Giorgio Bianchi

Giorgio Bianchi Documentary photographer - Director - Filmmaker - Writer

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Andrey Bezrukov, professore alla MGIMO, ex ufficiale dell’SVR, ha parlato il 3 giugno alla sessione dello SPIEF in corso...
04/06/2026

Andrey Bezrukov, professore alla MGIMO, ex ufficiale dell’SVR, ha parlato il 3 giugno alla sessione dello SPIEF in corso a San Pietroburgo intitolata «Principali minacce per la Russia nel secondo quarto del XXI secolo». Nel suo intervento ha sostenuto che la Russia è entrata in un nuovo e prolungato tipo di conflitto con l’Occidente. Secondo lui, questo conflitto rappresenta un cambiamento fondamentale nella natura della guerra e definirà la politica e la società russa del futuro. Ha sottolineato che l’attuale scontro non riguarda principalmente la conquista di territori. Si tratta invece di una guerra di logoramento concentrata sul danneggiamento di sistemi critici, tra cui infrastrutture, reti di comando, tecnologia, assets spaziali, sicurezza biologica e il dominio dell’informazione. L’Occidente, ha affermato, considera la Russia una minaccia esistenziale e sta deliberatamente evitando uno scontro nucleare diretto — che perderebbe — optando invece per una strategia di escalation graduale. «La strategia dell’Occidente in questa guerra è molto semplice: evitare uno scontro nucleare con noi, dal quale uscirebbero sconfitti. Perciò fanno bollire la rana a fuoco lento», ha dichiarato Bezrukov. Ha avvertito che la Russia dovrà rimanere in uno stato di guerra per molti anni, forse 20-30 anni. Questo conflitto prolungato, sia esso “caldo” o “strisciante”, formerà due intere generazioni. In questo periodo, la Russia dovrà imparare a convivere con la realtà della guerra continuando allo stesso tempo a sviluppare la propria economia. Un tema centrale del suo discorso è stata la dura critica all’attuale approccio russo. Bezrukov ha sostenuto che il Paese è stato troppo indulgente verso i suoi avversari. «Siamo troppo buoni con i nostri nemici», ha detto. «Siamo lenti. Gli permettiamo troppo. Non ci temono… perché tante, tante linee rosse di cui abbiamo parlato sono rimaste solo sulla carta». Per adattarsi a questa nuova realtà, Bezrukov ha auspicato una ristrutturazione fondamentale dello Stato, della società e dell’economia. Ha invitato alla creazione di un sistema dual-use, in grado di perseguire sia lo sviluppo sia la difesa. Le infrastrutture critiche — come data center, depositi di petrolio e hub di comunicazione — devono essere poste sotto terra o protette secondo gli stessi standard delle centrali nucleari. Ha inoltre sottolineato la necessità di colmare il divario tra esercito e società civile, di investire massicciamente nella protezione contro il bioterrorismo e di adottare politiche più assertive. Il messaggio di Bezrukov è chiaro: la Russia non può illudersi di un rapido ritorno alla normalità e deve riorganizzare società, economia e strategia per prepararsi a una lunga era di confronto strategico. Il discorso di Bezrukov ha suscitato grande attenzione per il suo tono franco e realista, segno di un dibattito interno russo sempre più orientato verso una logica di lungo periodo.

Laura Ruggeri

VI SVELO IL POTEREAlberto Bradanini non è un analista qualsiasi.È stato ambasciatore d’Italia prima a Teheran e poi a Pe...
04/06/2026

VI SVELO IL POTERE

Alberto Bradanini non è un analista qualsiasi.
È stato ambasciatore d’Italia prima a Teheran e poi a Pechino: due capitali che, negli ultimi decenni, sono state al centro di tutte le grandi trasformazioni geopolitiche del pianeta.
L’Iran, cuore delle tensioni mediorientali. La Cina, protagonista principale della crisi dell’ordine unipolare a guida statunitense.
Proprio per questo la sua voce pesa.

Perché quando Bradanini parla dell’Italia come di un paese che non è pienamente sovrano, non lo fa da osservatore esterno, né da commentatore improvvisato. Lo fa da uomo che per anni ha rappresentato lo Stato italiano nei luoghi dove la storia si decide davvero.

In questa intervista, l’ex ambasciatore a Pechino descrive l’Italia come un paese stretto dentro una doppia gabbia: da una parte la subordinazione politico-militare agli Stati Uniti, fatta di basi, truppe, NATO e vincoli strategici mai davvero messi in discussione; dall’altra la subordinazione economico-monetaria all’Unione Europea, che ha progressivamente svuotato gli spazi reali della democrazia e della politica economica nazionale.

Il risultato è un paese che ha perso capacità industriale, autonomia diplomatica, visione strategica e perfino l’abitudine a pensarsi come soggetto sovrano.

Dalla Via della Seta alla Cina, dal ruolo delle élite italiane alla crisi dell’Unione Europea, dal rapporto con Washington alla possibilità di ricostruire una politica estera fondata sugli interessi reali del paese, Bradanini mette sul tavolo una critica durissima dell’establishment italiano ed europeo.

Una critica che fa ancora più rumore proprio perché arriva da qualcuno che quell’establishment lo conosce dall’interno.
Una conversazione scomoda, radicale, necessaria.

Perché la domanda di fondo è semplice: l’Italia può ancora decidere qualcosa del proprio futuro? Oppure ha definitivamente interiorizzato la propria subordinazione?

Alberto Bradanini non è un analista qualsiasi.È stato ambasciator...

