Società Operaia di Mutuo Soccorso di San Cesario sul Panaro

Società Operaia di Mutuo Soccorso di San Cesario sul Panaro Fondata nel 1859 è tra le società più antiche della provincia di Modena. Rappresenta un pezzo di

SAN CESARIO DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026LE FOTO DELLA TRADIZIONALE SAGRA DI S.LUIGI PARROCCHIA DI SAN CESARIO.GRANDISSIMA P...
07/09/2026

SAN CESARIO DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026

LE FOTO DELLA TRADIZIONALE SAGRA DI S.LUIGI
PARROCCHIA DI SAN CESARIO.

GRANDISSIMA PARTECIPAZIONE.




PIUMAZZO 30 AGOSTO 2026RICORDO DI FABRIZIO MANFREDI di TED CACHEYO fortunatos nimium, sua si bona norint, agricolas!(“Fo...
30/08/2026

PIUMAZZO 30 AGOSTO 2026

RICORDO DI FABRIZIO MANFREDI di TED CACHEY

O fortunatos nimium, sua si bona norint, agricolas!
(“Fortunati davvero, se conoscessero i beni che possiedono, gli agricoltori.”)

— Virgilio, Georgiche II, 458–59

Fabrizio era un uomo eccezionale. Un uomo profondamente buono, generoso con me, ma soprattutto un uomo che amava e conosceva il mondo naturale. Sapeva il nome di tutte le piante. Non era soltanto una conoscenza professionale, da agronomo e fitopatologo: era una forma di attenzione. Guardava una pianta e la riconosceva; sapeva che cosa fosse, di che cosa avesse bisogno, che cosa la facesse soffrire. La natura non era per lui qualcosa di astratto. Era un mondo vivo, fatto di esseri singolari, ciascuno con il proprio nome.

Era anche un insegnante nel senso più pieno della parola. Ho incontrato alcuni dei suoi allievi, ormai adulti, e ho capito quanto lo ricordassero e quanto avesse contato per loro. Era uno studioso e un educatore serio, serissimo, ma anche simpatico, allegro, sportivo: capace di ispirare generazioni di studenti. Non trasmetteva soltanto delle conoscenze. Trasmetteva una curiosità, un modo di guardare. È bello leggere oggi che i suoi studenti ricordano lezioni che sapevano “accendere sempre una scintilla”: è esattamente il Fabrizio che ricordo anch'io.

Ma non posso ricordare Fabrizio senza ricordare il suo grande amore per la famiglia: per Rosa, per Marzia e Flavia, per Anna Maria e per i suoi fratelli. Quando conobbi Anna Maria, Fabrizio aveva poco più di trent’anni; io ne avevo ventitré. Adesso sono passati quasi cinquant'anni. In tutti questi anni abbiamo passato insieme lunghi periodi, spesso vivendo gli uni accanto agli altri. Fabrizio era diventato parte della mia vita quotidiana. È difficile rendersi conto di quanto una persona sia entrata nella propria vita finché non ci si ritrova a dover immaginare quella vita senza di lui.

Anche quest'anno Anna Maria ed io abbiamo potuto vederlo e passare un po' di tempo con lui. È stato molto difficile vederlo soffrire, ma sono grato di aver potuto salutarlo. Rimangono Rosa, Marzia e Flavia, Anna Maria, Valerio Massimo, Luigi, e tutti quelli che gli hanno voluto bene.

Rimangono i suoi allievi. E rimane anche qualcosa di lui nel paesaggio stesso: nei giardini che ha progettato, negli alberi che ha curato, nelle aree verdi di queste zone che ancora portano l'impronta del suo lavoro: il verde del centro sportivo e del polo scolastico, Villa Boschetti e le dune alberate lungo l'autostrada, i giardini di tante case e ville.

Il secondo libro delle Georgiche è un poema un poema della terra e di chi la conosce perché la frequenta, la lavora e sa distinguere ciò che vi cresce. O fortunatos nimium, sua si bona norint, agricolas. Fabrizio quei bona, credo, li conosceva. Conosceva la terra, conosceva le piante, sapeva i loro nomi. E ha lasciato dietro di sé persone e luoghi che sono migliori perché lui se ne è preso cura.

