07/06/2026
“La città è sporca.”
È una frase che sentiamo ripetere continuamente.
Ma la città non si sporca da sola.
La sporcano persone che, dopo una serata in spiaggia, lasciano bottiglie, bicchieri, sacchetti e rifiuti dove hanno trascorso il proprio tempo libero, come se qualcuno dovesse sempre passare dietro di loro a pulire.
Ci lamentiamo del degrado, della sporcizia e della bruttura che ci circonda, ma troppo spesso dimentichiamo una verità semplice: il rispetto per gli spazi comuni non nasce dalle ordinanze, dalle multe o dagli operatori ecologici.
Nasce dall’educazione.
Nasce in casa.
Gli antichi Romani chiamavano res publica ciò che apparteneva a tutti: il bene comune, qualcosa da rispettare e custodire.
Oggi, invece, sembra che per qualcuno ciò che è di tutti non sia di nessuno.
È troppo facile accusare sempre gli altri, il Comune o chi amministra la città.
A volte il problema è molto più vicino di quanto pensiamo.
Perché una spiaggia trasformata in una discarica non racconta il fallimento di una città.
Racconta il fallimento del senso civico di chi l’ha lasciata così.
E forse, prima di dire che la città è sporca, dovremmo chiederci se siamo davvero cittadini all’altezza del luogo in cui viviamo.