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22/04/2021
Tanti auguri Roma per il tuo 2754 compleanno.Anche se sono un uomo qualunque, mi sento davvero speciale per aver avuto i...
21/04/2021

Tanti auguri Roma per il tuo 2754 compleanno.

Anche se sono un uomo qualunque, mi sento davvero speciale per aver avuto il privilegio di nascere e vivere da Te. Girare per i tuoi vicoli e piazze è sempre un’emozione. Quando meno te lo aspetti vieni proiettato indietro nel tempo e strane atmosfere ti circondano. Pare quasi di sentire delle voci che dal passato ti vogliono dire qualcosa. Fantasmi di personaggi famosi ti sfiorano e allora onore, coraggio, senso della famiglia e amore per Te entrano in me per farmi rivivere tempi che sono passati ma di cui sento la nostalgia e per i quali nutro la speranza che presto ritornino. Sensazioni e ricordi speciali affollano la mia mente ma non trovo le parole per esprimerle come vorrei. Allora voglio chiudere con un augurio per Te proponendo un brano del Carmen Saeculare , cantato il 3 giugno del 17 a.C. sul Palatino e sul Campidoglio da un coro di 27 fanciulli e 27 fanciulle in ricordo di un rito votivo contro le pestilenze (autentiche e micidiali), legato al secolo etrusco. Il Carmen fu commissionato ad Orazio da Augusto

Alme Sol, curru nitido diem qui
promis et
celas aliusque et idem
nasceris, possis nihil urbe Roma
visere maius.

Divino Sole , che con il carro luminoso
trai fuori il giorno
e lo nascondi e diverso ed uguale sorgi,
nulla più grande di Roma
Possa tu vedere

Mi sembra l’occasione giusta per riproporvi l’ingrandimento del rovescio del denario emesso intorno al 140 a.C. da Sextus Pompeius Fostulus. Sulla medaglia vediamo Romolo, fondatore di Roma, e il suo fratello gemello Remo, figli del Dio Marte e della vestale Rea Silvia, allattati dalla lupa che li osserva amorevolmente con la testa girata. Di fianco a loro il pastore Faustolo che poi li porterà nella sua capanna dove li alleverà insieme alla moglie Acca Larentia. Sullo sfondo il fico ruminale tra i cui rami c’è un picchio, animale sacro a Marte. Secondo la leggenda tra le sue radici durante un’alluvione del Tevere si sarebbe arenata la cesta dentro la quale erano stati abbandonati i gemelli .
L’insegnamento che possiamo trarre da questa scena è che all’origine di Roma ci sono persone semplici come Faustolo e Acca Larentia, legati a un mondo di pastorizia ed agricoltura da cui derivano i valori che l’hanno fatto grande.

BUON COMPLEANNO ROMA FARO DELL’UMAN ITA’

LA CORNIOLALa corniola è una varietà molto nota di calcedonio, appartenente alla famiglia dei quarzi criptocristallini. ...
18/04/2021

LA CORNIOLA

La corniola è una varietà molto nota di calcedonio, appartenente alla famiglia dei quarzi criptocristallini.
Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia , ci spiega che le pietre preziose erano state create dalla natura non solo per scopi decorativi e frivoli, ma anche per essere incise. L’incisione sulla pietra di un soggetto, scelto dal committente, crea un processo di simbiosi tale che la personalizza e la rende tutt'uno con il possessore che la indossa , trasferendogli le virtu' o i difetti che le gemma possiede . E’ noto ad esempio che nella Roma dei tempi di Nerone o di altri Imperatori a lui simili , i potenti di governo che cadevano in disgrazia avevano ben poche speranze di sfuggire alla morte o al suicidio. In questo caso era un atto obbligato quello della rottura dei loro sigilli per evitare che l’influenza ritenuta nefasta del defunto trasmigrasse in altri perpetuandosi.
L’arte di incidere le pietre era conosciuta con il nome di glittica e richiedeva una grande abilità dovuta alla difficoltà di lavorare su materiali durissimi e di piccole dimensi Incisori famosi di pietre dure furono il Greco Pirgotele che incise tra le altre la pietra da suggello di Alessandro Magno; Satireio dell'epoca di Tolomeo I; Dioscuride , originario dell'Asia Minore , contemporaneo di Augusto al quale forse consegno' il primo anello imperiale.
La tecnica usata dagli antichi incisori consisteva nel lavorare le pietre grezze prima dandogli la forma voluta, in genere ovale , da inserire alla fine del lavoro nel castone dell’anello o di altre montature , quindi la si lucidava con polveri abrasive provenienti da pietre di uguale o maggiore durezza , dopo di che si procedeva al lavoro di incisione con un trapano ad archetto con punte di ferro duro che , per vincere la durezza della pietra , erano intrise di piccoli diamanti provenienti in antichita’ dalla sola India con la quale l' Impero romano aveva costanti contatti economici , oppure con smeriglio proveniente dalla Grecia intriso di olio per ridurre l' attrito . Il motivo per cui si sono trovate migliaia di antiche pietre incise , quasi sempre senza anello , nel corso degli scavi secolari , e' perché in massima parte venivano tolte e gettate via perché ritenute senza valore , da chi cercava solo oro e argento , come dai Barbari nei tempi delle invasioni , solo in minima parte dipendeva invece da distacco naturale dal castone .
Se siete interessati potrete trovare una buona scelta di corniole su arkeosshop.com

