24/01/2021
La Storia di Fabrizia
Il jazz è stato fondamentale per la mia emancipazione.
Ho scoperto gli artisti e, grazie alla loro musica, ho viaggiato prima mentalmente, poi fisicamente, nelle città dove è nato e si è diffuso.
Per questo ho scelto "In A Sentimental Mood" di Duke Ellington e John Coltrane.
Quando ero troppo piccola per guidare, chiedevo ai miei genitori un passaggio a Villa Celimontana per ascoltare i concerti.
Partecipavo da sola, cosa che faccio ancora oggi.
Grazie alla musica ho guadagnato l'indipendenza dal mio microcosmo, dai miei amici e dalla mia bolla sociale, emancipandomi.
Nel 2010 ero a Londra, passeggiavo per Camden Town con una mia amica.
Dietro la porta di una piccola palestra abbiamo visto un gruppo di persone ballare con passione lo Swing.
Fu un vero e proprio colpo di fulmine.
Tornata a Roma, mi sono iscritta subito ad un corso e, nel giro di poco tempo, mi sono unita a un collettivo nascente, lo Swing Circus, con una missione: Questo mondo, così potente, sia a livello musicale che sociale, doveva diventare di tutti, dovevo condividerlo.
Siamo partiti organizzando le serate la Domenica al Circolo degli Artisti, è stato un periodo bellissimo.
Successivamente, con il collettivo abbiamo partecipato a un progetto mondiale - I Charleston the World -, in cui le varie comunità di Lindy Hop giravano e caricavano un video dal proprio paese, raccontando il movimento nella propria città.
Il percorso con Swing Circus è culminato nel Capodanno del 2015.
Quella sera abbiamo allestito due palchi su via dei Fori Imperiali con annesse due grandi orchestre, coinvolgendo ballerini e musicisti e portando la grande festa del Lindy Hop al centro della capitale.
Spero che club possano riaprire quanto prima.
È lì che nascono le cose.
Il mio percorso con il Lindy Hop è nato per strada, dietro l'uscio di una palestra di Camden Town.
Grazie alla musica dal vivo si possono aprire tante porte, non solo sul piano musicale, ma anche su quello sociale e culturale.
Privati di queste dimensioni fondamentali siamo tutti più tristi, e anche più poveri.