita che il territorio sta subendo.
In mezzo a questa desolazione, c’è chi non si ferma.
Osservo un passaggio, uno sgancio, una virata. Poi di nuovo.
Ci sono professioni in cui il senso del dovere si trasforma in una forma di cura profonda, quasi difficile da comprendere per chi osserva da lontano. Operare su un incendio significa scegliere di entrare in uno scenario ostile, dove il calore, il fumo e la fatica mettono a dura prova non solo il corpo, ma lo spirito. Ogni manovra richiede una lucidità rara, nata da una consapevolezza costante del rischio.
Guardando attraverso l'obiettivo, ho cercato di raccontare non solo questi mezzi muoversi nel cielo ma raccontare il fuoco, e soprattutto il dolore di quei luoghi: il fumo che avvolge tutto, i colori spenti, l’aria che si fa pesante. Perché un incendio non è soltanto ciò che brucia. È ciò che minaccia, ciò che trasforma e il vuoto che lascia dietro di sé.
Le foto da me scattate voglio essere volutamente scure, cupe e quasi claustrofobiche... vogliono trasmettere quel senso di tristezza e di impotenza nel vedere morire la vita che ci circonda.
🧯🚒 Un sincero ringraziamento a tutti coloro che operano in condizioni estreme per la salvaguardia delle nostre comunità e del nostro territorio: ai Vigili del Fuoco, ai volontari, alla Protezione Civile e a tutte le donne e gli uomini che mettono il bene degli altri prima del proprio.
📍Premosello Chiovenda (VCO)
Regione Piemonte Corpo AIB Piemonte Dipartimento Protezione Civile