22/04/2026
Ho sempre stimato Wout Van Aert e lo dico con estrema sincerità, ieri all’ingresso del velodromo, speravo vincesse lui.
Non pensavo che il fiammingo potesse ba***re Tadej Pogacar e Mathieu Van Der Poel invece c’è riuscito vincendo meritatamente la Parigi Roubaix. Non avevo ancora scritto nulla su questa corsa ma un video subito dopo il traguardo che ho visto pochi minuti fa mi ha emozionato e mi è venuta voglia di scrivere qualcosa. Una semplice curiosità.
Van Aert è un ragazzo nato il 15 settembre del 1994, esattamente 75 anni dopo Fausto Coppi nato anche lui il 15 settembre ma del 1919. Stesso giorno, nel 1890 é nata una delle scrittrici più influenti e prolifiche del XX secolo: Agatha Christie.
Il 15 settembre del 1254 é nato un viaggiatore straordinario come Marco Polo.
Wout Van Aert nel suo “viaggio” da Compiegne a Roubaix ( e anche gli anni prima) avrà pensato un Milione di volte come fare per rendere questa corsa un’avventura vincente. La penna di Agatha Christie chissà cosa avrebbe scritto e come avrebbe raccontato la storia di questo ragazzo che, salvo qualche eccezione, trova spesso il modo di arrivare secondo, terzo o quarto. Ma ieri si è travestito da Fausto Coppi ed ha realizzato una grande impresa. Certo, ha vinto una Milano Sanremo, tappe al Giro, al Tour e alla Vuelta, campionati del Mondo ma per tutto quello che ha passato in questi anni credo proprio che ieri sia stata, sportivamente parlando, una delle giornate più emozionanti della sua vita.
Ed ha fatto emozionare tanti. Perché Van Aert è colui che, alla Gand Wevelgem del 2023 ha lasciato la vittoria ad un compagno di squadra arrivato insieme a lui, Laporte.
Van Aert è colui che al Giro dello scorso anno, dopo aver vinto la tappa di Siena, ha tirato le volate a Kooij e aspettato in cima al Colle delle Finestre Simon Yates portandolo a 7 km dal traguardo con 4’ di vantaggio sulla maglia rosa Del Toro e Carapaz che lo precedevano in classifica.
Van Aert è colui che al Tour de France del 2023 sacrificó possibili successi di tappa per mettersi a completa disposizione di Vingegaard. E dopo averlo aiutato in pianura ed in salita, lasció il Tour a tre giorni un dalla fine per veder nascere il suo secondogenito Jerome, nato proprio quel 20 luglio, giorno della tappa numero 18.
Non si può non tifare per Wout Van Aert perché oltre che un corridore fortissimo è un gran bravo ragazzo. Infatti alla Visma ha un contratto a vita. Meritato.