Ted Cachey / 8.30.2026
Theodore J. Cachey, Jr.
Inaugural Pizzo Family Chair in Dante Studies
Ravarino Family Director of Italian and Dante Studies
Center for Italian Studies/ Devers Family Program in Dante Studies
314 Decio Faculty Hall
University of Notre Dame
Notre Dame, Indiana 46556
574-631-5651/7501

A NOME DELLE FAMIGLIE MANFREDI E ROSI RINGRAZIAMO PER LA VICINANZA CHE ABBIAMO SENTITO DA PARTE DI TUTTI VOI IN QUESTO T...
29/08/2026

A NOME DELLE FAMIGLIE MANFREDI E ROSI RINGRAZIAMO PER LA VICINANZA CHE ABBIAMO SENTITO DA PARTE DI TUTTI VOI IN QUESTO TRISTE MOMENTO.

PIUMAZZO 29 AGOSTO 2026

IL PROF. FABRIZIO MANFREDI CI HA LASCIATO.
ANNI 80

Il Mattino di Napoli lo definì “medico delle piante”, quando scrisse di un suo intervento sulle patologie di natura fungina, batterica e virale di un importante parco pubblico, per il quale formulò una diagnosi accurata e il modo più rapido d’intervento con la cura migliore.

Fabrizio Manfredi era agronomo e fitopatologo, un ottimo professionista che prima di tutto amava le piante, di ogni genere e di ogni provenienza, messe a dimora nel giardino, o meglio nel bosco di casa a Piumazzo dove viveva e dove trascorreva ore e ore a ascoltare quella che per lui era la vera voce della natura.

Prima di diventare di ruolo, ha insegnato nelle scuole di ogni ordine e grado, alternando la professione di docente a quella di professionista nella stima di danni provocati da eventi climatici estremi.

Nel 1978 partecipò come esperto delle interazioni tra piante, suolo, clima e attività umana alla spedizione archeologica “Anabasi 78” guidata dal fratello scrittore Valerio, con un gruppo di amici, e l’obiettivo di ripercorrere la ritirata dei 10.000 soldati greci descritta da Senofonte. Una spedizione organizzata all’interno dell’Istituto di Storia Antica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e della Cattedra di Storia Greca dell’Università di Torino.

Poi insegnò all’Istituto di Istruzione Superiore Lazzaro Spallanzani di Castelfranco, con funzione da vicepreside, amato dai tantissimi alunni che ricordano riconoscenti quelle lezioni che non trasmettevano solo regole o date, ma accendevano sempre una scintilla.

E nel frattempo progettava giardini, faceva conferenze, indicava le cure per le piante malate, poi quando il computer diventò il suo strumento di lavoro fece la scelta della vita, interrompere cioè la routine dei consigli di classe e la sicurezza della cattedra con la libera professione, nella cura del verde pubblico per Comuni, Province e Regioni, intervenendo in prima persona sui cantieri o lavorando sul computer fino a notte fonda per ricreare verdi atmosfere con la stessa passione e con lo stesso amore che anni prima aveva applicato in classe.

Era stimato per la competenza e per le soluzioni puntuali che sapeva dare. Era il marito di mia sorella Rosa Vittoria, il padre delle mie nipoti Marzia e Flavia, il padrino di mio figlio Lorenzo, per me un fratello maggiore.

Era un uomo pratico, mite, profondo conoscitore della vita agreste dalla quale proveniva, dei riti, delle usanze e delle saggezze di tempi che stanno sfuggendo e rischiano di non tornare più.

Hai vissuto come un albero: saldo nelle tue radici, forte contro le tempeste e capace di offrire ombra e frutti a chi ti stava accanto.

Ciao fratello, Ti accolga la luce del Signore, trasportato alla Porta del Cielo dal volo delle farfalle che amavi tanto.

Luciano Rosi

LA TESTIMONIANZA DEL GEOM. EUGENIO ABATE

Responsabile Settore III Lavori Pubblici Tecnico Manutentivo
Comune di San Cesario sul Panaro (MO)

"Ho conosciuto il Professor Manfredi nel lontano 1994, all’epoca lavoravo in un Comune privo di regolamento per la gestione del verde pubblico ed un collega mi disse : “sai chi devi chiamare? Il Dott. Manfredi, è bravissimo, preciso, scrupoloso, è il migliore in zona, ha progettato un sacco di parchi a Vignola e in altri paesi qui vicino, vedrai che ti troverai bene”.

