Andrea Chiesa è Progetto Immagine

Andrea Chiesa è Progetto Immagine Studio di produzioni foto video, web design, internet marketing e grafica pubblicitaria. Pilota drone

Non esiste nel dizionario il termine “immaginografo”, è il frutto della mia fantasia ma rappresenta bene, credo, il mio lavoro, basato su di un’approccio alla comunicazione visiva indipendente dal mezzo utilizzato. Un metodo che travalica la singola forma: fotografia, cinema, design, musica convergono per enfatizzare il messaggio, il contenuto che voglio trasmettere. Queste considerazioni sono il

frutto di un percorso iniziato, ed ancora da terminare, venti anni fa con la fotografia di scena teatrale https://picasaweb.google.com/104823529103562240777/LightSPainting?authuser=0&feat=directlink , un’avventura intensa che mi ha fatto scoprire la magia del teatro, l’umanità degli attori e del pubblico. Un periodo che ha acuito la mia capacità di concentrazione necessaria per estraniarsi dal superfluo e per far confluire tutta la propria sensibilità su ciò che non balza immediatamente agli occhi ma che contiene i più profondi ed intensi significati. In teatro si è soli, nelle ovattate tenebre il tempo si dilata, si apprende sia ad essere pronti a cogliere l’attimo che fugge ma anche ad osservare “intellettualmente” lo spazio reale/irreale del palco che si ha di fronte si impara ad osservare i minimi particolari, a dare e trovare il senso delle cose. Negli anni che sono seguiti il mio percorso ha incrociato l’attività di due grandi maestri, il regista Daniele Segre http://it.wikipedia.org/wiki/Daniele_Segre ed il direttore della fotografia Luca Bigazzi http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Bigazzi, umanamente e professionalmente i loro insegnamenti hanno lasciato una profonda impronta in me: la necessità inderogabile di privilegiare il contenuto rispetto alla forma e la consapevolezza di dover dare un valore morale al lavoro che svolgo. Il mio studio ha sede in un piccolo borgo collinare nell’Alto Monferrato, dove la realtà della provincia rende eclettici per forza, realizzo quindi servizi foto-video http://www.youtube.com/watch?v=wJA6Oav-kZs&feature=share&list=PL88693940DD139410 , siti web e pubblicità coordinata per le aziende http://progettoimmagine.andreachiesa.it/, ma anche servizi per privati https://picasaweb.google.com/104823529103562240777/MatrimonioRobertaEMatteo?authuser=0&feat=directlink. Sono legato in modo particolare al mondo del rugby http://www.youtube.com/watch?v=QMqnrsaNHKo&feature=share&list=PLC8363C4F2B42BA68, che apprezzo per i valori che lo animano e per l’ambiente gioioso e goliardico che lo caratterizza. Dedico parte del mio tempo a progetti che non prevedono nessun beneficio materiale ma che sono parte assolutamente necessaria della mia vita. Attualmente sto girando il documentario “Consumatori di desideri” https://consumatorididesideri.wordpress.com/ che affronta quel particolare aspetto del consumismo rappresentato dai mastodontici centri commerciali, sto raccogliendo materiale per una ricerca fotografica sul tema “Le Vite degli Altri” http://levitedeglialtri.wordpress.com/ , gestisco il portale che censisce le associazioni di volontariato www.cambiareilmondo.org ed un social network dedicato agli appassionati di giochi da tavolo www.giocamici.com.

La "verità" in un video aziendale non esiste, e chi sostiene il contrario sta solo vendendo una pessima illusione di tra...
02/09/2026

La "verità" in un video aziendale non esiste, e chi sostiene il contrario sta solo vendendo una pessima illusione di trasparenza.
Un’azienda è un organismo caotico, fatto di attriti irrisolti, silenzi nei corridoi e compromessi quotidiani, mentre il montaggio, la correzione colore e la musica trasformano tutto questo in un destino ineluttabile.
Il paradosso è che la macchina da presa non mente mai su ciò che inquadra, ma mente spudoratamente su ciò che decide di escludere dall'inquadratura.
Quando coloriamo le ombre di un capannone o scegliamo una traccia ritmata per raccontare una linea di montaggio, non stiamo falsificando la realtà: stiamo semplicemente ammettendo che la verità industriale, nuda e cruda, è del tutto incomprensibile per chi non la vive.
La forma estetica non è mai un abito messo sopra la sostanza, ma è l'unico linguaggio attraverso cui l'azienda smette di essere un freddo codice fiscale e diventa un'idea condivisibile.
Fino a che punto possiamo piegare la realtà visiva di un'impresa al servizio della sua narrazione prima di tradirne l'identità?

