04/06/2024
📢COMUNICATO STAMPA 📢
Lunedì 10 giugno alle ore 11:30 le famiglie arcobaleno scendono in piazza fronte F.S. Santa Lucia di Venezia per rinnovare l’appello alla politica di riconoscere alle coppie omoaffettive il diritto di essere genitori fin dalla nascita dei propri figli.
Lunedì 10 giugno la Corte d’appello di Venezia esaminerà il ricorso del Ministero dell'interno presentato a marzo a seguito della sentenza del Tribunale di Padova, che rigettava le 37 impugnazioni contro altrettante bambine e bambini nati nella città patavina e registrati alla nascita dal Sindaco Giordani. Tutti i certificati sono stati regolarmente formati grazie al riconoscimento della piena genitorialità della famiglia omogenitoriale femminile, e ora rischiano di essere annullati perché riconoscere i genitori dello stesso genere è considerato “un pericolo per la pubblica sicurezza”.
La cancellazione degli atti di nascita già formati potrebbe comportare pesantissimi danni prima di tutto nei confronti dei minori: l’identità famigliare, la tutela legale, la stabilità affettiva e sociale verrebbero a mancare qualora la Corte d’appello decida di accogliere l’istanza del Ministero. Il minore rischia di perdere un genitore che ha determinato il suo concepimento e si è assunto la responsabilità di metterlo al mondo.
“Leggiamo troppe volte una visione semplicistica delle conseguenze delle impugnazioni, come ad esempio la paura di vedere cancellato il proprio cognome dal certificato di nascita del figlio. Qui non si tratta di egoismo ed il vuoto legislativo non riguarda solo le “mamme di Padova”. Noi, genitori arcobaleno, temiamo di non poter aiutare a salvare la vita ai nostri figli in caso di emergenza sanitaria, temiamo di essere estromessi dalla vita del figlio in caso di separazione conflittuale, temiamo di non poter ottenere l’adozione in caso di rifiuto da parte del genitore legale, e ancora temiamo di non poter lasciare nulla al nostro bambino in caso di morte prematura o di vedersi portare via i figli perché considerati orfani in caso di morte dell’unico genitore legale. Tutto questo non succede ora alle famiglie con il pieno riconoscimento alla nascita perché tutte e due le madri hanno gli stessi diritti e doveri verso il minore. E così dovrebbe essere per tutte le coppie omoaffettive. Questo è il nostro obiettivo principale.
A nome di tutte e tutti, scendiamo in piazza per combattere la discriminazione istituzionale con i nostri corpi, con le nostre voci e con il nostro amore in difesa delle nostre figlie e figli, perché “siamo tutte famiglie”!”
P.S.. AL termine del sit-in verso le ore 12:30 è prevista un'azione a sorpresa