Gianni Licitra - Digital Creator

Gianni Licitra - Digital Creator Fotografo, web designer e artista digitale con sede a Ragusa, in Sicilia.

Nato a Ragusa nel 1987, fin da bambino coltivo la passione per l’arte, l’illustrazione e la fotografia. Inizio a muovere i primi passi in questo campo già all’età di quattordici anni, sono infatti da subito affascinato dall’opportunità di poter fermare in un’immagine istanti di vita quotidiana, cose, persone e ambienti che mi circondano. L’obiettivo della fotocamera diventa per me strumento di esp

ressione creativa con il quale riesco a concentrarmi su un dettaglio o un particolare che spesso l’occhio umano, con un angolo di campo troppo ampio, spesso non coglie o trascura. Nell’anno 2013/2014 frequento un corso di fotografia digitale dove apprendo anche competenze riguardanti l’arte visiva, la cinematografia, il marketing e la comunicazione pubblicitaria. Realizzo inoltre lavori di grafica digitale, fotomontaggi e video promozionali e creativi. Nel 2007 conseguo una certificazione professionale come web designer e oggi mi occupo di ideazione e progettazione di siti web: per i miei lavori parto da uno studio delle richieste del cliente per aiutarli a comunicare in modo efficace con il proprio pubblico. Il secondo step è quello di ideare un concept che sia capace di dare l’adeguato valore ai prodotti e ai servizi. Infine progetto uno stile grafico ed estetico d’impatto che risulti accattivante, che dia risalto al brand e che sia fruibile da tutti gli utenti.

Cosa si fotografa a fare una festa che ogni anno, da una vita, è sempre la stessa. Semplice: perché ogni anno, nonostant...
27/05/2024

Cosa si fotografa a fare una festa che ogni anno, da una vita, è sempre la stessa. Semplice: perché ogni anno, nonostante il ripetersi dei gesti, delle espressioni, dei volti, siamo noi che siamo sempre diversi.

Ragusa Ibla | 24, 25 e 26 maggio | Celebrazioni in onore di San Giorgio

“Io nel vedere quest'uomo che muoreMadre, io provo doloreNella pietà che non cede al rancoreMadre, ho imparato l'amore”....
30/03/2024

“Io nel vedere quest'uomo che muore
Madre, io provo dolore
Nella pietà che non cede al rancore
Madre, ho imparato l'amore”.

Venerdì santo a Ragusa Ibla | 29 marzo 2024

Settimana Santa a Ragusa

Non vedevo l'ora di tornare a  : le luci di Natale, le tapas, il gotico. E niente, invece un caz*o: fotografo sempre vec...
10/01/2024

Non vedevo l'ora di tornare a : le luci di Natale, le tapas, il gotico. E niente, invece un caz*o: fotografo sempre vecchietti e asiatici 🤣

"Alberi, viali, panchine su cui sedersi a leggere e foglie che scricchiolano sotto le suole"
06/10/2023

"Alberi, viali, panchine su cui sedersi a leggere e foglie che scricchiolano sotto le suole"

10/06/2023

Non è solo per fede, non è solo per tradizione, non è solo per liturgia; ma è anche per il legàme: fra padri e figli che si tramandano un'eredità, fra il sopra e il sotto di una città, fra umano e divino.

Il cavaliere a cavallo anche quest'anno ha saputo unire quel che solo apparentemente, tutti i giorni, sembra separato.

​› Festeggiamenti in onore di San Giorgio | Ragusa Ibla | 2, 3 e 4 giugno 2023

Liturgie, statue, persone: la Settimana Santa a Ragusa Ibla | 2023
08/04/2023

Liturgie, statue, persone: la Settimana Santa a Ragusa Ibla | 2023

Ibla bardata: ho tolto il colore ai carretti, alle coffe, ai pennacchi e alle nappe. Ma mi pare si continui a vedere viv...
02/10/2022

Ibla bardata: ho tolto il colore ai carretti, alle coffe, ai pennacchi e alle nappe. Ma mi pare si continui a vedere vivida, l'anima delle nostre tradizioni.

~ Cinabro Carrettieri ~

Tenersi per mano, a Firenze.
22/09/2022

Tenersi per mano, a Firenze.

Pausa pranzo 🎨
09/07/2022

Pausa pranzo 🎨

San Giorgio, dopo due anni, è tornato fra la sua gente: ha portato sorrisi e ha portato la pioggia, ha percorso le vie d...
30/05/2022

San Giorgio, dopo due anni, è tornato fra la sua gente: ha portato sorrisi e ha portato la pioggia, ha percorso le vie di Ibla sotto il sole e sotto le stelle.

San Giorgio, dopo due anni, è tornato. In tanti, lo aspettavamo.

› Maggio 2o22

La cosa più poetica di Pisa: non Piazza dei Miracoli, non i lungarni, non il fiume al tramonto; ma il torneo di bocce, s...
21/05/2022

La cosa più poetica di Pisa: non Piazza dei Miracoli, non i lungarni, non il fiume al tramonto; ma il torneo di bocce, sulle Piagge.

› Maggio 2o22

Della Settimana Santa, a Ibla – dove sono nato e cresciuto – una cosa mi ha sempre affascinato.La sua dimensione più int...
16/04/2022

Della Settimana Santa, a Ibla – dove sono nato e cresciuto – una cosa mi ha sempre affascinato.

La sua dimensione più intima e raccolta rispetto, ad esempio, ai festeggiamenti in onore di San Giorgio. Per il patrono infatti, quando il virus ancora non aveva costretto il mondo a mettersi in pausa, arrivavano da tutta Italia; e non solo. La calca, la foga, le urla di gioia, i cori e i canti, il primo caldo di una primavera che presto diventerà estate. Durante le processioni di Pasqua, invece, la sensazione è che a riunirsi siano solo gli abitanti dei vari quartieri e pochi altri fedeli: la Passione di Gesù viene scandita, giorno per giorno, a partire dalla Domenica delle Palme.

La Maddalena, il Cristo alla colonna, la Veronica, 𝑢 𝐶𝑟𝑖𝑠𝑡𝑢 𝑎𝑙𝑙’𝑢𝑜𝑟𝑡𝑢, la Pietà: i simulacri conservati a lungo dentro le Chiese del borgo, vengono portati per le strade, a spalla, verso il Duomo. Poi, il Venerdì Santo, il lutto: un silenzioso corteo funebre segue la Vergine 𝑎𝑑𝑑𝑢𝑙𝑢𝑟𝑎𝑡𝑎, poco più avanti la teca del Cristo Morto. In sottofondo un brusio, le melodie tristi della banda e lodi cantate attraverso megafoni montati su carrellini spinti da chierichetti.

Da sempre così; dacché ero un bambino; il tempo pare tornare indietro ogni volta perché la liturgia possa ripetersi ancora, sempre uguale a se stessa. Qualcosa però, negli anni, è inevitabilmente cambiato: sotto i santi, prima, c’erano i nonni, i genitori; invece ora ci sono anche i piccoli, i figli, i nipoti; tre generazioni si sono alternate, a tendere le braccia e a intrecciarle, a spingere e a caricare.

Stavolta, ho visto persino Alessandro portare la croce che apre le processioni: la stessa croce sotto cui, per una vita, passo dopo passo, ha camminato suo nonno.

A lui, a Giorgio Mallemi, queste mie foto sono dedicate.

‣ Ragusa Ibla, Settimana Santa | Pasqua 2o22

Un grazie a • Roberta Gurrieri • per aver messo per iscritto i miei pensieri

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