11/10/2020
Capita che un giorno ti chiami un tuo caro amico di vecchia data, perchè vorrebbe "il tuo modo di vedere" per fare un regalo ai suoi genitori che festeggiano 50 anni insieme.
All'inizio sei parecchio titubante, non hai mai fatto foto in chiesa, non hai la più pallida idea di come funzioni.
Ti chiedi se ci sarà luce all'interno della chiesa, dove potrai metterti per non disturbare la celebrazione e un sacco di altre cose.
Il tuo amico ti rassicura dicendoti che non è un matrimonio vero e proprio, che a lui interessano solo un po' di foto per fermare questo momento importante.
Allora accetti, ma con l'avvicinarsi del giorno, l'emozione cresce inevitabilmente.
Arriva il giorno e arrivi lì prima di tutti, pure prima del parroco.
Ti guardi intorno e inizi a pensare a cosa fare. Arriva il prete e chiedi informazioni per capire come puoi muoverti, poi arrivano loro e l'emozione sale.
Inizia la celebrazione e tra le mascherine, che, ad eccezione degli sposi, in questo bruttissimo momento coprono una delle parti più espressive che ha una persona, il sorriso, ti chiedi come puoi fare a dare un significato a tutto quello che sta succedendo.
Poi osservi e scorgi un'altra parte altrettanto bella che non può essere coperta: gli occhi.
Loro, hanno preso il posto della bocca e in tutti i presenti sorridono, sorridono tanto.
Durante la giornata riguardi poco le foto in macchina appena scattate, preso dall'emozione, ti lasci trasportare dalla bellissima atmosfera, ridi nascosto dietro la tua fotocamera assieme ai "rinnovati sposi" e a tutti i presenti.
Nell'aria c'è grande gioia, c'è il calore di una famiglia unita, c'è l'amore solido che dura da 50 anni, nonostante tutto...
Grazie Stefano per aver voluto il mio sguardo per fermare questo momento così importante per la tua famiglia.
Grazie di cuore Antonio e Franca per avermi reso partecipe di questo viaggio durato fisicamente poche ore, ma che nella mia memoria proseguirà per molto più tempo.❤️