10/02/2019
Posto questa fotografia con un suo particolare ingrandito, non perchè la ritenga ben riuscita o particolarmente attraente, ma per parlare dell'importanza della dimensione delle immagini, e delle difficoltà che s'incontrano quando si usa la pellicola anzichè il digitale. Questa inquadratura è stata scattata con un filtro giallo standard nel tardo pomeriggio. Tra fattore filtro ediaframma molto chiuso che garantisse una adeguata nitidezza, sia al primo piano in basso a sx, sia al tronco dell'albero illuminato sullo sfondo, è venuta fuori una esposizione di 4". In realtà nei 4" ho compreso anche l'effetto Shwartzshild che la FP4 ha dal secondo in poi. Dopo aver settato la fotocamera e misurato le luminanze dell'inquadratura ho dovuto attendere il momento adatto per scattare; il problema è nato dal fatto che essendo in un tardo pomeriggio estivo, nonostante mi trovassi in Sabina , non ho messo in conto il famoso "Ponentino" classico a Roma :D. Tra il momento in cui ho determinato l'esposizione e quando ho scattato la foto sono passati dei minuti; ho dovuto attendere che la vegetazione fosse immobile e non scossa dal vento. Nel frattempo la luce è cambiata, e dei raggi di luce che colpivano alcuni punti sui ciottoli a fianco del ruscello sono spariti. Quando ho visualizzato questa immagine l'ho immaginata stampata molto grande almeno 60x60 per enfatizzare i dettagli presenti nell'inquadratura. Vista su un monitor o sullo schermo di uno smartphone, a mio avviso, una immagine di questo tipo ne soffre, è penalizzata. Vi allego un particolare del file Raw scansionato di dimensione 1200mm x1200mm a 240ppi (il file pesa oltre 112MB). Credo che questo sia un esempio nel quale una foto stampata in grandi dimensioni riesce a trasferire all'osservatore una quantità d'informazioni che una stampa di formato standard o una vista a monitor affievoliscono e sviliscono. Anche cornici e passpartout, di vario tono e colore, ricoprono una notevole rilevanza per esaltare le caratteristiche delle immagini in generale.