Non mi sono mai pentito di quella scelta, il Professore è sempre stato estremamente professionale, le sue conoscenze, le sue descrizioni e le sue spiegazioni lasciavano tutti a bocca aperta, era un piacere ascoltarlo, capire e aprire la mente, grazie ai suoi racconti ricchi di dettagli e di particolarità.

Non ha mai imposto la sua sapienza e la sua cultura, è sempre stato di una modestia unica e di una discrezione innata, in questi oltre 30 anni di rapporto professionale ci siamo sempre dati del Lei, io per rispetto e perché mi rendevo conto di aver di fronte un mostro sacro, lui perché aveva una educazione, una pazienza ed una modestia che ormai non si trova più nel nostro settore.

L’ho sempre chiamato Professore perché ogni volta che mi presentava un suo progetto od un suo lavoro non imponeva niente, ma spiegava, spiegava e spiegava e dalle sue parole traspariva la sua grande passione per il verde pubblico, per l’ambiente, per la flora in generale e per la fauna, aspetti che ha sempre voluto tutelare in tutti i posti dove ha lavorato.

San Cesario gli deve tanto, qui ha progettato le dune antirumore ultimate un paio d’anni fa, ha riqualificato le aree verdi del centro sportivo, di Case Gioia, di Via Trentennale della Resistenza, ha progettato il parco della scuola materna e della scuola media ed elementare, ha curato per anni le nostre alberature ed i nostri parchi con perizia e passione, ha censito tutto il parco di Villa Boschetti, ha sistemato vialetti ed impianti di irrigazione ed è riuscito a dare al parco della Villa l’importanza che meritava.

E’ riuscito a far avere al Comune tantissime essenze ed alberature spesso gratis, tramite gli ottimi rapporti che ha sempre avuto con tutti i vivaisti della zona, le querce più belle che ci sono a San Cesario sono frutto del suo lavoro.

Mi ha insegnato tanto, all’inizio facevo fatica a distinguere un tiglio da un palo della luce, ma il Professore è riuscito a farmi amare, tutelare e proteggere l’ambiente, il nostro verde pubblico, mi ha fatto apprezzare questi alberi magnifici che abbiamo nel nostro territorio, questi essere viventi grandi, rigogliosi, silenziosi, modesti e capaci di dare tanto benessere alla comunità ed al territorio con le loro caratteristiche innate, esattamente come il PROFESSORE.

Faccia un buon viaggio e si prepari ad un altro lavoro importante, perché sono certo che anche dove andrà riuscirà ad affascinare tutti e riuscirà ad appassionare i tecnici che troverà. Grazie"

LA TESTIMONIANZA DELL'ARCHITETTO ANDREA BENELLI DEL COMUNE DI SAN CESARIO.

"Premesso che la notizia che mi ha dato è stata per me una delle più tristi della mia vita e che mai avrei voluto ricevere, perché il Dott. Manfredi è una di quelle persone che rendono piacevole e sopportabile l’esistenza nei momenti grigi, posso senz’altro affermare, senza tema di smentita o esagerare, quanto segue:

- dal punto di vista professionale, un Dott. Agronomo esemplare per competenza e capacità, sinceramente appassionato della natura in tutte le sue forme, un vero esempio di eccellenza nella sua materia.

- Estremamente onesto, disponibile nelle emergenze anche senza ricevere alcun compenso, è stato per molti anni il punto di riferimento del Comune di San Cesario sul Panaro per quanto concerne il vastissimo tema del verde: sin dagli anni ’80-90 ha mappato il patrimonio arboreo del parco storico di Villa Boschetti, ed ha censito suddividendole per importanza, tutte le alberature presenti sul territorio comunale dato poi assunto nel PRG, proponendo anche un regolamento per il verde, credo però mai approvato.

- A lui che sino a metà degli anni ’90 collaborava con i valenti tecnici comunali Geom. Severi e Geom. Lorenzoni (che lo stimavano per le sue indubbie capacità) si deve anche l’individuazione degli alberi monumentali di questo Comune (n. 8 in origine) che la Regione pose sotto tutela con appositi decreti.

- Anche il notevole progetto per la creazione delle fasce a verde nel centro sportivo Cremonini, porta la sua firma.

