08/06/2020
Pause
In questi giorni ho avuto a che fare con quella sorta di normalità di cui tutti parlano, di cui mi illudo di sapere di cosa sto/stanno parlando.
Sto rallentando, non solo perché non sono più abituato a determinati ritmi, ma perché inconsciamente voglio che quei ritmi adesso siano più blandi rispetto ad una volta, che i pensieri diventino più vividi e non farli affogare nella routine di lavoro.
Ed è così che nascono altri progetti e altre collaborazioni di cui sono fiero, felice, perché mi danno la possibilità di poter espandere quello che troppo spesso resta compresso.
Come questa foto.
A inizio settimana, appena dopo aver scattato il primo rullo con una punta e scatta acquistata prima della dichiarata pandemia, Raffaele non solo mi ha sviluppato le foto fatte qualche ora prima, ma si è anche preso la briga di scansionarle e inviarmi i file.
Tra quelle sopravvissute e quelle selezionate, una era stata tagliata in malo modo dal software dello scanner, rendendola si più “panoramica” e dinamica, ma perdeva troppo frame che avevo incluso in fase di scatto.
Non ho uno scanner, o almeno non ancora, e ho cercato un’app su iPhone che mi permettesse di fare una rudimentale scansione di quella foto, solo quella, per espanderla e condividerla.
Lentamente, col suo tempo, dopo vari tentativi, questo è il risultato.
Quando dico che continuo a crescere e ad imparare in maniera costante dalla fotografia mi riferisco anche a queste cose qui.