04/05/2026
C’è una trappola sottile nel fare ciò che si ama: dimenticarsi di prendersi del tempo.
Quest’anno con Il Nodo di Dara è stato così pieno e intenso che pensavo di non potermelo permettere. Ero sommersa dalle cose da fare e dal lavoro. Ma mi sono imposta di fermarmi.
E il Vietnam mi ha aiutata a rimettere tutto in prospettiva. È stato un viaggio radicante: nonostante fossimo sempre in movimento, ha messo radici profonde su quello che sarà.
Siamo finiti in posti sperduti, fuori dalle rotte dei turisti, dove la vita ha un ritmo diverso. In quei sentieri non battuti, nel silenzio e nella fatica vera della salita, ho ritrovato una semplicità che ha lasciato il segno
È stato proprio in quei momenti così autentici che ho potuto finalmente guardare indietro a tutto il meraviglioso che è successo quest’anno e decidere, con calma, cosa voglio fare del mio futuro e come spendere il mio tempo.
Il vero valore aggiunto, però, è stato il gruppo. Persone vere, con una voglia immensa di stare insieme e di fare bene. Ognuno di loro, con la propria storia e il proprio vissuto, mi ha lasciato qualcosa di importante nel mio percorso. Abbiamo condiviso tutto: i momenti di fatica, le risate, il confronto continuo. Senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa.
Torno con una certezza: la vita non è solo correre e produrre. La vita è anche avere il coraggio di fermarsi. Non è tempo tolto al lavoro, è tempo guadagnato per dare un’anima diversa a tutto quello che verrà