13/05/2026
Democrazia o Propaganda? Il Caso San Filippo Neri scuote San Benedetto
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il clima elettorale in Riviera si fa rovente e, al centro della tempesta, finisce la gestione democratica dei quartieri. L’onorevole Giorgio Fede, candidato sindaco per la coalizione di Centro-sinistra (Campo Largo), ha espresso una profonda delusione a seguito della sua esclusione da un importante momento di confronto nel quartiere San Filippo Neri.
Al centro della polemica c’è l'iniziativa prevista per domenica 17 maggio 2026 presso il Parco di via Ferri, come evidenziato nella locandina.
Un quartiere "blindato" dalla politica?
Secondo l’onorevole Fede, l'atteggiamento della presidenza di quartiere avrebbe tradito la sua funzione originaria. Il comitato di quartiere dovrebbe essere, per definizione, la casa di tutti i cittadini, un luogo di ascolto neutrale e un ponte verso l'amministrazione, indipendentemente dal colore politico.
Tuttavia, i fatti sembrano narrare una storia diversa:
• Esclusione del Centro-sinistra: Giorgio Fede lamenta una deliberata estromissione che impedisce alla coalizione di Campo Largo di dialogare equamente con i residenti di San Filippo Neri.
• Conflitto di Interessi: La critica si sposta sulla figura del presidente di quartiere (indicato come Roberto Vesperini nella locandina il quale risulta ufficialmente candidato come consigliere per Forza Italia.
• Il Ruolo Istituzionale: Fede sottolinea che un presidente di quartiere non può agire come "comandante" o referente di una sola parte politica, trasformando un'istituzione civica in una segreteria elettorale.
L’appello di Giorgio Fede: "Un passo indietro per la democrazia"
L’onorevole è stato categorico: questa gestione non rappresenta la democrazia. La sovrapposizione tra il ruolo di garanzia (il quartiere) e la militanza attiva (la candidatura con Forza Italia) crea un corto circuito che lede la trasparenza delle elezioni comunali.
Il presidente di quartiere non può e non deve essere il portavoce di una fazione," sembra emergere dalle parole di Fede. "Se si sceglie la strada della candidatura politica partitica, occorre avere l'onestà intellettuale di fare un passo indietro dalla guida del quartiere per evitare che l'istituzione venga usata come un piedistallo elettorale.
Quello che viene presentato come un incontro di quartiere il 17 maggio, appare a molti come un vero e proprio comizio elettorale di Forza Italia. Il rischio, per San Benedetto, è che il tessuto sociale dei quartieri venga lacerato da ambizioni personali, trasformando i presidenti in "capibastone" politici anziché servitori della comunità.
La democrazia richiede confronto, non esclusione. La domanda che resta sospesa tra le vie di San Filippo Neri è semplice: il quartiere appartiene ai suoi cittadini o a chi ne detiene momentaneamente le chiavi per scopi elettorali?