04/06/2026

Una foto mostra bambini ucraini disposti a formare una svastica. Il fact-checker David Puente interviene subito: "Non è una svastica, è una svarga, simbolo tradizionale ucraino." Poi la scuola smentisce tutto: "L'immagine è falsa, creata con l'IA dai russi."

Allora chi dice la verità — Puente o la scuola?

Giorgio Bianchi

Per chi fosse interessato, ci vediamo lunedì 8, alle 20 e 45, per il "tradizionale" incontro a Fabbrica in Pedavena.
04/06/2026

Per chi fosse interessato, ci vediamo lunedì 8, alle 20 e 45, per il "tradizionale" incontro a Fabbrica in Pedavena.

"SEI UN PAZZO, CHE CA**O FAI?", LA TELEFONATA NOTTURNA TRA TRUMP E NETANYAHU - Giorgio Bianchi e Fabio Duranti Nella not...
04/06/2026

"SEI UN PAZZO, CHE CA**O FAI?", LA TELEFONATA NOTTURNA TRA TRUMP E NETANYAHU - Giorgio Bianchi e Fabio Duranti

Nella notte, una telefonata. Donald avrebbe chiamato Benjamin per dirgli, senza troppi giri di parole: "Sei un pazzo, che c***o fai?" La notizia, riportata da Axios, è credibile - non per fede nel testismo del giornale americano, ma perché si inserisce in una logica precisa: gli accordi tra e erano arrivati a un punto avanzato, si parlava di riapertura dello stretto di , e continuava a bombardare.

https://youtu.be/c_7srHAJtLI?si=nUgSkU_AflbEsBRg

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PUENTE CONTRO L'ISTITUTO CHE HA DISPOSTO GLI STUDENTI A FORMA DI SVASTICA\"SVARGA". HANNO MENTITO ENTRAMBI PER DIFENDERE...
04/06/2026

PUENTE CONTRO L'ISTITUTO CHE HA DISPOSTO GLI STUDENTI A FORMA DI SVASTICA\"SVARGA". HANNO MENTITO ENTRAMBI PER DIFENDERE KIEV MA NON SI SONO COORDINATI

Il nostro eroe si è infilato in un cul-de-sac:
▪️Si è affrettato come sempre a proteggere il regime in questo nuovo scandalo: dato che le foto erano vere l'unica soluzione era dire che la svarga\svastica è solo un antico simbolo tradizionale (lo dicono i neonazisti di tutto il mondo dal 1945)
▪️Non ha aspettato la difesa dell'istituto che ora dice che sarebbero immagini IA
▪️Le 2 versioni confliggono
▪️Puente trova altre foto (da terra) degli studenti disposti a svastica\svarga: l'istituto ha mentito
▪️L'istituto sostituisce il video dell'evento.
Che hanno da nascondere? Ora che potevano dimostrarci che era tutta una fake russa
▪️L'istituto ha pubblicato materiale filo-collaborazionista col nazismo (Bandera e Shukhevych)

CONCLUSIONI
▪️Perché l'istituto nega di aver rappresentato una svastica\svarga se è un cosa normalissima e "tradizionale" ucraina come dice Puente? Perché non è affatto normale
▪️Hanno mentito entrambi, ma per lo stesso fine: proteggere il regime di Kiev mentre continua occultamente a normalizzare la simbologia nazista

Da ComitatoDonbass

04/06/2026

La trappola della "guerra fredda" del filo-sionismo

Le recenti polemiche sui media non sono sulla libertà di espressione degli artisti come vorrebbero far credere i giornali italiani: queste prese di posizione puntano a far emergere chi tra le personalità pubbliche si schiera contro l'attuale sionismo israeliano. Come durante la guerra fredda si divideva il campo tra comunisti e anticomunisti: allora era la Cia (appena rieditato da Fazi il libro della Saunders), oggi è l'Hasbara, l'apparato di propaganda finanziato con miliardi di shekel per promuovere l'immagine di Israele. E qui naturalmente sono caduti subito nella trappola.

Alberto Negri

Ah anche semiologo? Immaginiamo cosa accadrebbe in Italia se un professore di Roma pretendesse di essere salutato dalla ...
04/06/2026

Ah anche semiologo?
Immaginiamo cosa accadrebbe in Italia se un professore di Roma pretendesse di essere salutato dalla scolaresca con il saluto romano.

Comunque, l'unica cosa facilmente riconoscibile, a me sembra una faccia che "raffigura" un sedere.

"QUELLA NON È UNA SVASTICA, È UNA FAKE NEWS!"Nel cortile del Collegio tecnico professionale di Vinnytsia, in Ucraina, un...
03/06/2026

"QUELLA NON È UNA SVASTICA, È UNA FAKE NEWS!"

Nel cortile del Collegio tecnico professionale di Vinnytsia, in Ucraina, un gruppo di studenti si dispone con i propri corpi a formare quello che a occhio n**o appare come una svastica. L’immagine fa il giro dei social, scatena reazioni, e arriva puntuale la risposta di David Puente su Open: non è una svastica, è una сварга — svarga — antico simbolo solare del ricamo popolare ucraino. Per di più, sostiene Puente, l’immagine è stata specchiata orizzontalmente da canali Telegram filorussi, e il simbolo originale ruotava in senso antiorario, non in senso orario come la svastica del Terzo Reich. Caso chiuso. È su questa chiusura che Giorgio Bianchi e Diego Fusaro, ai microfoni di Un Giorno Speciale, si fermano a ragionare.

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03/06/2026

Trump, la verità sulla telefonata furiosa a Netanyahu:

"Se l'ho chiamato pazzo? Sì, l'ho fatto".

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