27/07/2026
Ieri ho avuto l’onore di partecipare a uno dei momenti più emozionanti e identitari della nostra città: il ritorno della Madonna Fiumarola, la Madonna de’ Noantri, lungo il Tevere.
Una tradizione che affonda le sue radici nel Cinquecento, quando – secondo la tradizione – una statua della Vergine venne ritrovata tra le acque del fiume da alcuni pescatori e divenne la protettrice dei trasteverini. Da allora questa processione continua a raccontare la storia di un popolo, del suo quartiere e del profondo legame con il Tevere.
Essere trasteverino significa custodire questa memoria, tramandarla e viverla ogni anno con lo stesso rispetto e la stessa emozione. Ed essere confratello rappresenta per me un motivo di orgoglio ancora più grande: è un impegno a preservare una tradizione che appartiene non solo alla fede, ma anche all’identità culturale e popolare di Roma.
Custodire queste tradizioni significa custodire l’anima di Trastevere. Perché una città vive davvero quando sa ricordare la propria storia, rispettare le proprie radici e trasmetterle a chi verrà dopo di noi.