20/01/2025
L'ALTRA NAPOLI
Questa notte anche io mi sono ritrovata tra i “festeggiamenti” a capodichino, ma per un altra motivazione: stavo cercando di raggiungere l aeroporto per andare a prelevare un fegato ai fini del trapianto destinato ad un ragazzo in urgenza nazionale per un epatite fulminante.
Arrivata a viale comandante Umberto Maddalena mi sono immediatamente resa conto che quello che avevo davanti non era traffico, ma macchine ferme in attesa del pullman dei calciatori. Spente.
Chiaramente a nulla sono servite le sirene accese, anzi sono stata “gentilmente” invitata a spegnerle, disturbavano lo spirito di festa.
Per evitare ulteriori ritardi io e il mio collega siamo stati costretti ad arrivare a piedi al varco di ingresso all’ aeroporto (circa un km), portando un igloo contenente più o meno 25 litri di liquidi da perfusione, un igloo pieno di ghiaccio ed una valigia con gli strumenti chirurgici.
Alle 02.30 di notte. Con molte ore di lavoro davanti.
Possibile che non ci si renda conto della gravità?
Possibile che giornali come Il Mattino pubblichino articoli goliardici su quanto successo?
E se sull autoambulanza ci fosse stato un padre, una madre, uno zio, un nonno con un infarto in corso?
Spiegatemi perfavore, perché la mia testa ha dei grossi limiti a capire.
Federica Falaschi
Cara Federica, anche io ho grossi limiti a capire, chissà se qualcuno ci spiegherà mai ...
Convidete tutti per favore.