04/11/2026
La villa degli orrori di Kiev: “L’Azov tortura i disertori”
di Marco Pasciuti - Il Fatto Quotidiano
Tumulti in un sobborgo a ovest della Capitale per “salvare” soldati agli arresti
Pietre contro gli agenti in tenuta anti-sommossa, auto della polizia vandalizzate, un bus militare assediato. La sera del 2 novembre la strada antistante a una villa di Petropavlivska Borshchagovka, sobborgo alle porte di Kiev, è stata teatro di guerriglia urbana. All’origine della rabbia, voci incontrollate su soldati ucraini torturati, forse perché disertori. Fatti sui quali ora le autorità ucraine hanno promesso di fare luce. Tutto è cominciato con alcuni messaggi circolati sui social. Diversi militari, dicono i post, sono tenuti segregati nel seminterrato di un’abitazione privata e sono sottoposti a torture. Circola un video in cui una donna paramedico afferma che tra i prigionieri ci sono “persone picchiate, con fratture alla colonna vertebrale e necrosi”. Nella casa, si dice, ci sarebbe anche un morto. Una folla si raduna davanti all’edificio, alcuni giovani cercano di sfondare il cancello.
La prima forza dell’ordine ad arrivare è la polizia, “chiamata dal personale di un’ambulanza privata”, farà sapere lo stesso organo in un comunicato. Gli agenti accertano “che i fatti si stavano svolgendo nei pressi di una casa privata, dove si trovavano i militari della Guardia nazionale”.
Ormai la strada è piena di gente, ci sono molti giornalisti. Un cronista di Suspilne parla con la donna del video. Dice di chiamarsi “Valentyna”, di essere la proprietaria della clinica privata Med-Prestige, racconta che un uomo sottoposto a un intervento chirurgico a inizio settembre si trova nell’edificio da 37 giorni insieme a quattro persone ferite e aggiunge che l’ambulanza era stata chiamata dai familiari di uno dei prigionieri. La polizia regionale riferisce però a Slidstvo.Info di essere stata avvertita da una donna che si era presentata come medico. I cronisti la identificano in Valentyna Moloda, titolare di una clinica di chirurgia estetica chiusa dal 2023, scoprono che l’“ambulanza privata” arrivata sul posto non è in servizio dal 2023 e che il titolare della clinica l’aveva venduta nel 2024.
Tre fatti sono certi. Il primo è che la casa è usata come “campo militare temporaneo” dalla Guardia nazionale. Nello specifico dall’Unità militare 3121, reparto d’assalto del 1° Corpo d’armata Azov, nato nel 2014 come “Battaglione Azov”, posto sotto il controllo del ministero dell’Interno nel 2015 e trasformato in Corpo d’armata nel 2025. Il secondo: nell’abitazione c’erano “militari fermati dopo essersi allontanati arbitrariamente dal reparto, in attesa della riassegnazione ad altre unità”, conferma su Telegram la stessa Azov. Il terzo: nella casa ci sono dei feriti: “Quattro dei militari trattenuti presentavano delle lesioni e sono stati portati in ospedale”. Per il Difensore civico militare Olga Reshetylova, l’edificio ospitava militari che avevano combattuto nelle battaglie di Mariupol e Azovstal.
Il ministro degli Interni Ivan Vyhivskyi ha ordinato l’apertura di un’inchiesta, si dovrà capire cosa ha scatenato la rabbia degli abitanti, talmente furiosi che a tentare di calmarli in serata è arrivato Kyrylo Budanov. Il capo dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky ha accompagnato alcuni manifestanti nell’edificio e ha poi cercato di sbloccare lo stallo, invitando la folla a lasciar partire un autobus sul quale nel frattempo erano stati fatti salire i militari evacuati dalla villa. Il caos non si placa: dal cortile viene fatto uscire un 14enne che racconta di essere stato picchiato. Poco prima, mostrano alcuni video, il giovane aveva scavalcato la recinzione, lanciato mattoni e minacciato gli agenti. La guerriglia dura ore: Budanov va via intorno alle 23, non prima di aver spiegato che nella villa c’erano 14 persone, che “di strutture simili ce ne sono molte”, che “si dovrà fare chiarezza su cosa avviene al loro interno”. La folla si disperde solo a mezzanotte.
Ieri, in un primo post su Telegram, Budanov ha parlato di eventi “inammissibili per lo Stato, che “danneggiano l’unità degli ucraini, specie dinanzi alla minaccia rappresentata dalla Russia”. “È già noto con certezza che non sono avvenuti senza influenze esterne”, aggiunge dopo poche ore. L’indagine è in corso. Valentyna Moloda è stata arrestata. Il Servizio di sicurezza (Sbu) ha identificato circa 100 persone: gli organizzatori “hanno pianificato l’evento con un unico obiettivo – ha spiegato il vice capo, Ivan Rudnytsky –: rapire un membro della Guardia nazionale”.