- Negli anni 2000 ha poi realizzato il progetto dell’enorme opera di mitigazione (dune boscate) per la mitigazione degli effetti dell’autostrada nei tratti prossimi al centro abitato ed al centro sportivo succitato.

- Innumerevoli e sempre puntuali le sue consulenze su singole pratiche. Il suo corposo CV descrive la mole impressionante di attività che ha svolto, sia come docente, che come libero professionista.

Ecco, vorrei soffermarmi su queste ultime due parole, per sottolineare che è sempre stato una persona libera da condizionamenti di ogni tipo e con un pensiero alto, a 360° sulla realtà, privo di retorica, ipocrisia e lontano da logiche opache: il bene pubblico per il Dott. Manfredi era un concetto sacro, inviolabile, come pure il rispetto per la deontologia.

Ha sempre p***eguito l’interesse del Comune in modo corretto e rigoroso e con la franchezza che lo contraddistingueva.

A dispetto di altri suoi colleghi, ho constatato in più circostanze, che era sempre presente con grande attenzione e dispendio di tempo nei cantieri che seguiva, al fine di ottenere il massimo del risultato.

Ad un grande patrimonio di conoscenza teorica, abbinava un’azione pratica, concreta sul campo, pronto ad intervenire in diretta.

Nell’ambito della tutela delle alberature non solo monumentali, era un conservazionista, assumendosi delle responsabilità che non pochi avrebbero declinato ricorrendo a soluzioni drastiche, ma non un estremista, un fanatico del mantenere tutto e comunque, a dispetto della logica, del buon senso.

Era pertanto assai stimato anche dai funzionari dell’IBACN (fondato e presieduto dallo scomparso Prof. Ezio Raimondi) poi assorbito dalla Regione, per le sue diagnosi e proposte di intervento sempre congrue.

E’ stato attivissimo sia in ambito pubblico per tanti Enti della Provincia e oltre, che per importanti committenti privati.

Mi piace rammentare il suo progetto per la creazione di una fascia boscata lunga centinaia di metri se non chilometri a protezione della linea dell’alta velocità ferroviaria, di cui andava giustamente orgoglioso, ma sempre con misura.

Il lato umano è almeno pari a quello lavorativo: non esito a parlare di esempio di lealtà, generosità, dirittura morale, unite ad una naturale simpatia ed empatia, cordialità ed educazione.

Assolutamente mai in cattedra, ma sempre “alla mano”, pronto all’accoglienza, all’ascolto, anche verso un neo assunto come ero io quando lo conobbi.

Desidero fare un cenno anche alla sua capacità affabulatoria per la quale lo seguivo ammirato.
Ho il forte rammarico di non essere stato in grado di frequentarlo come avrei sperato, perché l’ho sempre ritenuto una persona molto buona, come poche ho conosciuto, ed un grande saggio!"

Orario Camere Ardenti Policlinico di Modena:
domenica 7,30 -12,00 14,00 - 17,00

L'ultimo saluto in basilica a Piumazzo, alle ore 9.30 di lunedì 31 agosto 2026, con partenza alle ore 9,00 dalle Camere Ardenti di Modena.







SAN CESARIO 14 AGOSTO 2026VILLA BOSCHETTI APRE QUESTA SERA RICORDANDO WILLIAM FURGERI.La Sala Grande di Villa Boschetti ...
13/08/2026

SAN CESARIO 14 AGOSTO 2026

VILLA BOSCHETTI APRE QUESTA SERA RICORDANDO WILLIAM FURGERI.

La Sala Grande di Villa Boschetti ospita una mostra-ricordo di William Furgeri, allestita per volontà della sorella Gabriella, con la collaborazione di Danilo Baccolini, il quale ha realizzato le moto in esposizione su campione di quella che William utilizzava in gara.

Apre la “NOSTRA FESTA”, la kermesse estiva di Villa Boschetti, che durerà dal 14 al 31 agosto con un vasto programma di iniziative.

L’ESPOSIZIONE-RICORDO DI WILLIAM FURGERI APRIRA’ QUESTA SERA ALLE ORE 19,30 E FINO ALLE ORE 23, PER TRE GIORNI CONSECUTIVI, CIOE’ VENERDI’, SABATO E DOMENICA.

POI TUTTI I FINE SETTIMANA, SINO ALLA CHIUSURA DELLA MANIFESTAZIONE.