L’origine di Roma, come ce l’hanno tramandata poeti e scrittori antichi è avvolta tra misteri e leggende. I simboli dell...
31/03/2021

L’origine di Roma, come ce l’hanno tramandata poeti e scrittori antichi è avvolta tra misteri e leggende. I simboli della sua nascita vennero diffusi in tutto il territorio del mondo romano. Come strumento di messaggio universale venne utilizzata anche la coniazione delle monete che per loro natura circolavano anche nei paesi confinanti con i quali venivano intrattenuti rapporti commerciali. Quella che vi vogliamo proporre è l’ingrandimento del rovescio del denario emesso intorno al 140 a.C. da Sextus Pompeius Fostulus. Sulla medaglia vediamo Romolo, fondatore di Roma, e il suo fratello gemello Remo, figli del Dio Marte e della vestale Rea Silvia, allattati dalla lupa che li osserva amorevolmente con la testa girata. Di fianco a loro il pastore Faustolo che poi li porterà nella sua capanna dove li alleverà insieme alla moglie Acca Larentia. Sullo sfondo il fico ruminale tra i cui rami c’è un picchio, animale sacro a Marte. Secondo la leggenda tra le sue radici durante un’alluvione del Tevere si sarebbe arenata la cesta dentro la quale erano stati abbandonati i gemelli .

LUCERNEMi piace iniziare a parlare delle lucerne  con l’epigramma  n. 39  del libro XIV degli Apophoreta di  Marziale:“”...
16/03/2021

LUCERNE

Mi piace iniziare a parlare delle lucerne con l’epigramma n. 39 del libro XIV degli Apophoreta di Marziale:
“” Dulcis conscia lectuli lucerna
quidquid vis facias licet, tacebo””

Ti è concesso fare qualunque cosa tu desideri, io, la lucerna
testimone e complice della delizia del lettucciio, tacerò

Il verso dà alla lucerna quel senso di assistere allo scorrere della vita senza giudicare quello che sia lecito o no. Sono giunte a noi lucerne in terracotta o bronzo. Le forme sono le più disparate come pure le decorazioni di cui sono impreziosite. L’utilizzo non è solo limitato a quello pratico di fare luce ma anche a fini rituali o addirittura magici e misterici. A tale ultimo proposito è interessante la collezione custodita nel complesso museale delle Terme di Diocleziano di Roma. Essa è formata da piccole lucerne con la superficie perlinata utilizzate per malefici o filtri di amore. Spesso sono testimonianza dell’aspetto dei monumenti antichi o ci tramandano i simboli dei rituali religiosi. Sotto il primo aspetto è interessante la fedele riproduzione che abbiamo in negozio di una lucerna in terracotta attualmente esposta nel British Museum di Londra. Realizzata tra il 175 e il 225 d.C., raffigura una corsa di quadrighe nel Circo Massimo di Roma, identificabile dagli ornamenta presenti sulla spina : le mete, Cibele su leone , statua di divinità su colonna, obelisco, ova . Si notano riprodotti dettagli architettonici come i carceres (stalli di partenza delle quadrighe) ben in evidenza ruotando la lucerna. La rotazione permette anche di ricreare il movimento dei carri. Nel tratto di cavea visibile, sia nei seggi inferiori che tra le arcate della superiore galleria a colonne, parte di quella folla di spettatori, la quale con entusiasmo e passione prendeva parte alle gare delle fazioni ed al trionfo del vincitore.
https://www.arkeosshop.com/lucerne/

OMBRA DELLA SERA.OMBRA DELLA SERA è una statuetta votiva etrusca realizzata in bronzo, proveniente dall’antica Velathri,...
12/03/2021

OMBRA DELLA SERA.

