29/08/2026
A NOME DELLE FAMIGLIE MANFREDI E ROSI RINGRAZIAMO PER LA VICINANZA CHE ABBIAMO SENTITO DA PARTE DI TUTTI VOI IN QUESTO TRISTE MOMENTO.
PIUMAZZO 29 AGOSTO 2026
IL PROF. FABRIZIO MANFREDI CI HA LASCIATO.
ANNI 80
Il Mattino di Napoli lo definì “medico delle piante”, quando scrisse di un suo intervento sulle patologie di natura fungina, batterica e virale di un importante parco pubblico, per il quale formulò una diagnosi accurata e il modo più rapido d’intervento con la cura migliore.
Fabrizio Manfredi era agronomo e fitopatologo, un ottimo professionista che prima di tutto amava le piante, di ogni genere e di ogni provenienza, messe a dimora nel giardino, o meglio nel bosco di casa a Piumazzo dove viveva e dove trascorreva ore e ore a ascoltare quella che per lui era la vera voce della natura.
Prima di diventare di ruolo, ha insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado, alternando la professione di docente a quella di professionista nella stima di danni provocati da eventi climatici estremi.
Nel 1978 partecipò come esperto delle interazioni tra piante, suolo, clima e attività umana alla spedizione archeologica “Anabasi 78” guidata dal fratello scrittore Valerio, con un gruppo di amici, e l’obiettivo di ripercorrere la ritirata dei 10.000 soldati greci descritta da Senofonte. Una spedizione organizzata all’interno dell’Istituto di Storia Antica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e della Cattedra di Storia Greca dell’Università di Torino.
Poi insegnò all’Istituto di Istruzione Superiore Lazzaro Spallanzani di Castelfranco, con funzione da vicepreside, amato dai tantissimi alunni che ricordano riconoscenti quelle lezioni che non trasmettevano solo regole o date, ma accendevano sempre una scintilla.
E nel frattempo progettava giardini, faceva conferenze, indicava le cure per le piante malate, poi quando il computer diventò il suo strumento di lavoro fece la scelta della vita, interrompere cioè la routine dei consigli di classe e la sicurezza della cattedra con la libera professione, nella cura del verde pubblico per Comuni, Province e Regioni, intervenendo in prima persona sui cantieri o lavorando sul computer fino a notte fonda per ricreare verdi atmosfere con la stessa passione e con lo stesso amore che anni prima aveva applicato in classe.
Era stimato per la competenza e per le soluzioni puntuali che sapeva dare. Era il marito di mia sorella Rosa Vittoria, il padre delle mie nipoti Marzia e Flavia, il padrino di mio figlio Lorenzo, per me un fratello maggiore.
Era un uomo pratico, mite, profondo conoscitore della vita agreste dalla quale proveniva, dei riti, delle usanze e delle saggezze di tempi che stanno sfuggendo e rischiano di non tornare più.
Hai vissuto come un albero: saldo nelle tue radici, forte contro le tempeste e capace di offrire ombra e frutti a chi ti stava accanto.
Ciao fratello, Ti accolga la luce del Signore, trasportato alla Porta del Cielo dal volo delle farfalle che amavi tanto.
Luciano Rosi
LA TESTIMONIANZA DEL GEOM. EUGENIO ABATE
Responsabile Settore III Lavori Pubblici Tecnico Manutentivo
Comune di San Cesario sul Panaro (MO)
"Ho conosciuto il Professor Manfredi nel lontano 1994, all’epoca lavoravo in un Comune privo di regolamento per la gestione del verde pubblico ed un collega mi disse : “sai chi devi chiamare? Il Dott. Manfredi, è bravissimo, preciso, scrupoloso, è il migliore in zona, ha progettato un sacco di parchi a Vignola e in altri paesi qui vicino, vedrai che ti troverai bene”.
Non mi sono mai pentito di quella scelta, il Professore è sempre stato estremamente professionale, le sue conoscenze, le sue descrizioni e le sue spiegazioni lasciavano tutti a bocca aperta, era un piacere ascoltarlo, capire e aprire la mente, grazie ai suoi racconti ricchi di dettagli e di particolarità.
Non ha mai imposto la sua sapienza e la sua cultura, è sempre stato di una modestia unica e di una discrezione innata, in questi oltre 30 anni di rapporto professionale ci siamo sempre dati del Lei, io per rispetto e perché mi rendevo conto di aver di fronte un mostro sacro, lui perché aveva una educazione, una pazienza ed una modestia che ormai non si trova più nel nostro settore.
L’ho sempre chiamato Professore perché ogni volta che mi presentava un suo progetto od un suo lavoro non imponeva niente, ma spiegava, spiegava e spiegava e dalle sue parole traspariva la sua grande passione per il verde pubblico, per l’ambiente, per la flora in generale e per la fauna, aspetti che ha sempre voluto tutelare in tutti i posti dove ha lavorato.
San Cesario gli deve tanto, qui ha progettato le dune antirumore ultimate un paio d’anni fa, ha riqualificato le aree verdi del centro sportivo, di Case Gioia, di Via Trentennale della Resistenza, ha progettato il parco della scuola materna e della scuola media ed elementare, ha curato per anni le nostre alberature ed i nostri parchi con perizia e passione, ha censito tutto il parco di Villa Boschetti, ha sistemato vialetti ed impianti di irrigazione ed è riuscito a dare al parco della Villa l’importanza che meritava.
E’ riuscito a far avere al Comune tantissime essenze ed alberature spesso gratis, tramite gli ottimi rapporti che ha sempre avuto con tutti i vivaisti della zona, le querce più belle che ci sono a San Cesario sono frutto del suo lavoro.
