Maurizia Rossi photography

Maurizia Rossi photography www.mauriziarossi.it
Servizi fotografici in stile spontaneo che raccontano la vostra storia
(1)

A me viene mal di stomaco
08/06/2026

A me viene mal di stomaco

A 16 anni un uomo mi ha offerto dei soldi per "dormire" con lui, a 14 anni un uomo sul bus mi ha toccato il c**o, dai 12 anni in sù, da quando il mio corpo è cambiato con l'arrivo delle mestruazioni, sono stata oggetto di sguardi e pensieri, di uomini per strada, in macchina o su qualche impalcatura.
I miei genitori e non per cattiveria, più per pudore e vergogna, hanno sempre evitato di spiegare "certe cose" così, io son cresciuta con il pensiero che forse il mio corpo fosse sbagliato, troppo precoce, troppo provocante, troppo. Questo ha fatto sì che per anni non vivessi serena né con il mio aspetto, né con gli uomini ( alcuni miei ex hanno iniziato terapia per me😅).

Chissà cosa sarebbe accaduto se a scuola avessimo avuto qualcuno che ci raccontasse i cambiamenti fisici, ormonali, il consenso, il rapporto con i maschi, i loro e i nostri bisogni, l'adolescenza, l'amore, il sesso, l'abbattimento degli stereotipi, i limiti.

Da ieri il ddl Valditara sull'argomento, è diventata legge: assolutamente proibito parlarne alla scuola infanzia e primaria e alle secondaria e alle superiori solo ed esclusivamente dopo la visione della documentazione da parte dei genitori e la loro firma di assenso.
Pensate possa essere così sbagliato raccontare alle bambine la differenza tra maschio e femmina o spiegare loro che alcune parti del corpo devono non essere toccate da altri? Pensate possa essere così sbagliato spiegare agli adolescenti perché il loro corpo cambia, perché ci sono dei bisogni, che cosa sia lo spermarca o quanto sia importante l'igiene durante il ciclo?
Pensate sul serio che ci sarà parità di educazione se un genitore firmerà e l'altro no? E chi non firmerà saremo sicuri che parlerà con i propri figli?

C'è un incremento negli ultimi anni di ragazze, o meglio bambine tredicenni, che si recano ad interrompere gravidanze come se andassero da un dentista , c'è un incremento di violenza , di malattie sessualmente trasmissibili scomparse ma ricomparse, a volte le famiglie non arrivano dove potrebbe arrivare la scuola, perché la scuola la scegli, le famiglie no. Sarebbero stati degli esperti quindi medici, educatori, sessuologi a scendere in campo istituendo un patto con le istituzioni scolastiche per parlare con i nostri figli, i nostri ragazzi di cose che con noi non avrebbero mai parlato, pensiamo sempre di avere dalla nostra parte il dialogo, ma sappiamo benissimo che non è così, non ci avrebbero sostituito nel nostro compito educativo, ci avrebbero semplicemente sostenuto e aiutato.
E allora probabilmente i ragazzi continueranno ad imparare il sesso con i p***o, con il sentito dire, con le canzoni sbagliate, li vogliamo adultizzati per manlevarci da responsabilità, ma poi li lasciamo in balia dell'ignoranza.
Avevamo l'occasione per riscattarci in un mondo che sta andando a rotoli ma la paura dell'ignoto, di non avere il controllo delle cose e di un'idea antiquata, sciatta e retrograda di politica e di vita, ci fa stare fermi ai blocchi di partenza.
È allora oggi che mi auguro una vera rivoluzione di pensiero, del cambiare paradigma, di spodestare i culi da quelle sedie politiche come quel giorno sull'autobus quando mi sono alzata e ho cambiato posto, mi auguro la rivoluzione dei ragazzi e quella delle ragazze, perché non c'è nulla di più potente di una ragazza adolescente ( cit.)

E' gia'.... la fotografia e' un atto politico...
23/05/2026

E' gia'.... la fotografia e' un atto politico...