Oggi le aziende non producono più immagini: producono fotocopie di un immaginario che non appartiene a nessuno.Guardando...
01/09/2026

Oggi le aziende non producono più immagini: producono fotocopie di un immaginario che non appartiene a nessuno.
Guardando i feed di LinkedIn, sembra che esista un unico stabilimento ideale, un unico modo di illuminare un capannone o di muovere una camera in un ufficio.
Questa ossessione per la perfetta conformità visiva sta anestetizzando il mercato, trasformando l'identità visiva in un rumore di fondo indistinguibile.
Paradossalmente, più gli strumenti digitali ci permettono di definire i dettagli con precisione millimetrica, più cancelliamo le asperità che rendono un'impresa unica.
La standardizzazione visiva non è efficienza comunicativa; è la paura di mostrarsi per ciò che si è realmente, affidandosi a un simulacro rassicurante ma vuoto.
Un virtual tour o un'inquadratura non dovrebbero servire a uniformare l'azienda agli standard del settore, ma a restituire il peso specifico della sua materia e delle sue scelte.
Se tutto può essere sostituito da un'immagine identica trovata altrove, significa che la vostra azienda ha smesso di esistere visivamente.
Voi state cercando di assomigliare agli standard del vostro mercato o avete il coraggio di mostrare la vostra irriducibile unicità?

Ciò che costruiamo oggi, domani diventerà un archivio di ciò che eravamo. Quando realizziamo un virtual tour 3D Matterpo...
27/08/2026

Ciò che costruiamo oggi, domani diventerà un archivio di ciò che eravamo.
Quando realizziamo un virtual tour 3D Matterport all'interno di uno stabilimento, raramente pensiamo al marketing.
Fissiamo nello spazio digitale una precisione millimetrica che serve a chi farà manutenzione tra dieci anni, a chi ricostruirà una conduttura invisibile sotto il pavimento o a chi mapperà un macchinario sostituito.
C'è una forma di tutela della memoria industriale in questo gesto tecnico, che trasforma la ripresa in una mappa viva e consultabile del tempo che passa.
La tecnologia più avanzata finisce così per custodire la fragilità del nostro operare quotidiano, offrendoci una radiografia fedele di spazi destinati a mutare incessantemente.
Non è forse singolare che lo strumento nato per mostrare l'azienda al mondo esterno finisca per diventare il custode più affidabile della sua storia interna?

Camminare dentro un cantiere significa misurare lo spazio con la fatica dei passi, accettando il disordine e la framment...
25/08/2026

Camminare dentro un cantiere significa misurare lo spazio con la fatica dei passi, accettando il disordine e la frammentazione dei dettagli.
Quando invece lo si sorvola con un drone, accade un paradosso visivo: la distanza geometrica del volo restituisce una comprensione della realtà industriale molto più nitida e coerente rispetto alla nostra stessa presenza sul terreno.
Non è solo una questione di scala o di spettacolarità scenografica, ma il passaggio da un'esperienza caotica a una sintesi formale che svela l'architettura invisibile del lavoro.
Questo sguardo verticale non corregge la realtà e non la edulcora; semplicemente la ordina, trasformando un cumulo di macerie e acciaio in un disegno logico comprensibile a colpo d'occhio.
C'è chi sostiene che questa vista aerea allontani l'azienda dalla sua verità operaia, sostituendola con un'astrazione geometrica troppo pulita per essere autentica.
Voi pensate che un impianto produttivo si racconti meglio attraverso il caos vissuto di chi lo attraversa ogni giorno, o nella geometria silenziosa di un volo che ne ricompone il senso d'insieme?

Spesso si pensa che la fotografia industriale serva a mostrare come funziona una macchina, ma in realtà il suo compito p...
20/08/2026

Spesso si pensa che la fotografia industriale serva a mostrare come funziona una macchina, ma in realtà il suo compito più difficile è rivelare la fatica e la precisione silenziosa di chi quella macchina la governa ogni giorno.
Quando metto a fuoco un dettaglio meccanico in officina, non cerco la perfezione patinata che piace agli algoritmi, ma la geometria imperfetta del lavoro reale.
C'è un confine sottile tra documentare un processo produttivo e restituirne la dignità umana, ed è lì che la tecnica fotografica smette di essere didascalica e diventa interpretazione.
Chi guarda l'immagine di un'azienda non cerca solo prove di efficienza, ma vuole riconoscere la cura e la responsabilità delle persone che ci mettono la faccia.
Secondo voi, un'immagine aziendale deve rassicurare il cliente mostrando un ordine impeccabile, o ha il coraggio di raccontare la complessità e il movimento reale della produzione?