OMBRA DELLA SERA è una statuetta votiva etrusca realizzata in bronzo, proveniente dall’antica Velathri, nome etrusco dell’attuale Volterra dove nel museo Guarnacci è possibile ammirarla. Il nome sembra sia stato dato dal poeta Gabriele D’Annunzio che in essa vedeva riprodotta l’ombra allungata che viene proiettata sul terreno con la luce radente del tramonto. L’opera rappresenta una figura maschile nuda alta cm 57,5. La particolarità è data dalla forma allungata del corpo ad eccezione della testa che mantiene le giuste proporzioni. La qualità dell’opera ha affascinato archeologici, scienziati e letterati tanto da far dubitare che fosse un originale etrusco. Ma recentemente gli esami condotti nei laboratori di fisica applicata del Cnr di Firenze hanno stabilito che il manufatto risale proprio a quel periodo. Questo stile così moderno per una scultura antica ha ispirato chiaramente Alberto Giacometti, famoso scultore svizzero del novecento nel realizzare la sua Donna in Piedi. Circa il suo rinvenimento la storia è molto articolata. Divenne famosa nel 1737 quando lo studioso fiorentino Anton Francesco Gori pubblicò il suo Museum Etruscum dove l’Ombra viene elencata come divinità. Apparteneva a Filippo Buonarroti, pronipote di Michelangelo, erudito fiorentino e possessore di una notevole collezione di antichità. La scultura passò poi nella collezione del monsignor Mario Guarnacci che nel 1761 la donò alla città di Volterra costituendo il nucleo principale del museo etrusco che da lui prese il nome. Lo sguardo enigmatico ed il sorriso misterioso sono magnetici ed imperscrutabili tanto da accomunarlo alla Gioconda. La sproporzione tra il corpo e la testa sembra incarnare l’incontrarsi del sogno con il reale. Forma stravolta che comunque mantiene la proporzionalità della figura umana negli arti dando un senso di armonia non pensabile in un corpo così trasformato. Circa la sua identità potremmo rifarci al mito di Tagete, figlio di Genio e della Terra. Secondo il mito mentre un contadino zappava la terra vide una zolla alzarsi e trasformarsi in un fanciullo che poi si dimostrò di grande saggezza e possessore di virtù profetiche. Insegnò agli uomini l’arte della divinazione e i riti per comunicare con gli dei. I suoi insegnamenti furono alla base dello sviluppo veloce della civiltà degli Etruschi.
Se siete interessati

CORONA TRIUMPHALISLa corona Triumphalis era in oro a forma di rami di alloro ed era donata al generale vittorioso dichia...
09/03/2021

CORONA TRIUMPHALIS
La corona Triumphalis era in oro a forma di rami di alloro ed era donata al generale vittorioso dichiarato imperator. Durante la sfilata per il trionfo uno schiavo pubblico la sorreggeva sulla sua testa. Lo stesso gli sussurrava durante tutto il percorso ”Memento mori” , cioè “ricordati che devi morire” : la gloria del trionfo è solo un momento passeggero. In età imperiale la corona divenne un attributo proprio degli imperatori. Spesso la dea Vittoria è raffigurata mentre porge una corona d’alloro.
L’oggetto a cui vi rimando è stato realizzato con foglie di ottone tagliate a mano, cesellate, sbalzate e fissate con chiodi di ottone ribattuti.

TERNI LAPILLiSe mai vi capitasse di fare una gita a Roma  e visitare il parco archeologico del Colosseo, vi suggerisco d...
08/03/2021

TERNI LAPILLi

Se mai vi capitasse di fare una gita a Roma e visitare il parco archeologico del Colosseo, vi suggerisco di non passare frettolosamente per il Foro Romano. Le cose da vedere sono certamente molte ed interessanti ma ve ne sono alcune a cui normalmente non viene data importanza. Sui gradini di marmo della Basilica Giulia sono state rintracciate 60 Tabule Lusorie (tavole da gioco) tra cui : giochi delle fossette; diagrammi, soprattutto a cerchio e a cerchio con raggi; tris; ludus latrunculorum; duodecim scripta; giochi incerti o di difficile attribuzione. Tra quelli appena elencati vorremmo proporvi il gioco dei Terni Lapilli formato da un cerchio con otto diagonali. I giocatori sono due con tre lapilli (ciottoli) di colore diverso a disposizione. Lo scopo del gioco è quello di riuscire a posizionarli in linea lungo una delle diagonali. A differenza del nostro Tris, a cui somiglia, una volta posizionati i tre ciottoli a disposizione si continua a giocare. Non esiste il pareggio e le mosse successive, fatte utilizzando solo gli spazi liberi disponibili e senza scavalcare quelli dell’avversario, hanno lo scopo di costringere chi gioca contro di noi a muoverli in modo tale che noi possiamo allineare i nostri tre in diagonale e quindi vincere.

