29/07/2026
In uno degli ultimi lavori che ho fatto
sono entrata in una casa per raccontare un nuovo pezzo
della loro storia.
Ma prima ancora di prendere in mano la macchina fotografica,
il mio sguardo si è fermato su una mensola.
Lì c’erano fotografie ovunque.
Fotografie vissute.
Di quelle che non sono semplicemente appese a una parete
o appoggiate su un mobile,
ma che fanno parte di una casa.
Mi sono chiesta quante storie fossero racchiuse lì dentro.
Quante risate.
Quanti abbracci.
Quante emozioni.
Ed è lì che ho realizzato qualcosa che, in fondo,
avevo sempre sentito.
Il posto più bello per una fotografia non è un album.
È una casa.
Perché una fotografia stampata non aspetta
che qualcuno decida di andarla a cercare.
È lì.
Ci accompagna nelle giornate ed entra silenziosamente
nella nostra quotidianità.
Spesso basta anche solo uno sguardo distratto per farci ritrovare un’emozione che pensavamo lontana.
È anche questo il motivo per cui amo così tanto il mio lavoro.
Mi piace immaginare il viaggio che una fotografia può fare dopo, quando entra in una casa e continua a vivere
insieme a chi l’ha scelta.
Perché una fotografia non serve soltanto
a ricordarci da dove veniamo.
Serve anche a ricordarci ciò che vogliamo continuare
a portare con noi.