27/08/2026
OGGI DIRETTAMENTE DALL'ISOLA DI LANZAROTE: Grazie Alfredo per questo short su questa specie di granchi unica nel suo genere.
Sembra un granchio. Vive nel buio. E la cosa più incredibile è che i suoi occhi non sono semplicemente “spariti”.
I cosiddetti granchi ciechi non appartengono a una sola specie. Alcuni crostacei cavernicoli hanno occhi fortemente ridotti o non funzionali e, in molti casi, hanno perso quasi completamente la pigmentazione.
Ma attenzione: “cieco” non significa necessariamente senza occhi.
Phasmon typhlops, piccolo granchio d’acqua dolce delle grotte del Guangxi, in Cina, possiede occhi vestigiali privi di pigmento. La sua linea evolutiva si sarebbe separata dagli altri potamidi circa 10,8 milioni di anni fa.
Nel 2024 è stato descritto Ngan mayla, un granchio cavernicolo del Borneo completamente cieco e depigmentato, con appendici allungate: caratteristiche estreme associate alla vita permanente nelle grotte.
E poi c’è Munidopsis polymorpha, il celebre “jameito” di Lanzarote. Vive nelle cavità laviche del sistema di La Corona ed è quasi completamente depigmentato. I suoi occhi sono fortemente ridotti, ma possono ancora percepire la luce.
Ed è qui che l’evoluzione diventa spettacolare: in un ambiente dove la luce praticamente non esiste, vedere serve sempre meno. Nel corso di milioni di anni, la selezione naturale e la deriva genetica possono favorire la riduzione degli occhi e della pigmentazione, mentre diventano più importanti altri sistemi sensoriali.
In pratica, il buio non ha semplicemente “tolto” la vista: ha cambiato il modo in cui questi animali percepiscono il mondo.
La natura non smette di funzionare quando manca la luce. Cambia le regole.
Be Wild, My Friend, Always.