19/05/2025
𝗜𝗟 𝟮𝟯 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗘 𝟭𝟳:𝟯𝟬 𝗔𝗟 𝗠𝗔𝗩𝗜 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗖𝗘𝗗𝗢𝗡𝗜𝗔 𝗜𝗡𝗔𝗨𝗚𝗨𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗙𝗢𝗧𝗢𝗚𝗥𝗔𝗙𝗜𝗖𝗔 "𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗡𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗡𝗚𝗘𝗟𝗜" 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗚𝗘𝗟𝗔 𝗠𝗔𝗥𝗜𝗔 𝗔𝗡𝗧𝗨𝗢𝗡𝗢, 𝗖𝗨𝗥𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗣𝗔𝗦𝗤𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗣𝗔𝗟𝗠𝗜𝗘𝗥𝗜
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𝗗𝗢𝗣𝗢 𝗜𝗟 𝗦𝗔𝗟𝗨𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗜𝗡𝗗𝗔𝗖𝗢 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗭𝗔 𝗟'𝗔𝗨𝗧𝗥𝗜𝗖𝗘 𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗨𝗥𝗔𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗧𝗘𝗥𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗟𝗔 𝗠𝗢𝗦𝗧𝗥𝗔
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𝙄𝙡 𝙋𝙖𝙣𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙜𝙡𝙞 𝘼𝙣𝙜𝙚𝙡𝙞, questo il titolo della mostra fotografica di 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗔𝗻𝘁𝘂𝗼𝗻𝗼, curata da 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗣𝗮𝗹𝗺𝗶𝗲𝗿𝗶, che sarà inaugurata 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟮𝟯 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 alle 𝟭𝟳:𝟯𝟬 al 𝗠𝗔𝗩𝗜-𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗜𝗿𝗽𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗟𝗮𝗰𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮 (𝗔𝘃). Dopo la mostra “Altari” di Paolo Covino, che raccontava con sguardo sacrale l’intimità domestica del Sannio e dell’Irpinia, il museo lacedoniese continua a valorizzare le esplorazioni visuali delle culture del Mezzogiorno italiano ospitando un progetto che la fotografa e insegnante di arte 𝗔𝗻𝘁𝘂𝗼𝗻𝗼, nativa di Caianello (CE), ha realizzato sul tema del cibo. Il lavoro sarà esposto 𝗮𝗹 𝗠𝗔𝗩𝗜 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝟮𝟴 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼 nello spazio del primo piano dedicato alle mostre temporanee.
«Con uno sguardo sensibile e innocente, privo di pregiudizi e sovrastrutture – scrive il curatore, l’architetto e fotografo 𝗣𝗮𝘀𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗣𝗮𝗹𝗺𝗶𝗲𝗿𝗶 – 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗔𝗻𝘁𝘂𝗼𝗻𝗼 si immerge nei luoghi che abita e che attraversa. Ne tira fuori ritratti molto fisici, carnali, sensuali, ma anche teneri e fragili, a volte duri e primitivi, sempre trasudanti una forte energia vitale». La mostra 𝙄𝙡 𝙋𝙖𝙣𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙜𝙡𝙞 𝘼𝙣𝙜𝙚𝙡𝙞 allestita al 𝗠𝗔𝗩𝗜 seleziona dal corposo archivio fotografico dell’autrice una serie di immagini da cui traspaiono azioni con forte valenza di comunicazione sociale, nelle quali l’obiettivo fotografico accarezza l’umanità intenta alla preparazione e alla consumazione del cibo. «I suoi toni – prosegue 𝗣𝗮𝗹𝗺𝗶𝗲𝗿𝗶 – sono spesso bianchi e neri fortemente contrastati, molto lontani dall’iconografia morbida e patinata che caratterizza le immagini della natura, del paesaggio e soprattutto della filiera della preparazione del cibo comunemente proposta dalle riviste e dagli ovattati programmi televisivi, fatte proprie e poi diligentemente riproposte dai consumatori nei loro post sui social». Il titolo di questo progetto, si legge nel testo critico di 𝗠𝗮𝗿𝗶𝘀𝗮 𝗗𝗲 𝗤𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 che accompagna la mostra, richiama «il “pane de li angeli”, il pane della conoscenza del Convivio di Dante»: la conoscenza è il comune denominatore, ma se Dante invita tutti gli uomini a banchetto affinché possano saziarsi di poesia e di filosofia, afferma 𝗗𝗲 𝗤𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼, «partendo dalla vita vera e spudorata ritratta da 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗮 si può arrivare alla conoscenza di quello che eravamo e allo stesso tempo si può misconoscere la deriva intrapresa della omologazione, intesa come eliminazione di ogni differenza».
Si può quindi osservare che la mostra di 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗔𝗻𝘁𝘂𝗼𝗻𝗼 si pone in un rapporto specifico e fecondo con lo stesso patrimonio principale del 𝗠𝗔𝗩𝗜, costituito dallo studio di comunità realizzato a 𝗟𝗮𝗰𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮 per mezzo delle immagini dal fotografo e antropologo 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗸 𝗖𝗮𝗻𝗰𝗶𝗮𝗻 nel 1957: se la cultura di un Mezzogiorno rurale ormai lontano nel tempo rappresenta in certo modo una 𝘢𝘭𝘵𝘦𝘳𝘪𝘵𝘢̀ a causa dei mutamenti sopraggiunti, come direbbe l’antropologo 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗥𝗲𝗺𝗼𝘁𝘁𝗶, tuttavia la sua messa in scena pubblica nel museo è un processo di riappropriazione che la riattiva e la rigenera, trovando in proposte come quella di 𝗔𝗻𝘁𝘂𝗼𝗻𝗼, come in altre che il 𝗠𝗔𝗩𝗜 ha ospitato e ospiterà in futuro, l’occasione di riflettere non solo sulle distanze ma anche sulle permanenze culturali, sulla storia di lunga durata e la memoria culturale di una comunità.
𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗮 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗔𝗻𝘁𝘂𝗼𝗻𝗼 è nata nel 1966. Ha vinto numerosi premi nel campo della fotografia. Tra i più importanti il “Premio Giacomelli” nel 2003, il premio “Noi crediamo nei tuoi occhi” nel 2013 e nel 2022, il “Premio Scanno dei Fotografi” nel 2019. Vive a Caianello, dove lavora presso la scuola media locale come insegnante di arte.
L’evento di inaugurazione della mostra 𝙄𝙡 𝙋𝙖𝙣𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙜𝙡𝙞 𝘼𝙣𝙜𝙚𝙡𝙞, a cui parteciperanno l’autrice e il curatore, sarà introdotto dal 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗟𝗮𝗰𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗗𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘇𝗮.
Il 𝗠𝗔𝗩𝗜-𝗠𝘂𝘀𝗲𝗼 𝗔𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗩𝗶𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗜𝗿𝗽𝗶𝗻𝗼 si trova nel centro di 𝗟𝗮𝗰𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮, in Via Tribuni 61, di fronte allo storico Istituto Magistrale fondato da Francesco De Sanctis.