14/09/2021
Stanotte ho sentito il tuo profumo sul mio cuscino. Quante volte hai poggiato la testa lì, dopo aver fatto l'amore, esausto, stanco, sudato. Prima mi davi un bacio leggero e, sussurrando, mi auguravi la buonanotte. Allora io mi facevo più vicina, perché tanto lo sapevo che avrei trovato le tue braccia pronte a stringermi e chiudevo gli occhi, convinta che mi sarei addormentata così ogni notte, da lì all'eternità, con il caldo sulla pelle e il sorriso.
Con il caldo e il sorriso, soprattutto nel cuore.
Sono ferma adesso mentre intorno a me tutto si muove: sulle pareti dei miei occhi passano ininterrottamente attimi di noi, in riproduzione casuale, e come colonna sonora il rumore assordante delle parole non dette del nostro addio.
Ci vedo seduti su un marciapiede mentre il mondo ci passa davanti senza disturbare, stretti contro il muro del sottopassaggio di una stazione piccola e poco affollata coi cuori che corrono più veloci di qualunque treno sia partito da lì. E ti ricordi la sera che abbiamo fatto l'amore per la prima volta? Io non la smettevo di tremare mentre cercavo il coraggio per dirti che ti amavo da sempre, e tu, con gli occhi belli e il tuo profumo di casa mi abbracciavi ancora di più, mentre sorridevi e dicevi di amarmi a tua volta.
A me piace ricordarci sul balcone di casa tua, con una sigaretta in mano e i baci sulla nuca, con il tramonto di fronte, la tua maglietta addosso che mi rendeva invincibile, mentre mi presentavi al mondo come la tua donna.
Era tutto perfetto! Se chiudevo gli occhi potevo già vederci mentre facevamo l'amore tutto il giorno, mentre la sera ci addormentavamo stanchi ma felici di vivere nel nostro universo.
Dio, come ti amavo. Ero convinta che nessuno al mondo potesse amare così, che eravamo i soli ad avere la fortuna di completarsi sul serio. Ti avrei seguito fino in capo al mondo se me l'avessi chiesto, ti ho sposato anche senza anello, confetti ed invitati. Avrei firmato qualunque documento per passare con te il resto dei miei giorni. Ridevo perché, anche mentre ci immaginavo arrabbiati e urlanti, non riuscivo a non vedere l'amore, tra una maledizione e una lacrima non versata per non darci soddisfazione. Ma di lacrime ne abbiamo versate tante. Spesso di gioia persino mentre facevamo l'amore. Una cosa irripetibile che non potrebbe succedere con nessun altra persona al mondo.
Pensavo a noi come una fiamma troppo testarda da lasciarsi spegnere da un temporale irruento.
E invece, il temporale è arrivato e ha distrutto tutto, spegnendo l'unico fuoco che avrebbe dovuto continuare a bruciare.
E sai qual è il colmo? Che ero io. Quella tempesta ero io.
Ho lasciato che l'amore finisse, così, senza un motivo.
È passato, come passa un raffreddore o un treno che non sai dove ti porterà.
Ho rinunciato alle tue mani sulla mia pelle, ai tuoi occhi sfatti di prima mattina, a quell'odore di mare col vento che sento e sentirò per tutta la vita, ai tuoi baci sulla fronte, ai nostri aperitivi, alle passeggiate senza destinazione, ai sogni che avevamo fatto da svegli.
Ho provato più volte a chiudere gli occhi e darmi ordini, ma non c'è modo di riuscire a conciliare mille pensieri contrastanti.
Lo so che non mi credi, ma ti ho amato.
Ti ho amato con un amore che non proverò mai più, te lo assicuro.
Non riesco a immaginare un altro amore della stessa intensità e della stessa potenza.
Anche mentre vado via non posso fare a meno di pensare che tu sia l'amore della mia vita e che non farò altro che rimpiangerti e odiarmi quando mi sveglierò, con la confusione svanita e un amore che non vorrai più.
(Ti) app(a)rterrò per se(m)pre, am(o)re.
Addio.
Photo: Domenico Monteleone - Photography