27/08/2026
Quello che resta, oggi, è un papà.
Che nasce insieme al suo bambino.
Un papà che non sa cosa fare.
Vede suo figlio per la prima volta e si emoziona, stava tutto là il senso.
In quelle piccole mani che si muovono.
All’improvviso, un pensiero si fa spazio nella sua mente: “riuscirò a proteggerlo?”
Guarda quelle mani, quei piccoli piedi, quegli occhietti curiosi.
Prova gratitudine, e poi paura, insieme.
Il bambino piange, vuole solo la sua mamma, forse perché lei sa come proteggerlo, cosa fare. Loro parlano la stessa lingua, una lingua a lui sconosciuta.
Inizia a sentire che non è abbastanza, si butta sul lavoro, adesso deve impegnarsi ancora di più perché ha delle responsabilità ancora più grandi verso la sua famiglia.
Vuole portarli al mare, vuole che i suoi figli abbiano tutto quello che lui non ha avuto.
La notte spesso non riesce a dormire. Pensa, a come fare di più, a come guadagnare di più, alle cose da fare.
Il bambino piange, vuole solo la sua mamma, prova a stringerlo tra le braccia ma urla ancora più forte.
Lei sa cosa fare, anche se nessuno gliel’ha insegnato.
Lui vorrebbe solo chiedere che cosa deve fare ma sua moglie è spesso arrabbiata e pensa di sapere il perché: non fa abbastanza, non è abbastanza…
Un giorno si sveglia, il sole entra luminoso dalla finestra, è estate ed è il primo compleanno di suo figlio.
Lo guarda dormire nella culla e sente il cuore che si scalda, mai avrebbe immaginato di provare un amore così grande.
Il bambino si sveglia, sbarra quegli occhioni verdi, lo guarda e, per la prima volta, allunga le braccia verso di lui. “Pa-pa-pa-pa”, il suono più dolce del mondo.
Lo stringe tra le braccia, così piccolo, ora sente che può proteggerlo.
Gli occhi gli si riempiono di lacrime, si volta verso sua moglie, anche lei sorride.
♥️