Mi ha insegnato tanto, all’inizio facevo fatica a distinguere un tiglio da un palo della luce, ma il Professore è riuscito a farmi amare, tutelare e proteggere l’ambiente, il nostro verde pubblico, mi ha fatto apprezzare questi alberi magnifici che abbiamo nel nostro territorio, questi essere viventi grandi, rigogliosi, silenziosi, modesti e capaci di dare tanto benessere alla comunità ed al territorio con le loro caratteristiche innate, esattamente come il PROFESSORE.
Faccia un buon viaggio e si prepari ad un altro lavoro importante, perché sono certo che anche dove andrà riuscirà ad affascinare tutti e riuscirà ad appassionare i tecnici che troverà. Grazie"
LA TESTIMONIANZA DELL'ARCHITETTO ANDREA BENELLI DEL COMUNE DI SAN CESARIO.
"Premesso che la notizia che mi ha dato è stata per me una delle più tristi della mia vita e che mai avrei voluto ricevere, perché il Dott. Manfredi è una di quelle persone che rendono piacevole e sopportabile l’esistenza nei momenti grigi, posso senz’altro affermare, senza tema di smentita o esagerare, quanto segue:
- dal punto di vista professionale, un Dott. Agronomo esemplare per competenza e capacità, sinceramente appassionato della natura in tutte le sue forme, un vero esempio di eccellenza nella sua materia.
- Estremamente onesto, disponibile nelle emergenze anche senza ricevere alcun compenso, è stato per molti anni il punto di riferimento del Comune di San Cesario sul Panaro per quanto concerne il vastissimo tema del verde: sin dagli anni ’80-90 ha mappato il patrimonio arboreo del parco storico di Villa Boschetti, ed ha censito suddividendole per importanza, tutte le alberature presenti sul territorio comunale dato poi assunto nel PRG, proponendo anche un regolamento per il verde, credo però mai approvato.
- A lui che sino a metà degli anni ’90 collaborava con i valenti tecnici comunali Geom. Severi e Geom. Lorenzoni (che lo stimavano per le sue indubbie capacità) si deve anche l’individuazione degli alberi monumentali di questo Comune (n. 8 in origine) che la Regione pose sotto tutela con appositi decreti.
- Anche il notevole progetto per la creazione delle fasce a verde nel centro sportivo Cremonini, porta la sua firma.
- Negli anni 2000 ha poi realizzato il progetto dell’enorme opera di mitigazione (dune boscate) per la mitigazione degli effetti dell’autostrada nei tratti prossimi al centro abitato ed al centro sportivo succitato.
- Innumerevoli e sempre puntuali le sue consulenze su singole pratiche. Il suo corposo CV descrive la mole impressionante di attività che ha svolto, sia come docente, che come libero professionista.
Ecco, vorrei soffermarmi su queste ultime due parole, per sottolineare che è sempre stato una persona libera da condizionamenti di ogni tipo e con un pensiero alto, a 360° sulla realtà, privo di retorica, ipocrisia e lontano da logiche opache: il bene pubblico per il Dott. Manfredi era un concetto sacro, inviolabile, come pure il rispetto per la deontologia.
Ha sempre p***eguito l’interesse del Comune in modo corretto e rigoroso e con la franchezza che lo contraddistingueva.
A dispetto di altri suoi colleghi, ho constatato in più circostanze, che era sempre presente con grande attenzione e dispendio di tempo nei cantieri che seguiva, al fine di ottenere il massimo del risultato.
Ad un grande patrimonio di conoscenza teorica, abbinava un’azione pratica, concreta sul campo, pronto ad intervenire in diretta.
Nell’ambito della tutela delle alberature non solo monumentali, era un conservazionista, assumendosi delle responsabilità che non pochi avrebbero declinato ricorrendo a soluzioni drastiche, ma non un estremista, un fanatico del mantenere tutto e comunque, a dispetto della logica, del buon senso.
Era pertanto assai stimato anche dai funzionari dell’IBACN (fondato e presieduto dallo scomparso Prof. Ezio Raimondi) poi assorbito dalla Regione, per le sue diagnosi e proposte di intervento sempre congrue.
E’ stato attivissimo sia in ambito pubblico per tanti Enti della Provincia e oltre, che per importanti committenti privati.
Mi piace rammentare il suo progetto per la creazione di una fascia boscata lunga centinaia di metri se non chilometri a protezione della linea dell’alta velocità ferroviaria, di cui andava giustamente orgoglioso, ma sempre con misura.
Il lato umano è almeno pari a quello lavorativo: non esito a parlare di esempio di lealtà, generosità, dirittura morale, unite ad una naturale simpatia ed empatia, cordialità ed educazione.
Assolutamente mai in cattedra, ma sempre “alla mano”, pronto all’accoglienza, all’ascolto, anche verso un neo assunto come ero io quando lo conobbi.
Desidero fare un cenno anche alla sua capacità affabulatoria per la quale lo seguivo ammirato.
Ho il forte rammarico di non essere stato in grado di frequentarlo come avrei sperato, perché l’ho sempre ritenuto una persona molto buona, come poche ho conosciuto, ed un grande saggio!"
Orario Camere Ardenti Policlinico di Modena:
domenica 7,30 -12,00 14,00 - 17,00
L'ultimo saluto in basilica a Piumazzo, alle ore 9.30 di lunedì 31 agosto 2026, con partenza alle ore 9,00 dalle Camere Ardenti di Modena.