“Quando fotografo, io faccio un'azione che è di comunicazione ma anche politica e sociale, economica. È questo, di fondo, il mio discorso, il mio viaggio continuo.”
Un anno fa ci ha lasciati Sebastião Salgado, un omaggio a lui, al suo percorso, alla profondità del suo sguardo inconfondibile.
La citazione è tratta da una conversazione avvenuta nei primi anni del Duemila, in occasione della presentazione a Milano del suo lavoro più recente all'epoca, In cammino, e per parlare del suo libro Terra, con Alessandra Mauro.
Ritratto di Sebastião Salgado, 2019. © Renato Amoroso

La luce e il contemporaneo inaccettabile, inconfessabile dramma  dell'essere madre
10/05/2026

La luce e il contemporaneo inaccettabile, inconfessabile dramma dell'essere madre

Sono nato per la caparbia ostinazione di mia madre. Il suo utero non reggeva il peso dei bambini che ospitava. Quando toccò a me, decise che ogni sua cellula avrebbe lavorato a non perdermi. È rimasta 9 mesi immobile a letto, pur di generarmi. Vinse lei. Eppure ho sempre avuto la sensazione che nascendo le avessi guastato l’esistenza. Lo so, un figlio non possiede la distanza per misurare la felicità dei propri genitori. Eppure continuo a pensare che mia madre, scienziata, bellissima, austera, fosse destinata ai viaggi, alle avventure, alle occasioni. Accademicamente ha ottenuto tutto ciò che si poteva: riconoscimenti, studi, persino un minerale che porta il suo nome. Ma i figli inchiodano alla liturgia della quotidianità familiare, alle menzogne per andare avanti, alle rinunce che si fingono scelte, all’obbligo di adattarsi. Un figlio dà senso a una vita, viene detto, ma non restituisce i sonni tranquilli che ha consumato. Non restituisce la leggerezza della libertà, né salva dall’ansia che consuma l’impalcatura dell’esistenza. E soprattutto non scioglie quella forma segreta di colpa che molte madri e padri portano dentro senza confessarla mai: la colpa di aver desiderato un’altra vita, di pentirsi d’essere genitori. Se lei non avesse scelto di generarmi, avrebbe avuto un’altra vita assai migliore e io avrei la pace di non essere mai nato. Avere due figli significò che la sua esistenza divenne meno vasta, costretta al necessario; e ogni giorno fu una trattativa silenziosa con la donna che avrebbe potuto diventare. La maternità viene sempre raccontata con slancio poetico. È invece, soprattutto, un dramma: lo dico da figlio. Mia madre, probabilmente, respingerebbe quasi tutto ciò che sto dicendo. E avrebbe ragione anche lei. Perché la maternità contiene ciò che nessuna parola riesce a trattenere: sacrificio e grazia, prigionia e salvezza, perdita e smisurata dedizione. In questi giorni di retorica gridata e deliziosi omaggi, sale in me il desiderio di scusarmi con mia madre per essere nato. Non l’ho deciso io, ovviamente, di nascere ma sono stato comunque la sua rinuncia e un pozzo di guai. Se non ci fossi stato, mia madre avrebbe avuto una vita di gran lunga migliore.

Ci sono radici che non fanno rumore.Ma restano dentro tutto quello che diventiamo.Tre generazioni.Tre vite diverse.Eppur...
07/05/2026

Ci sono radici che non fanno rumore.
Ma restano dentro tutto quello che diventiamo.

Tre generazioni.
Tre vite diverse.
Eppure la stessa traccia che continua.

Uno sguardo.
Una forza silenziosa.
Un modo di restare.

Non è nostalgia.
Non è “fare una foto insieme”.

È fermare qualcosa che esiste da sempre, prima ancora che qualcuno imparasse a chiamarlo amore.

RADICE
È ciò che ti ha costruita, anche quando non te ne sei accorta.

Maurizia Rossi Photography✨
📞3286783205

🤩😍🤩
04/05/2026

🤩😍🤩

Indirizzo

Via Giovanni Ciampini 83
Rome

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Maurizia Rossi photography pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Maurizia Rossi photography:

Condividi