29/02/2024
- Turismo "mordi e selfie" -
È stato approvato il progetto di legge volto a permettere in Veneto la realizzazione di stanze panoramiche di vetro e legno, anche ad alta quota, sopra i 1600 metri di altitudine. Soglia, questa, dove sinora le norme urbanistiche ammettevano solo la presenza di bivacchi, rifugi e malghe.
Di fronte a queste iniziative vale la pena chiedersi se la montagna abbia un valore intrinseco o se acquisti valore solo attraverso la realizzazione di strutture analoghe alle stanze panoramiche, come panchine giganti o ponti tibetani. In altre parole, abbiamo bisogno di essere guidati da queste istallazioni per lasciarci suggestionare dai territori alpini?
Ovviamente no. Il valore della montagna è infatti contenuto nel caleidoscopio di unicità ambientali e culturali che è già in grado di offrire. Tuttavia, per rendere questo ventaglio di singolarità attraente, è necessario uno sforzo divulgativo e culturale (prima di essere raccontato, il territorio andrebbe infatti studiato).
Ma è un lavoro che costa tempo e fatica. Di conseguenza spesso preferiamo calare dall’alto oggetti vistosi, appariscenti, fotogenici, ma culturalmente vacui. Un’operazione semplice, perché svincola dallo studio e dal ragionamento, ma che porta con sé lo spettro dell'omologazione.
Quindi turismo "mordi e selfie" - com'è stato definito dalla consigliera regionale Cristina Guarda - riflesso di una società che sembra trovare conforto solo guardandosi attraverso uno schermo.
di Pietro Lacasella
📖 potete leggere l'articolo completo, scritto per L'Altramontagna, nel link al primo commento