07/04/2026
Ritratti di Poesia 10 Aprile 2026 Auditorium della Conciliazione vi aspettiamo!
19:45 – Incontro con Paola Turci, a cura di Federica Gentile
live set di Paola Turci per voce e chitarra
l’ingresso è libero fino a esaurimento posti
prenotazione obbligatoria all’esterno della struttura dalle ore 19:00
La poesia è una fonte da cui attingo, che mi nutre e che si trasforma in qualcosa di autenticamente mio. È (anche) da lì che nascono le mie parole. È stata spesso il riflesso dei miei sentimenti: in adolescenza mi ritrovavo nel disagio e nella malinconia di poeti come Leopardi, Pavese o Montale. Una poesia che ho amato molto di quest’ultimo è tratta dalla raccolta Ossi di seppia e si intitola “Spesso il male di vivere ho incontrato”:
“Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.”
Crescendo ho imparato ad amare Walt Whitman, John Keats, Percy Bysshe Shelley (a una sua poesia è ispirata una mia vecchia canzone, Con una chitarra, Jane, in cui la chitarra è un simbolo di connessione spirituale che rappresenta l’arte che si trasforma in musica e Jane è vista come colei che accende quell’armonia. Un chiaro esempio di come poesia e musica si intreccino).
Oggi leggo (e rileggo) le poesie di Patrizia Cavalli e di Wislawa Szymborska, tra gli altri. Mi capita spesso di rileggere anche testi di artisti che sono vere e proprie poesie: da Nick Cave a Patti Smith (ispirata lei stessa da Rimbaud, Rilke e Garcia Lorca), Leonard Cohen, Fabrizio De André.
Perché in fondo le poesie sono emozioni che cantano.
Paola Turci
Foto di Julian Hargreaves