Rosario Curia - Photography

Rosario Curia - Photography Fotografia professionale di cerimonia, book, still life, architettura. Attivo su Roma ma disponibile a spostarmi ovunque!

10/06/2026

Potreste pensare che sia uno scherzo o un errore clamoroso, ma questa immagine ha davvero fatto vincere una cifra incredibile alla sua autrice in un concorso fotografico. Prima di pensare che avreste saputo fare di meglio, sappiate che le cose sono andate in modo esattamente opposto rispetto ai soliti contest a cui siamo abituati.
La compagnia aerea di bandiera dell'Islanda, Icelandair, ha deciso di lanciare una sfida decisamente insolita: trovare il peggior fotografo in circolazione sul pianeta. L'obiettivo ironico del brand era dimostrare una tesi ben precisa, ovvero che i paesaggi islandesi sono talmente straordinari e oggettivamente spettacolari da rendere impossibile il fallimento, persino se a scattare è qualcuno del tutto privo di basi tecniche. Su oltre 127000 candidati da tutto il mondo che si sono professati orgogliosamente incapaci, i giudici hanno trovato la loro vincitrice assoluta.
Il premio è andato alla parigina Blanche Mortemard. La compagnia ha premiato la sua ammirevole mancanza di competenze, la tendenza a produrre immagini costantemente mosse, sfocate e dalle inquadrature discutibili. Questo elogio della totale incapacità tecnica le è valso un premio in denaro di ben 50000 dollari e un viaggio di dieci giorni per mettere alla prova la sua mancanza di talento tra i geyser e i vulcani dell'isola, documentando il viaggio sui canali della compagnia. La stessa Blanche ha ironizzato dicendo che finalmente ha una risposta da dare ad amici e parenti che da anni le chiedono perché le sue foto siano sempre deludenti: si stava semplicemente allenando per questo momento.
In un mondo social dominato da una perfezione spesso artificiale, questa iniziativa dimostra quanto l'autenticità e l'ironia possano ancora fare la differenza. Taggate nei commenti una persona che con i suoi storici scatti fuori fuoco avrebbe sicuramente sbaragliato la concorrenza e sfilato il montepremi a Blanche.

05/06/2026

Realizzare un effetto morphing non richiede necessariamente ore di lavoro su complessi software di compositing. DaVinci Resolve mette a disposizione uno strumento gratuito e incredibilmente immediato capace di generare questa transizione in un secondo: lo Smooth Cut.
Questa transizione nasce originariamente con lo scopo di nascondere i tagli nel parlato all'interno di clip molto simili tra loro, eliminando i fastidiosi saltelli visivi e rendendo il montaggio fluido. Tuttavia, se applicata tra due inquadrature strutturalmente differenti ma studiate con un minimo di criterio geometrico, l'algoritmo tenta di fondere i soggetti creando una trasformazione fluida e di forte impatto visivo.
L'aspetto migliore di questa tecnica risiede nella sua estrema immediatezza. Non ci sono parametri complessi o keyframe da configurare, se non la durata temporale del passaggio e la relativa curva di intervento. Il processo si riduce a trascinare la transizione direttamente sulla timeline tra le due clip per ottenere subito il risultato desiderato.
Uno strumento nato per la correzione invisibile che si trasforma in una risorsa creativa eccezionale con un semplice drag and drop. Scrivete nei commenti se conoscevate già questo utilizzo alternativo dello Smooth Cut o se lo avete sempre sfruttato soltanto per camuffare le interruzioni nei video.

03/06/2026

Ditemi che non capita soltanto a me. Ormai gli smartphone moderni integrano più fotocamere che permettono di passare dall'ultragrandangolare a focali tele in un attimo, offrendo una versatilità impagabile senza l'obbligo di portarsi dietro chili di attrezzatura. Questa flessibilità può trasformarsi in un vero e proprio supporto strategico per la macchina fotografica principale.

Quando si sceglie di girare soltanto con obiettivi fissi, l'idea di cambiare continuamente lente può diventare frustrante. Utilizzare lo smartphone per simulare al volo la composizione che si ha in testa con la focale non montata permette di verificare immediatamente la resa dell'inquadratura, capendo all'istante se valga la pena effettuare il cambio ottica o se sia meglio procedere oltre.

La seconda strategia è ancora più netta e consiste nel lasciare direttamente a casa i teleobiettivi pesanti. Chi predilige scattare dai 50mm in giù sa bene quanto rari siano i momenti in cui serve una focale lunga. Demandare quei pochissimi scatti al comparto tele dello smartphone diventa un ottimo compromesso per muoversi leggeri senza perdere l'occasione di catturare un dettaglio distante.

Forse per i puristi della tecnica questo approccio può sembrare insolito, ma l'ottimizzazione del flusso di lavoro passa anche attraverso l'uso intelligente di tutti gli strumenti a disposizione. Voi utilizzate mai il cellulare come supporto rapido sul campo o preferite affidarvi esclusivamente al corredo tradizionale? Confrontiamoci nei commenti.

