Sara Zamperlin

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Sara Zamperlin PAINTING, PHOTOGRAPHY and RESTORATION | Pittrice, fotografa e restauratrice

23/09/2026
Non sempre abbiamo bisogno di imparare una nuova tecnica.A volte abbiamo bisogno di capire che cosa stiamo cercando.Ques...
23/09/2026

Non sempre abbiamo bisogno di imparare una nuova tecnica.
A volte abbiamo bisogno di capire che cosa stiamo cercando.
Questo è un percorso artistico individuale e personalizzato, costruito intorno alla persona e al suo modo di guardare.
Lavoreremo con linguaggi e tecniche artistiche diverse, scegliendo ogni volta quelle più adatte a ciò che emerge.
Non serve avere esperienza artistica: si può partire da zero oppure da una pratica già esistente.
La tecnica verrà quando servirà.
Per riconoscere, poco alla volta, ciò che ci appartiene e costruire un linguaggio visivo davvero nostro.
📍Presso il mio atelier a Porto di Legnago.

💌 Per ricevere tutte le informazioni, scrivi ARTE nei commenti ricercapersonale

19/09/2026

Un corso di pittura pensato per accompagnare i bambini alla scoperta del proprio modo di guardare, immaginare e creare.
Attraverso colori, immagini, opere d’arte e tecniche diverse, ogni bambino viene invitato a sperimentare liberamente, sviluppando il proprio linguaggio.

🎨 Fare arte, per un bambino, non significa solo imparare a dipingere.Significa avere uno spazio in cui poter scegliere, ...
06/09/2026

🎨 Fare arte, per un bambino, non significa solo imparare a dipingere.

Significa avere uno spazio in cui poter scegliere, provare, sbagliare, cambiare idea, ascoltarsi e dare forma a ciò che sente. ✨

In questo corso la tecnica c’è ed è importante, ma arriva per accompagnare il bambino, non per sostituire il suo modo personale di vedere. 🖌️

L’obiettivo non è formare piccoli artisti perfetti.
È aiutarli a crescere più sicuri, più liberi, più curiosi e capaci di fidarsi del proprio sguardo. 🌱

👧🏻🧒🏻 Il corso è rivolto a bambini e ragazzi dalla terza primaria alla terza secondaria di primo grado, con percorsi di gruppo e individuali.

📍 Presso il mio atelier a Porto di Legnago.

💌 Per ricevere tutte le informazioni, scrivi ARTE nei commenti.

02/09/2026

“Ci sono immagini che non si lasciano capire subito.
Restano aperte, sospese, e proprio per questo ci fanno fermare più a lungo.
È quello che cerco nelle mie opere e anche nel lavoro che faccio con le persone: non partire da ciò che un’immagine “vuol dire”, ma da ciò che muove, da dove si posa lo sguardo, da quello che continua a tornare.
Perché è proprio lì che, a volte, un’immagine smette di parlare solo di sé e comincia a parlare di te.”

21/08/2026

Qualche giorno fa ho letto “Il digitale uccide la fotografia e i ricordi”, un articolo di Marcello Veneziani sulla fotografia, il tempo e la memoria per la rivista

Mi ha fatto riflettere molto su una cosa: oggi fotografiamo tutto, eppure mi chiedo spesso quante di queste immagini resteranno davvero.

Nel mio lavoro torno continuamente a ciò che una fotografia riesce a trattenere.

Un tempo.
Una presenza.
Una memoria.

Non per nostalgia, ma perché credo che alcune immagini continuino a significare qualcosa anche molto tempo dopo essere state scattate.

Forse il punto non è quante fotografie facciamo.

Ma quali scegliamo davvero di conservare.

Ci sono immagini da cui non riesco a distogliere lo sguardo.Questo ritratto del 1962 di Michele Toya, scattato da Ferdin...
06/04/2026

Ci sono immagini da cui non riesco a distogliere lo sguardo.

Questo ritratto del 1962 di Michele Toya, scattato da Ferdinando Scianna, è una di quelle.

Non c’entra niente il bello o il brutto, almeno nel senso estetico a cui siamo abituati.
È un volto severo.
Uno sguardo ipnotico.
Un volto profondamente, inevitabilmente tragico.

Eppure resta lì, fermo, e ti trattiene.
Ti chiama in un punto che non sai spiegare, ma che senti.

È come se il tempo si aprisse, e tu restassi sospesa dentro quello sguardo, incapace di uscire.
Potrei restare qui a guardarlo per ore, senza stancarmi, senza trovare una fine.

Forse è questo il potere della fotografia.
Non mostrarti qualcosa, ma impedirti di smettere di guardare.

Scianna è uno di quei fotografi che mi fanno nascere un desiderio preciso, quasi fisico:
se potessi tornare indietro nel tempo, vorrei conoscere le persone che ha ritratto.

Non per sapere chi erano.
Ma per capire cosa c’era, davvero, in quello sguardo.

Perché in questi volti non c’è solo una persona.
C’è una connessione.
Qualcosa che attraversa il tempo e arriva fino a noi, intatto.

E questo ritratto è uno di quei punti in cui tutto questo accade.

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