William era nato a Castelfranco il 10 maggio 1951, figlio di Mario e di Anna Maria Martignoni. Abitava in Via Beccastecca 355, sul confine tra San Cesario e Castelfranco, e prima di andare soldato lavorava in un’officina meccanica.

Aveva una grandissima passione per le moto sportive, il papà gli firmò la concessione che aveva solo 16 anni e il suo debutto agonistico avvenne a 18 anni su Tecnomoto il 23 marzo 1969.

Gareggiò nell’aereo-autodromo di Modena e si mise in mostra tenendo la testa della competizione fin dall’inizio, poi p***e il controllo della moto e cadde. La gara venne vinta da Villa su Honda 50.

Qualche tempo dopo gli arrivò la cartolina di leva, partì soldato e venne inquadrato tra i paracadutisti della Folgore a Livorno.

Due mesi prima della tragedia aveva in tasca una licenza premio, che gli consentiva di gareggiare all’estero, in Francia, ma questo purtroppo non avvenne.

L’esercitazione partita da Pisa non fece ritorno.

Alle 5.45 del 9 novembre 1971 partì una missione in cooperazione con la Royal Air Force britannica, che prevedeva un volo a pelo d’acqua sul Golfo di Livorno, destinazione Sardegna, dove i paracadutisti di entrambe le forze avrebbero dovuto lanciarsi e riunirsi al suolo in una finta azione di sabotaggio.

A bordo equipaggi misti, italiani e inglesi. All’improvviso l’Hercules C130 sparì dai radar e si inabissò in mare con un orrendo boato sulle secche della Meloria.

Perirono 6 membri dell’equipaggio britannico e 46 paracadutisti della Folgore, tra i quali William Furgeri.

MOSTRA RICORDO PER NON DIMENTICARE WILLIAM FURGERI, UN PROMETTENTE PILOTA DELLA “TECNOMOTO” DI FINE ANNI’60 DEL SECOLO SCORSO.

di luciano rosi.











SAN CESARIO 12 AGOSTO 2026ECLISSI DI SOLE IN VIA MODENESE (cavalcavia per San Bernardino).di Luciano rosi.
12/08/2026

SAN CESARIO 12 AGOSTO 2026

ECLISSI DI SOLE IN VIA MODENESE (cavalcavia per San Bernardino).

di Luciano rosi.

SAN CESARIO SABATO 8 AGOSTO 2026DOPO 27 GIORNI DI CAMMINO MORENA BORSARI HA FATTO L'IMPRESA.Mi ha scritto alle 11,42 qua...
08/08/2026

SAN CESARIO SABATO 8 AGOSTO 2026

DOPO 27 GIORNI DI CAMMINO MORENA BORSARI HA FATTO L'IMPRESA.

Mi ha scritto alle 11,42 quando è arrivata a Saint Jean Pied de Port.

730/740 chilometri in 27 giorni, andando su è giù per colline, crinali e campi coltivati, andando e ritornando indietro quando mancavano le indicazioni, comunque MORENA OGGI HA FATTO L'IMPRESA:

ARRIVATA ALLA FINE, NON UN PASSO DI PIU', MA LA CONCLUSIONE DI UN PEZZO DI VITA"

SAN CESARIO E' STATO SEMPRE CON TE.

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SAN CESARIO VENERDI' 7 AGOSTO 2026OGGI  MORENA HA AFFRONTATO IL VENTISEIESIMO GIORNO DI CAMMINO SULLA VIA PODIENSIS (o G...
07/08/2026

SAN CESARIO VENERDI' 7 AGOSTO 2026

OGGI MORENA HA AFFRONTATO IL VENTISEIESIMO GIORNO DI CAMMINO SULLA VIA PODIENSIS (o GR65) IN FRANCIA E DOMANI ARRIVERA' A SAINT JEAN PIED DE PORT, LA META CHE SI ERA PREFISSATA.

DOMANI SOLO 15 CHILOMETRI E AVRA' FATTO L'IMPRESA.

"Sono sempre più vicina alla fine del mio viaggio e un turbine di emozioni mi avvolge,
ogni mio centimetro di pelle sta veramente
attraversando le emozioni più contrastanti,
lacrime, sudore, sorrisi e leggerezza
che faticherò a ritrovare altrove.