01/06/2026

Scattare in anamorfico non è più un'esclusiva del mondo video. Usare una lente come il Astra 50mm regala un taglio cinematografico e proporzioni panoramiche impossibili da replicare con ottiche convenzionali. L'unico compromesso è che il file nativo esce dal sensore compresso in senso orizzontale: è quindi fondamentale effettuare una corretta operazione di desqueeze per ripristinare le proporzioni reali.
Dato che Lightroom non consente di gestire questa calibrazione nativamente (il pannello Trasformazione offre solo un'anteprima provvisoria e imprecisa), il flusso di lavoro ideale richiede un passaggio strategico tra lo sviluppo del RAW e Photoshop.
1.Sviluppa il file RAW:
Modifica la foto direttamente su Lightroom mentre è ancora distorta. Questo ti permette di lavorare sul recupero di luci e ombre sfruttando la massima qualità del sensore prima di esportare.
2.Trasferisci su Photoshop:
Apri il file in Photoshop e seleziona la voce Immagine dal menu superiore, quindi clicca su Dimensione immagine.
3.Sblocca il vincolo proporzioni:
Fai clic sul pulsante a forma di catena per sbloccare il rapporto tra larghezza e altezza. Se lasci il vincolo attivo, l'immagine si ingrandirà mantenendo la distorsione.
4.Calcola la nuova larghezza:
Prendi il valore espresso in pixel della larghezza e moltiplicalo esattamente per il fattore di compressione del tuo obiettivo (per questo Sirui è 1,33). Inserisci il risultato e conferma.
Consiglio per il workflow: Poiché il calcolo matematico e i passaggi rimangono invariati per ogni scatto eseguito con la stessa lente, registra un'Azione (Action) in Photoshop. In questo modo potrai applicare il desqueeze automatico a intere cartelle di immagini con un singolo clic.

27/05/2026

Perché lo sfocato in una foto ci attira così tanto? Al di là delle preferenze stilistiche, isolare il soggetto dallo sfondo è un effetto che quasi tutti i fotografi amano cercare e riprodurre.
La risposta a questa nostra ossessione visiva non è solo artistica, ma biologica. Recentemente mi sono imbattuto in alcuni dettagli affascinanti sul funzionamento della nostra vista che spiegano perfettamente questo fenomeno.
Senza addentrarci in improbabili paragoni tra l'occhio e l'obiettivo fotografico, la nostra retina possiede una piccolissima zona centrale posizionata in corrispondenza del fuoco del cristallino: la fovea.
Pur coprendo un angolo visivo ridottissimo di circa 5°, la fovea è l'unica responsabile della massima acutezza visiva. In parole povere:
Percepiamo il dettaglio più fine solo in una porzione minuscola dello spazio.
Tutto il resto della visione periferica è privo di dettagli nitidi.
Il nostro cervello compensa questo limite muovendo costantemente gli occhi e assemblando le informazioni, ma di fatto noi osserviamo il mondo applicando una specie di "modalità ritratto" dinamica.
Ecco perché lo sfocato in fotografia ci risulta così gradevole: quando guardiamo un'immagine con una ridotta profondità di campo, l'obiettivo ha già fatto il lavoro sporco per noi.
Il nostro apparato visivo ritrova una condizione familiare ed entra in una sorta di "relax" visivo, lasciandosi guidare senza sforzo direttamente sul punto di massimo dettaglio scelto dal fotografo.
In un certo senso, il bokeh elimina il rumore di fondo visivo e ci permette di riposare lo sguardo sul soggetto. Ti era mai venuto in mente questo legame tra biologia e composizione fotografica? Scrivimelo qui sotto.

22/05/2026

Esiste una nuova alternativa completamente gratuita a Lightroom che promette di cambiare le regole del gioco per chi cerca un software di sviluppo leggero e potente. Si chiama Rapid RAW, occupa appena 20MB di spazio e sfrutta direttamente la GPU per processare i file, garantendo un'esperienza d'uso decisamente fluida e veloce.

Nonostante la sua incredibile leggerezza, il programma permette di creare una propria libreria, sviluppare più immagini contemporaneamente e utilizzare tutti i classici strumenti di regolazione a cui siamo abituati. Include il supporto per il caricamento dei file LUT e la gestione dei preset. Sono presenti anche le maschere automatiche e la cancellazione del disturbo tramite intelligenza artificiale; trattandosi di un software nato da pochissimo, queste ultime funzioni richiedono ancora qualche affinamento, ma il potenziale è enorme.

Considerando la velocità, la quantità di funzioni e il fatto che sia completamente gratuito, questo programma rappresenta la scelta ideale per chi sta muovendo i primi passi nel mondo della fotografia e vuole imparare a sviluppare i propri file senza legarsi a un abbonamento. Rapid RAW è già disponibile per Windows, Mac, Ubuntu e, al momento, anche in via sperimentale per dispositivi Android.

Se hai intenzione di provarlo per il tuo flusso di lavoro o se preferisci rimanere fedele ai software tradizionali, parliamone nei commenti.

20/05/2026

Portare le simulazioni pellicola sul proprio smartphone è finalmente possibile anche senza ricorrere ad abbonamenti o app a pagamento, grazie a un importante aggiornamento di Snapseed. La storica applicazione di sviluppo e fotoritocco ha introdotto una serie di nuovi filtri dichiaratamente ispirati a pellicole leggendarie come la Kodak Portra e la Kodak Gold.
A un primo sguardo i risultati possono apparire altalenanti, ma in diverse occasioni la resa cromatica si rivela decisamente interessante e piacevole. Il grande vantaggio di questo flusso di lavoro risiede nella gestione non distruttiva dell'immagine. Una volta applicato il filtro, è possibile calibrare con precisione l'intensità dell'effetto, personalizzare la quantità di grana o cambiare totalmente il profilo della pellicola in qualsiasi momento. Inoltre l'applicazione non si limita ai file nativi del telefono ma estende il supporto anche ai file RAW provenienti da fotocamere tradizionali, a patto che il formato sia compatibile.
Se consideriamo la presenza di strumenti di selezione avanzati come le maschere automatiche e il fatto che l'intera piattaforma sia completamente gratuita, si tratta di uno strumento che merita assolutamente un posto nel proprio flusso di lavoro mobile per la creazione di contenuti rapidi.
Qual è la pellicola analogica di cui cerchi più spesso di emulare i colori quando editi le tue foto da smartphone o fotocamera?

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