16/06/2026
Sulla sommità del Monte Venda, nel punto più alto dei Colli Euganei, sorgono i suggestivi ruderi dell'antico monastero degli Olivetani, nel territorio di Galzignano Terme. Una testimonianza preziosa che, nonostante il trascorrere dei secoli e le intemperie, continua a raccontare una storia fatta di spiritualità, silenzio e contemplazione.
Nel Medioevo non erano pochi i colli che ospitavano chiese, eremi e monasteri: luoghi ritenuti ideali per l'incontro tra la terra e il cielo, tra l'uomo e Dio. Le origini del monastero del Venda risalgono alla seconda metà del XII secolo, quando nel 1197 il monaco Adamo di Torreglia fondò una piccola comunità eremitica. Pochi anni dopo, nel 1209, Stefano, già priore di Santa Giustina, insieme a frate Alberico fece edificare due chiese dedicate a San Michele Arcangelo e a San Giovanni Battista. Di quest'ultima sono ancora oggi visibili parte della chiesa, la torre campanaria e la suggestiva cripta. Dal 1229 il piccolo eremo si trasformò in un vero monastero retto dalla Regola benedettina.
Nel 1380, in seguito a un periodo di crisi, il Vescovo di Padova affidò la comunità ai monaci Olivetani, importante congregazione benedettina di origine toscana. La storia del monastero si concluse nel 1771, quando la Repubblica di Venezia decretò la soppressione dei monasteri con un numero ridotto di religiosi. I terreni furono venduti alla famiglia Erizzo e, nel tempo, le strutture vennero utilizzate come riparo dai pastori, cadendo progressivamente in rovina.
Visitare oggi questi ruderi significa intraprendere un viaggio tra storia, fede e natura. Un luogo affascinante che conserva il fascino del passato e che sa ancora regalare panorami di straordinaria bellezza, capaci di lasciare un ricordo indelebile nel cuore di chi li raggiunge.
Foto di Luca Dimita