Siamo tutti pellegrini
anche senza avere mai toccato
un sasso, terra, erba della via
attraverso il nostro quotidiano,
viviamo come ci hanno "impostato"
le nostre famiglie di origine
e poi ogni giorno crescendo
cambiamo le prospettive,
ma in fondo siamo persone
che hanno solo bisogno di essere ascoltate.

Sto per tornare
dove forse non sono mai
stata davvero assente."

Si concretizza un sogno a lungo pianificato,
dopo avere lasciato a casa le certezze quotidiane,
lo strenuo lavoro,
per entrare in una dimensione essenziale,
fatta di passi uno dietro l'altro,
di riflessioni,
di incontri con se stessi.
Un'esperienza profonda che unisce spiritualità,
introspezione
e riscoperta dei valori.

FORZA MORENA, CI HAI FATTO SOGNARE, CI HAI FATTO PENARE, CI HAI FATTO CAPIRE "IL CAMMINO"
E LA TUA PERSONALE INTERPRETAZIONE
DI RICERCA MEDICA
SU UNA MALATTIA NON TANTO RARA E INVALIDANTE.
E ABBIAMO CAPITO.

SAN CESARIO E' STATO SEMPRE CON TE.

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SAN CESARIO GIOVEDI' 6 AGOSTO 2026OGGI  MORENA HA AFFRONTATO IL VENTICINQUESIMO GIORNO DI CAMMINO SULLA VIA PODIENSIS (o...
06/08/2026

SAN CESARIO GIOVEDI' 6 AGOSTO 2026

OGGI MORENA HA AFFRONTATO IL VENTICINQUESIMO GIORNO DI CAMMINO SULLA VIA PODIENSIS (o GR65) IN FRANCIA E SABATO ARRIVERA' A SAINT JEAN PIED DE PORT, LA META CHE SI ERA PREFISSATA.

L'ho persa per strada, mi aveva scritto che avrebbe fatto una tappa più lunga, o due tappe insieme, per essere sicura di arrivare sabato a Saint Jean Pied de Port, quindi oggi ha sicuramente superato Navarrenx, forse Aroue e potrebbe essere ad Aroue o a Ostabat.

Il tratto del Cammino di Santiago (Via Podiensis) da Navarrenx a Ostabat è lungo circa 36 chilometri, richiede 1 o 2 giorni di cammino e attraversa le prime verdi colline dei Pirenei atlantici e dei Paesi Baschi francesi, passando per la storica Stele di Gibraltar.

E' partita sicuramente da Navarrenx:, uno splendido borgo fortificato sul fiume Gave d'Oloron, ha attraversato villaggi e piccoli centri rurali come Charre, Lichos e forse Aroue con la sua chiesa.
La Stele di Gibraltar è il luogo simbolico in cui si uniscono i tre grandi cammini medievali di Francia, prima di proseguire verso Roncisvalle.

Il Cammino presenta una difficoltà complessiva moderata, ma richiede un buon allenamento fisico se si decide di affrontarlo in un'unica soluzione, principalmente a causa della lunghezza complessiva. Dove sia ora non lo so, non me l'ha scritto, non voglio disturbarla se sta riposando, ma il messaggio che mi aveva mandato alle 13 diceva:

"In questo viaggio, che vorrei chiamare l'esperienza avventurosa di una 54enne ottimista e fortunata, ho scelto il tratto più fondativo dei vari Cammini per Santiago, cioè il primo tratto del francese, da Le Puy en Velay a Saint Jean Pied de Port, in quanto tutti pensano che l'inizio del tratto francese sia quello che vediamo nel film di Checco Zalone (e lo credevo anch'io fino all'anno scorso) invece il tratto francese inizia 700 chilometri prima ed è quello che ho fatto questa volta.

Ho poi deciso di intrecciare la possibilità di sensibilizzare sulla CMT in modo evidente, sperando in donazioni utili alla Associazione CMTrete (che mi sta seguendo, come tutti voi).

IL 9 AGOSTO FARA' IL SUO RIENTRO IN AEREO A BOLOGNA.

