28/08/2026
Questa fotografia, scattata in una terra dove ogni pietra sembra avere una storia da raccontare, porta con sé un messaggio che va oltre l'immagine di un uomo e oltre qualsiasi slogan.
Non voglio entrare in discussioni storiche o politiche, né pretendere di riscrivere ciò che è stato.
Ma viaggiando in questi luoghi, parlando con le persone e osservando ciò che accade, si comprende anche un'altra cosa: la storia non viene vissuta allo stesso modo da tutti.
Per il popolo serbo, e non soltanto per chi lo ha conosciuto direttamente, Mladić è rimasto il generale che, in anni drammatici e sanguinosi, cercò di difendere il suo popolo in una guerra nella quale interessi locali, nazionali e internazionali si intrecciavano continuamente. Una visione che spiega perché ancora oggi il suo nome susciti rispetto e sostegno della popolazione. Anche le cronache internazionali riconoscono che, nonostante la condanna, Mladić abbia continuato a essere considerato un eroe dai serbi.
Ed è forse questo l'aspetto che colpisce maggiormente: la storia può essere raccontata, interpretata e ricordata in modi profondamente diversi, a seconda di chi l'ha vissuta e di chi la racconta.
Le manifestazioni di rispetto viste ieri, e quelle che continuano anche oggi, raccontano proprio questa divisione della memoria. Da una parte la condanna internazionale e il ricordo delle vittime; dall'altra chi continua a vedere in lui un comandante e un simbolo della difesa nazionale serba.
Mladić è morto ieri, 27 agosto 2026, mentre era ricoverato all'Aia. Il Meccanismo internazionale ha confermato ufficialmente il decesso e ha avviato le procedure previste dalle autorità olandesi. Secondo quanto riferito dal suo avvocato, il desiderio della famiglia sarebbe quello di riportarlo a Belgrado e seppellirlo accanto alla figlia.
Ratko Mladic sarà sepolto con i più alti onori di Stato.
Davanti a questo cartello, perso tra le montagne e i silenzi dei Balcani, viene spontaneo pensare che forse la cosa più difficile non sia conoscere la storia, ma riuscire ad ascoltare tutte le voci che quella storia continua ancora oggi a dividere.