14/07/2025
Caro Dottor Sagrini,
come vede ho aspettato un po' di tempo prima di lasciare un mio ricordo, ho fatto come Lei mi aveva insegnato “…io ascolto sempre tutti, elaboro e dopo qualche giorno prendo la decisione…”.
Le confesso che nel primo periodo di lavoro al Castello per un ragazzo giovane e pieno di voglia di fare, questa sua lentezza decisionale l’ho subita, ma come vede, dopo tanti anni anche io ho imparato ad aspettare.
Dal 13 Giugno in molti hanno ricordato le sue tante qualità; umanità, empatia, cultura e saggezza tra le principali; quello che però può testimoniare solo chi è stato suo collaboratore (Lei non ha mai usato la parola dipendente) è il suo essere stato il “Papà” di tutti noi Petroiani.
Con Lei ho passato la maggior parte dei miei ultimi Capodanni, Pasque o Ferragosti, ho spesso pranzato o cenato insieme a Lei e forse, oltre al lavoro, rimarranno sempre vivi in me quei preziosissimi attimi di convivialità con una persona straordinaria.
La volevo ringraziare per tutto quello che mi ha insegnato, per tutte le volte che mi ha lasciato fare, e, come mi disse nel nostro ultimo pranzo, “…per le tante cose fatte insieme…”.
La volevo ringraziare per l’amore che ha sempre avuto nei confronti della mia famiglia; fino agli ultimissimi giorni ha continuato ad interessarsi di mia moglie e dei miei figli.
La volevo ringraziare anche per non aver mai ostacolato la nascita della mia nuova professione che Lei sotto i suoi occhi ha visto crescere; Il Castello è stato il soggetto principale dei miei primissimi lavori fotografici e probabilmente, la bellezza del luogo è stata decisiva per il consolidamento di una passione che è maturata in professione.
Ps.
Per questa volta mi perdonerà di essere andato un po' troppo lungo e non essere passato dal suo studio per le consuete correzioni ma si fidi non è stato facile concentrare più di 18 anni di vita in poche righe.
Leonardo