CORONA MURALISLa CORONA MURALIS è un’onorificenza militare della Roma antica. Veniva assegnata a chi durante un assedio ...
05/03/2021

CORONA MURALIS

La CORONA MURALIS è un’onorificenza militare della Roma antica. Veniva assegnata a chi durante un assedio ad una città nemica avesse scavalcato per primo le mura. Aveva la forma di una cinta muraria con merli e torri, da cui anche il nome di CORONA TURRITA. Per far capire quanto fosse ambito tale riconoscimento è interessante leggere quanto riportato da Tito Livio a proposito di un episodio accaduto dopo la presa di Nova Carthago da parte di Publio Cornelio Scipione nel 209 a.C. Quando fu il momento di assegnare la CORONA MURALIS, si presentarono in due : il centurione Q. TIberilio della quarta legione e il marinaio Sestio Digizio. L’accanimento da parte dei legionari e dei marinai della flotta fu talmente acceso da rischiare una sommossa. Il generale, rendendosi conto della gravità della situazione, dichiarò di aver accertato che entrambi avevano scavalcato contemporaneamente le mura per cui tutti e due erano degni di avere l’onore di ricevere la CORONA MURALIS.

Se siete interessati potete trovarne un esemplare completamente fatto a mano nello shop online di ARKEOS SHOP.
https://www.arkeosshop.com/decorazioni-militari/

SESTERZIO DI TITO E IL COLOSSEOQuante volte  davanti al Colosseo, ammirando questa opera fantastica vi siete chiesti com...
05/03/2021

SESTERZIO DI TITO E IL COLOSSEO
Quante volte davanti al Colosseo, ammirando questa opera fantastica vi siete chiesti come l’avreste visto al momento della sua inaugurazione. E’ una curiosità che vi potreste togliere se aveste la possibilità di esaminare il sesterzio che l’imperatore Tito coniò in quell’occasione nell’anno 80 d.C. per distribuirlo agli spettatori. Al dritto compare l’imperatore seduto su una sedia curule tra le armi. Al rovescio l’Amphiteatrum Flavium (quello era il nome originale, trasformato poi durante il Medioevo in Colosseo per la vicinanza della colossale statua senza testa di Nerone) con la sua forma circolare e visto a volo d’uccello. La parte esterna è formata da una base sormontata da quattro piani con arcate. Il primo è vuoto, il secondo presenta sei arcate : in quelle centrali una quadriga e nelle altre delle statue. Il terzo sette arcate con statue e il quarto riquadri con globi e quadrati. E’ possibile vedere anche la parte interna del Colosseo con il piano superiore composto da dieci palchi contenenti spettatori, un secondo piano con altri spettatori e una cavea con spettatori con un arco al centro e delle uscite a destra e sinistra. A fianco dell’anfiteatro : sulla sinistra è riprodotta la Meta Sudans, una fontana monumentale con una sfera sulla cima da cui fuoriusciva l’acqua che scorrendo dava l’impressione che sudasse; sulla destra le arcate di un edificio porticato a due piani.

SESTERZIO Nerone ( 54-68 d.C. )Forse non tutti lo sanno ma le monete dell'antica Roma sono dei documenti dai quali è pos...
17/02/2021

SESTERZIO Nerone ( 54-68 d.C. )
Forse non tutti lo sanno ma le monete dell'antica Roma sono dei documenti dai quali è possibile ricostruire edifici, strade; conoscere volti di personaggi famosi, origine di culti e tradizioni. Oggi vi vorrei parlare del rovescio di un sesterzio . Al dritto l'effigie dell'imperatore romano Nerone ( 54-68 d.C. ), al rovescio il porto di Ostia Antica. In evidenza la forma circolare con i magazzini di stoccaggio delle merci, al centro del bacino navi mercantili e da guerra, In basso la rappresentazione del dio Tevere e in alto il faro di riferimento per la navigazione. Grazie a questa immagine abbiamo una rappresentazione viva di com'era organizzato un porto dell'antica Roma.
Se siete interessati alla moneta potete trovarla sul nostro sito web :
https://www.arkeosshop.com/monete/sesterzi/

Indirizzo

Via Quattro Novembre 143
Rome
00187

Orario di apertura

Lunedì 13:00 - 20:00
Martedì 13:00 - 20:00
Mercoledì 13:00 - 20:00
Giovedì 13:00 - 20:00
Venerdì 13:00 - 20:00
Sabato 13:00 - 20:00
Domenica 13:00 - 20:00

Telefono

+390669190513

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