02/06/2026
Oggi 2 giugno 2026
si Festeggia
80° della Repubblica
In Italia il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica Italiana, la principale festività civile nazionale che commemora il referendum istituzionale del 1946. In questa storica data, i cittadini italiani (comprese le donne, al loro primo voto politico nazionale) vennero chiamati alle urne per scegliere la forma di governo del Paese tra monarchia e repubblica, decretando la nascita della Repubblica. Oggi ricorre l'80° anniversario da quello storico voto.
INSEGUIRE UN SOGNO
Dedicato alla Festa della Repubblica Italiana
Il 2 giugno non celebriamo soltanto una data.
Celebriamo una scelta.
Celebriamo il giorno in cui un popolo intero, uscito dalle macerie della guerra, ebbe il coraggio di guardare al futuro e di affidare il proprio destino alla libertà, alla democrazia, alla Repubblica.
Celebriamo il giorno in cui milioni di italiani si misero in fila davanti ai seggi con la speranza negli occhi e la responsabilità nel cuore.
E celebriamo soprattutto le donne italiane.
Ottant'anni fa, per la prima volta nella storia della nostra Nazione, entrarono nelle urne come cittadine pienamente libere, pienamente protagoniste del destino del Paese. Madri, lavoratrici, insegnanti, contadine, operaie: donne che avevano conosciuto il dolore della guerra e che contribuirono a costruire la pace.
In quel voto c'era il volto dell'Italia che nasceva.
In quel voto c'era il futuro.
Da quella scelta nacque la Repubblica.
Una Repubblica costruita dal sacrificio di uomini e donne straordinari: da Alcide De Gasperi a Sandro Pertini, da Luigi Einaudi a Tina Anselmi, da Nilde Iotti a tutti coloro che, nelle istituzioni e nella società civile, hanno consacrato la propria vita al bene comune.
Ma la Repubblica non vive soltanto nei libri di storia.
La Repubblica vive ogni giorno.
Vive nelle scuole.
Vive negli ospedali.
Vive nei tribunali.
Vive nelle famiglie.
Vive nelle Forze Armate.
Vive in tutti coloro che servono qualcosa di più grande di sé stessi.
Oggi, in questa giornata che parla di valori, di identità e di appartenenza, desidero condividere una parte del mio cammino.
Perché dietro ogni uniforme c'è una storia.
E questa è la mia.
Cresciuto tra i vicoli di un piccolo Paese, il mio sguardo è sempre stato rivolto oltre l'orizzonte.
Non erano soltanto le onde a chiamarmi.
Era il desiderio di scoprire il mondo.
Non era la musica della mia terra ad accompagnare i miei sogni, ma quella internazionale: le ballate rock, le melodie epiche, le canzoni che parlavano di libertà, di coraggio, di sfide e di speranza.
Le cuffie nelle orecchie.
Il mare davanti.
Le stelle sopra di me.
Ascoltavo voci provenienti da mondi lontani e immaginavo rotte sconosciute, orizzonti da raggiungere, prove da affrontare.
Quelle note accendevano qualcosa dentro di me.
Mi dicevano che la vita non va osservata dalla riva.
Va vissuta.
Così, quando arrivò il momento, partii.
Lasciai la mia terra, la mia famiglia, le mie certezze.
Lo feci per inseguire un sogno.
Entrare nella Marina Militare fu come varcare una soglia.
Da una parte c'era il ragazzo.
Dall'altra l'uomo che avrei imparato a diventare.
All'inizio ero uno dei tanti.
Una divisa ancora troppo grande e un cuore pieno di domande.
Ma il mare è un maestro severo.
Ti mette alla prova.
Ti insegna l'umiltà.
Ti insegna la disciplina.
Ti insegna che nessuno naviga da solo.
Missione dopo missione, guardia dopo guardia, ho imparato il significato più profondo della parola "servizio".
Essere Sottufficiale non significa occupare una posizione nella gerarchia.
Significa essere un punto di riferimento.
Una presenza affidabile.
Un ponte tra l'esperienza e il futuro.
Significa guidare senza smettere di ascoltare.
Comandare senza smettere di comprendere.
In mare ho imparato il valore della fiducia assoluta.
Quando il vento aumenta, quando la notte si fa più scura, quando il mare ricorda all'uomo la propria fragilità, non esiste spazio per l'individualismo.
Esiste soltanto l'equipaggio.
Esiste la squadra.
Esiste quella fratellanza silenziosa che trasforma molti uomini in una sola forza.
Mi piace immaginare la struttura di comando come una grande orchestra.
Il Comandante è il direttore.
I Sottufficiali sono i musicisti esperti che danno forma alla partitura.
La truppa è l'anima collettiva che trasforma le note in armonia.
Insieme eseguiamo una sinfonia che non si ascolta nei teatri ma sul ponte di una nave, nelle sale operative, nei porti lontani e nelle missioni al servizio della Nazione.
È la sinfonia del dovere.
È la musica della Repubblica.
Oggi, da Luogotenente, guardo indietro con gratitudine.
Il grado è un onore.
Ma ciò che conta davvero è altro.
È sapere di aver servito.
È sapere di aver contribuito, anche solo in minima parte, a qualcosa che continuerà a vivere oltre noi.
Perché la Repubblica è questo.
Una grande staffetta tra generazioni.
Un'eredità ricevuta da chi ci ha preceduto e che abbiamo il dovere di consegnare più forte a chi verrà dopo di noi.
Noi militari ne siamo custodi.
Come lo sono gli insegnanti.
Come lo sono i medici.
Come lo sono i magistrati.
Come lo sono tutti i cittadini onesti che ogni giorno compiono il proprio dovere.
La Repubblica non appartiene a una parte.
Appartiene a tutti.
Appartiene a chi la ama.
Appartiene a chi la serve.
Appartiene a chi, anche nel silenzio, contribuisce a renderla migliore.
Per questo oggi il mio pensiero va a coloro che ci hanno preceduto.
Ai Caduti.
Ai marinai che non sono tornati.
Ai soldati che hanno servito sotto ogni cielo.
Agli uomini e alle donne che hanno costruito la libertà di cui oggi godiamo.
E va ai giovani.
A quelli che si sentono diversi.
A quelli che cercano una strada.
A quelli che guardano oltre l'orizzonte e sentono dentro di sé una chiamata.
Non abbiate paura di inseguire il vostro sogno.
Non abbiate paura della fatica.
Non abbiate paura del sacrificio.
Perché quando un sogno incontra il dovere, nasce una missione.
E quando una missione è guidata dall'amore per il proprio Paese, diventa qualcosa di più grande della nostra stessa vita.
Oggi, nel giorno della Repubblica, alzo lo sguardo verso il Tricolore.
E penso a quel lungo cammino iniziato ottant'anni fa.
Penso a chi ci ha donato la libertà.
Penso a chi la custodisce.
Penso a chi la erediterà.
E con orgoglio, con gratitudine e con fede nell'Italia, pronuncio le parole che uniscono generazioni di cittadini e servitori dello Stato:
Viva la Repubblica.
Viva la Marina Militare.
Viva le Forze Armate.
Viva il Popolo Italiano.
Viva l'Italia.
Luogotenente (r)
Donadio Pietro
Marina Militare