FORZA MORENA SAN CESARIO E' CON TE.
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SAN CESARIO MARTEDI' 4 AGOSTO 2026OGGI  MORENA HA AFFRONTATO IL VENTITREESIMO GIORNO DI CAMMINO SULLA VIA PODIENSIS (o G...
04/08/2026

SAN CESARIO MARTEDI' 4 AGOSTO 2026

OGGI MORENA HA AFFRONTATO IL VENTITREESIMO GIORNO DI CAMMINO SULLA VIA PODIENSIS (o GR65) IN FRANCIA E FRA 4 TAPPE ARRIVERA' A SAINT JEAN PIED DE PORT, LA META CHE SI ERA PREFISSATA.

IL 9 AGOSTO FARA' IL SUO RIENTRO IN AEREO A BOLOGNA.

Con circa 620 chilometri alle spalle, in 23 giorni, ha compiuto un'impresa che tanti altri hanno fatto, o faranno, e che lei pure aveva già fatto su un itinerario diverso nel 2017.

E' istruttrice di ginnastica, ha un fisico sano e robusto, è infaticabile, ma la valenza di questa impresa è che l'ha fatta 9 anni dopo e prevalentemente in solitaria.

Lungo il percorso ha incontrato a volte un compagno o una compagna di viaggio, ma la maggior parte del tragitto lo ha compiuto da sola, con partenze ancor prima dell'alba, all'inizio con una buona temperatura, poi con il caldo torrido di questa estate rovente, poi finalmente con temperature sui 25 gradi, ma con tappe più lunghe, di 32/33 chilometri quotidiani, che spaccano le gambe.

Sola con il suo zaino di 8 chili sulle spalle, le barrette con i sali minerali, il buio della notte o il rischiarare dell'alba sola in mezzo ad un bosco. In tanti lo hanno fatto e lo faranno ancora, ma in prevalenza il "Cammino" lo fanno in compagnia, ognuno con il proprio obiettivo, con la propria motivazione interiore, con i propri piedi e le proprie gambe, ma con una parola amica di conforto di fianco.

Non credo sia semplice per una donna partire in quel modo, avventurarsi su stradine sterrate, valicare colline, scendere a valle e poi risalire in mezzo a boschi che poi lasciano lo spazio a immense praterie, senza scorgere una casa, o senza una presenza di conforto nello sforzo quotidiano, davanti o di dietro. Chissà Morena quante volte ti sei voltata per vedere se c'era qualcuno!

Morena mi sgriderà per quello che sto scrivendo, ma ripeto che non è da tutti compiere l'impresa, che innanzi tutto è stata sua, nella sua testa e nel suo spirito, che è stata anche una scelta personalissima di trascorrere le ferie camminando, sempre avanti, su e giù per viottoli a volte nemmeno segnati, e con un obiettivo preciso stampato in fronte. Una conchiglia che simboleggia Santiago de Compostela e Gino, il pinguino di gommapiuma a tenerle compagnia, penzolando avanti e indietro dallo zaino.

E noi a San Cesario siamo orgogliosi di lei, di una nostra concittadina che camminerà nelle prossime quattro tappe per arrivare alla meta di 720/730 chilometri, con una nobile intenzione: sostenere la ricerca su una malattia invalidante, che colpisce mani e piedi, ereditaria, la CMT.

Alzarsi presto al mattino, mettere nello zaino quello che serviva, mangiare quello che poteva trasportare, non riuscire a visitare certe chiese, certi monumenti per rispettare l'orario di marcia, fermarsi il meno possibile, cercare un posto dove dormire, fare la fila per ottenere un letto, lavare la sua roba, metterla ad asciugare, lavarsi e cercare di dormire con chi russava nel sonno, o parlava, o si lamentava per le vesciche ai piedi.

SI CHIAMA ALTRUISMO, SI CHIAMA GENEROSITA', SI CHIAMA PRONTEZZA A DONARSI PER UNA GIUSTA CAUSA.

La tappa da Arzacq-Arraziguet ad Arthez-de-Béarn è stata di 33 chilometri, 8 ore di cammino, con un dislivello di 450 metri circa. Un percorso collinare, vario e impegnativo, che si è sviluppato lontano dal traffico, tra campi, boschi e borghi rurali del Béarn, un paesaggio di dolci, ma continue ondulazioni tipiche della campagna francese pre-pirenaica.

Il tracciato ha evitato il più possibile le strade asfaltate principali, preferendo sentieri sterrati tra i campi coltivati, piccoli boschi e crinali che offrono vedute incantevoli. Ho attraversato piccolissimi centri, ma in prevalenza sentieri in mezzo a campagne e boschi.