Warsaw, Poland
19/08/2026

Warsaw, Poland

Quando manovri un drone a centoventi metri d'altezza, la prima cosa che perdi non è la nitidezza, ma il rumore delle per...
10/08/2026

Quando manovri un drone a centoventi metri d'altezza, la prima cosa che perdi non è la nitidezza, ma il rumore delle persone.
Il cemento armato di un capannone industriale visto da lassù smette di essere il luogo dove si litiga sui turni o ci si scambia idee alla macchinetta del caffè, e diventa improvvisamente un geroglifico geometrico tracciato nel verde.
C'è una forma di violenza e di grazia in questa distanza verticale, perché toglie dignità al dettaglio per restituire una dignità inaspettata all'insieme.
Spesso le aziende mi chiedono di riprendere dall'alto per mostrare "quanto sono grandi", dimenticando che l'aria non misura la grandezza: ne misura soltanto l'isolamento.
Un'inquadratura zenitale non racconta il valore del lavoro, ma trasforma l'intera infrastruttura in una mappa muta, dove l'uomo scompare per fare posto al disegno della sua ambizione.

Rischiamo di censurare la realtà? Riflessioni sulle tendenze nei video aziendali...
07/08/2026

Rischiamo di censurare la realtà? Riflessioni sulle tendenze nei video aziendali...

Se guardate uno degli ultimi video corporate realizzati per un’azienda manifatturiera o industriale, vi accorgerete subito di una strana anomalia: non c’è traccia di lavoro. Abbiamo trasformato le officine in sale operatorie, le linee di produzione in cliniche svizzere e i capannoni in set cine...

Ci sono luoghi di lavoro dove la polvere sui macchinari racconta più storia di qualsiasi bilancio approvato.Quando porto...
05/08/2026

Ci sono luoghi di lavoro dove la polvere sui macchinari racconta più storia di qualsiasi bilancio approvato.
Quando porto un obiettivo macro dentro un'officina o un reparto produttivo, passo metà del tempo a cercare il dettaglio che l'imprenditore vorrebbe nascondere: il segno d'usura, la ruggine superficiale, l'imperfezione che certifica il lavoro vero.
La tendenza comune è ripulire tutto, pretendere una perfezione asettica che finisce per somigliare a un render 3D senz'anima, confondendo l'ordine con la sterilizzazione.
Ma la fotografia industriale non serve a fare le pubbliche relazioni della pulizia; serve a mostrare la densità della materia e il peso specifico del fare.
Un'azienda che non mostra i segni del proprio attrito con la realtà è un'azienda che ha smesso di produrre attrito, e forse anche di produrre valore.
Voi scegliereste di fare affari con un fornitore che profuma troppo di showroom e troppo poco di officina?

Spesso crediamo che un Virtual Tour 3D serva a mostrare tutto, a cancellare le distanze e a rendere un'azienda completam...
04/08/2026

Spesso crediamo che un Virtual Tour 3D serva a mostrare tutto, a cancellare le distanze e a rendere un'azienda completamente trasparente.
In realtà, un modello Matterport non è mai una copia conforme della realtà, ma un archivio di scelte millimetriche.
Quando posizioniamo una scansione digitale all'interno di uno stabilimento produttivo, decidiamo implicitamente cosa merita di essere esplorato e cosa, invece, viene lasciato nell'ombra invisibile tra un punto di presa e l'altro.
La tecnologia immersiva non svela la verità di un luogo: offre semplicemente una nuova grammatica per esplorare la finzione dello spazio ordinato.
In fondo, un'azienda è fatta tanto dai reparti che sceglie di mettere in primo piano quanto dai metri quadrati che decide di non digitalizzare mai.
Secondo voi, la perfetta esplorabilità di uno spazio aziendale online aumenta la fiducia dei clienti o rischia di sterilizzare il racconto della produzione?

Indirizzo

Via Guglielmo Marconi 27
Montaldo Bormida
15010

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