14/08/2026
Oggi parlo di me. Quando si parla di ritratti sovente mi viene chiesto se mi ispiro a qualcuno o ad un’idea nei mie ritratti.
Si certo e la cosa e’ così forte che capisco di aver assolto alla mia visione quando dopo qualche momento di (proficua) tensione pre scatto , arriva un momento di distensione e profonda soddisfazione.
Alla fine, posso dire che creo fotografie per il mio benessere , per raggiungere quella pace che mi offre l’aver compiuto una visione in cui trovo sollievo.
L’eleganza e’ il fulcro della mia ricerca . Quella che appartiene agli aristocratici almeno per l’istante in cui si mostrano. In verità, l’eleganza non appartiene ad un rango , non si eredita del tutto, ma e’ una caratteristica personale che si manifesta già dal primo vagito alla nascita.
Grace Kelly e’ una di loro. Di quegli esseri che sembrano essere scesi sulla terra per creare per manifestare l’eleganza, la vera bellezza , l’equilibrio, l’eternità.
Quando vidi questa foto in copertina , semplice e potente, di un libro che ne narrava la vita , rimasi lì ad osservarla per alcuni lunghi minuti , davanti alla vetrina della libreria Fiaccadori, a due passi dal Duomo di Parma , avevo 19 anni.
In quell’istante nella mia testa è nata l’idea della fotografia di ritratto, di come dovesse essere e sopratutto cosa dovesse rappresentare.
Per me Giovanni Gastel è stato l’incarnazione di tutto questo , non ci sarà mai nessuno a raggiungere le sue vette.
Lo ringrazierò sempre per avermi prima ispirato , poi insegnato a riprodurre quell’eleganza che non fa rumore né scandalo ma sussurra con una seduzione ininterrotta l’eternità di uno sguardo.
Altro maestro indiscusso , prima folgorazione per me , e’ l’autore di questa foto , il fotografo di Grace Kelly ma anche di Audrey Hepburn : Howell Conant.