"Oggi arrivare ad Arthez de Bearn è stato duro, ma meraviglioso per il variare continuo del panorama, in cresta sulle colline, o attraversando piccoli villaggi, dove ti salutano con un gesto della mano, per augurarti buon Cammino. Villaggi in prevalenza senza un solo negozio. Ogni tanto trovi acqua e bagni pubblici puliti, ma occorre portarsi dietro qualcosa da mangiare e sali minerali per integrare. La mia esperienza è sicuramente più ricca di soddisfazioni quando qualcuno mi chiede il QR CODE per fare un'offerta in favore della ricerca sulla malattia.

IL RESTO E' NATURA SILENZIOSA CHE TI AVVOLGE.

Sono scesa e poi risalita l'ultimo tratto collinare prima di entrare nell'abitato di Arthez-de-Béarn, un luogo di accoglienza per tutti i pellegrini.

MANCANO ANCORA 100 chilometri, poco più, poco meno, da percorrere entro l'8 agosto.

FORZA MORENA SAN CESARIO E' CON TE.

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SAN CESARIO LUNEDI' 3 AGOSTO 2026OGGI  MORENA HA AFFRONTATO IL VENTIDUESIMO GIORNO DI CAMMINO IN FRANCIA, PER RACCOGLIER...
03/08/2026

SAN CESARIO LUNEDI' 3 AGOSTO 2026

OGGI MORENA HA AFFRONTATO IL VENTIDUESIMO GIORNO DI CAMMINO IN FRANCIA, PER RACCOGLIERE FONDI IN FAVORE DELLA RICERCA SULLA TMT, MALATTIA CHE COLPISCE I MUSCOLI DELLE GAMBE E DEI PIEDI.

L'8 AGOSTO deve assolutamente arrivare a Saint Jean Pied de Port, perchè il giorno dopo ha l'aereo per Bologna.
MANCANO ANCORA 130 chilometri, tutti da fare con lo zaino sulle spalle.

EN CHEMIN POUR LA CMT - CHARCOT-MARIE-TOOTH -
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La tappa da Aire sur l'Adour ad Arzacq -Arraziguet è stata di circa 34 km, con un tempo di cammino di circa 8 ore e un dislivello moderato di circa 400-500 metri. Abbastanza impegnativa per via della lunghezza, ho costeggiato un lago artificiale, per poi addentrarmi tra campi di mais e i tipici sentieri geometrici tra i terreni agricoli delle Landes.

Entrata nel Béarn, il paesaggio si apre con la prima spettacolare vista sui Pirenei. Poi Miramont-Sensacq, un borgo caratteristico con una magnifica chiesa dell'XI secolo dedicata anticamente a San Giacomo, quindi Pimbo la più antica "bastide delle Landes" con una imponente chiesa e antichi lavatoi.

Infine Arzacq-Arraziguet, storica cittadina fortificata dell'XI secolo, con due piazze principali, famosa anche per la tradizione gastronomica e la "Maison du Jambon de Bayonne".

I prossimi due giorni saranno da 30 chilometri, verdi colline, chiese romaniche e monasteri, cappelle medievali e borghi fortificati, tra questi Navarrenx, tra i villaggi più belli di Francia. Con i Pirenei sullo sfondo, varcherò i confini dei Paesi Baschi francesi, fino ad arrivare alla mia meta, cioè Saint Jean Pied di Port che si trova ai piedi del Passo di Roncisvalle.

Sono arrivata ad Arzacq Arraziguet con una nuova amica francese, molto gentile e carina, con parenti che hanno la CMT-CHarcot-Marie-Tooth...che coincidenze!!!!

BON CHEMIN, BONNE ROUTE, BON COURAGE, MORENA.

Ogni contributo economico, anche piccoli importi, sarebbe fondamentale per trasformare lo slancio solidale di MORENA BORSARI in risultati concreti per la ricerca sulla CMT, malattia ereditaria invalidante, per la quale sta terminando questo lungo viaggio di 763 chilometri, poco più, poco meno, prevalentemente in solitaria, col suo zaino di 8 chili sulle spalle.

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Indirizzo

Corso Vittorio Veneto 43
San Cesario Sul Panaro
41018

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