20/09/2026
# LAVATA DI FACCIA-TA #
Potenza si prepara a guardare Narciso. Forse sarebbe il caso di guardarsi anche intorno.
L’arrivo del Narciso di Caravaggio a Potenza è un evento culturale di grande valore, un’occasione importante per la città e per la sua capacità di attrarre attenzione, bellezza e cultura. E questo va riconosciuto senza riserve. 🎨
Ma proprio quando si accendono i riflettori sulla bellezza, diventano più visibili anche i contrasti.
Facciate deteriorate, edifici e spazi pubblici trascurati, manutenzioni rimandate, patrimonio urbano che attende da anni di essere recuperato e valorizzato. Non perché tutto sia abbandonato, né perché nulla venga fatto, ma perché ci siamo progressivamente abituati a considerare normale ciò che normale non dovrebbe essere.
Ed è forse questo il punto più delicato.
Il degrado non diventa meno grave quando smettiamo di notarlo. Diventa semplicemente parte del paesaggio. E insieme all’abitudine rischia di indebolirsi anche il senso della cosa pubblica: quella consapevolezza per cui una strada, una piazza, un edificio o un giardino appartengono alla comunità e contribuiscono alla sua identità.
Naturalmente le competenze sono diverse.
Chi si occupa di cultura deve promuovere cultura; chi ha responsabilità sulla manutenzione, sul recupero urbano, sulle nuove urbanizzazioni e sulla valorizzazione del patrimonio pubblico ha altri strumenti e altri compiti.
Ma quando questi due binari viaggiano a velocità così diverse, finiscono inevitabilmente per stridere.
Perché le competenze possono essere separate.
La percezione della città, però, non lo è.
Per chi vive Potenza e per chi arriva da fuori, la città è una sola: museo, strade, architetture, quartieri, paesaggio e spazio pubblico appartengono allo stesso racconto.
Ben vengano quindi Caravaggio, le grandi mostre e gli eventi capaci di portare attenzione sulla città.
Ma la cultura dovrebbe anche affinare il nostro sguardo su ciò che abbiamo intorno.
Perché forse il rischio più grande non è avere luoghi degradati...
È aver smesso di trovarli inaccettabili.