03/05/2016
Pane, Amore&Casina delle civette________________________
Dimora del principe Giovanni Torlonia fino al 1938, anno della sua morte, la casina delle civette, è il risultato di una serie di trasformazioni e aggiunte apportate alla ottocentesca Capanna Svizzera che, collocata ai bordi del parco e nascosta da una collinetta artificiale, costituiva in origine un luogo di evasione rispetto all'ufficialità della residenza principale.
Ideata nel 1840 da Giuseppe Jappelli su commissione del principe Alessandro Torlonia, si presentava come un manufatto rustico, con paramenti esterni a bugne di tufo ed interno dipinto a tempera ad imitazione di rocce e tavolati di legno.
Il villino principale e la dipendenza, erano stati collegati tra loro da una piccola galleria in legno e da un passaggio sotterraneo.
Dal 1908, la Capanna Svizzera cominciò a subire una progressiva e radicale trasformazione per volere del nipote di Alessandro, Giovanni Torlonia, assumendo l’aspetto e la denominazione di "Villaggio Medioevale".
Il piccolo edificio divenne una raffinata residenza con grandi finestre, loggette, porticati, torrette, con decorazioni a maioliche e vetrate colorate.
Dal 1916 l'edificio cominciò ad essere denominato "Villino delle Civette" per la presenza della vetrata con due civette stilizzate tra tralci d’edera e per il ricorrere quasi ossessivo del tema della civetta nelle decorazioni e nel mobilio, voluto dal principe, amante dei simboli esoterici.
Opere in stile Liberty vi vennero elaborate successivamente, per cambiare ancora aspetto... l'aggiunta delle vetrate, così prevalenti, da costituire la cifra distintiva dell'edificio, tutte installate tra il 1908 e il 1930.
La distruzione della casina iniziò nel 1944, con l'occupazione delle truppe anglo-americane, durata oltre tre anni.
Quando nel 1978 il Comune di Roma acquisì la Villa, sia gli edifici sia il parco erano in condizioni disastrose.
L'incendio del 1991 aveva aggravato le condizioni di degrado della Casina, unitamente a furti e vandalismi. L'immagine odierna è il risultato di un lungo e meticoloso lavoro di restauro, eseguito dal 1992 al 1997.
_____________________Oggi in mostra dalle 09.00 alle 19.00